I giornali oggi sono mediamente abbufalati sull’ordinaria linea di disonestà intellettuale che è ammessa solo quando si parla dei cattolici e del Vaticano. Il record del titolo più stronzo però questa volta va a Libero.it: “L’omosessualità resti reato”. Tra virgolette. Come se fosse una citazione esatta della presa di posizione del rappresentante vaticano all’Onu Celestino Migliore. Che ha espresso diffidenza, e motivata, sulla proposta francese di approvare una fumosa “depenalizzazione dell’omosessualità”.
Depenalizzazione! E come si fa a essere contro? Oh, questo significa parlare chiaro. Una bella etichetta che sarà compresa al volo in tutti bar del mondo, e commentata unanimemente: “La Chiesa è contro? Ma allora i preti vogliono sbattere gli omosessuali in galera!”. Complimenti alla Francia per aver suscitato dibattiti di così alto livello.
Come nota giustamente Il Foglio, se la proposta francese verrà accolta il risultato sarà nullo nei paesi in cui la discriminazione in base all’orientamento sessuale è una regola; e si andrà invece a esercitare una pressione sugli stati come l’Italia o la Polonia che già rispettano tutti i diritti fondamentali dell’uomo.
Chiaro che né Migliore, né padre Lombardi né qualunque altro esponente della Chiesa che sia stato interpellato sulla questione si è mai espresso a favore della classificazione dell’omosessualità come reato.
Seriamente: qualcuno può dar credito all’immagine di un Vaticano che vuole che l’omosessualità sia reato? All’Onu prevalentemente si gioca a scacchi. Il Vaticano ha detto tre no in serie su questioni che riguardano tre temi (che poi sono due): aborto, omosessualità e disabilità. Il giochino di gettare discredito su chi dice no è sicuramente molto facile, e la strada per l’attacco mediatico è bella spianata. Ma il punto è che i no del Vaticano sono tutti non sulle singole questioni, ma contro la logica di fondo di queste proposte, che sparando alto con una “depenalizzazione” che non sortirà alcun effetto pratico vuole in seconda battuta contrabbandare per diritti altri aspetti, che dovrebbero essere sempici opzioni per gli stati. Si pensa male? Ma ci si azzecca. Metteteci in condizione di non pensare male. Tanto l’unanimità mondiale su certe questioni ve la potete scordare. Se chi fa queste proposte volesse veramente definire delle piattaforme su cui trovare il maggior consenso possibile le formulerebbe molto diversamente. Ma poi, in definitiva: a cosa servono queste mozioni, se non a mettere il Vaticano in un angolo?
La dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, di cui si celebrerà tra qualche giorno il sessantesimo anniversario, già condanna le discriminazioni sulla base dell’orientamento sessuale. Avvengono ancora cose atroci in troppe parti del mondo? E sai che novità. Ma ammesso (e per nulla concesso) che esistano ulteriori diritti da riconoscere, che bisogno ha l’Onu di questo upgrade dei diritti se ancora non riesce a far rispettare quelli già riconosciuti?
Seriamente. Chi crede che da oggi il Vaticano sia moralmente responsabile delle discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale è vittima di una strumentalizzazione, e dovrebbe rifiutare di farsi raccontare queste balle. E invece lo so come andrà a finire: per togliere questa menzogna dai media, e poi dalle conversazioni di quelli che ripetono per sentito dire, ci vorrà una decina d’anni. Almeno.


