Cronachesorprese

23 maggio 2008

Think (really) different

Filed under: cronache,Il postulante de-genere — alessandro @

Vanz riporta uno scambio di battute da un episodio (forse è questo) della serie televisiva americana West Wing. Secondo Vanz esprime la posizione “più razionale, democratica e costituzionale” (ma per quale costituzione?) su una questione molto dibattuta e rende merito allo sceneggiatore Aaron Sorkin.

Non sono d’accordo. Nel ragionamento manca un fattore. Se lo Stato regola con le sue leggi il matrimonio (potrebbe anche non farlo) ha anche la responsabilità di definire cos’è: nel momento in cui decide di regolarlo non può lasciarne la definizione al sentimento dei singoli. Per la definizione giuridica di matrimonio non è indifferente che sia tra individui dello stesso sesso o di sesso diverso. La differenza tra le due unioni è una differenza reale e non un’astrazione e produce conseguenze diverse anche per la vita associata. È insomma una differenza considerabile giuridicamente. Quindi lo stato potrebbe anche regolare l’unione tra omosessuali come specie diversa dal matrimonio senza ledere i diritti di nessuna minoranza, anzi proprio per tutelarli.

22 maggio 2008

Una Famiglia perfetta

Filed under: ratzie stories — alessandro @

La presa di posizione di Famiglia Cristiana mi sembra perfetta.
Mette nella giusta evidenza il passaggio fondamentale del discorso di Ratzie al Movimento per la vita: lo svilimento del valore della vita “affidata al giudizio del singolo”. E tappa la bocca a chi parla sempre e soltanto, dogmaticamente, di “attacco” alla 194. Altro che attacco. Qui si tratta di ritornare al vero spirito della legge. Le parola del Giovanni Berlinguer, citate dall’articolo, mi sembrano più eloquenti di tante elucubrazioni di chi ora vuole dimenticare che il processo di maturazione e verifica, auspicato trent’anni fa dal senatore comunista, è stato obliterato. Abortito.

21 maggio 2008

Canalis di Sicilia

Filed under: cronache — alessandro @

Ecco fatto, siamo a posto. Ai bei tempi del Berlusconi I, II e III c’era il conflitto di interessi, quella solida e rassicurante intesa tra un capo di governo e le sue aziende. Ora con questa mania di studiare da statista Berlusconi non riesce più a trovare la giusta sintonia tra le sue due anime. E così con una mano vuole fare il decreto contro l’immigrazione clandestina, con l’altra fa arrivare Mediaset in Nordafrica. Nel caso i telespettatori di quelle parti non avessero ancora abbastanza incentivi, ci pensano i balletti di buona domenica e i servizi di chiusura di Studio Aperto a farli imbarcare per Lampedusa (provincia di Bergamo).

Ok, è solo una battuta, in realtà Mediaset andrebbe a produrre programmi, non a riproporre quelli italiani . Uno Striscia la notizia condotto da Afef Tronchetti Provera (sic) sarebbe sicuramente qualcosa di molto originale.

20 maggio 2008

Easier than fiction

Filed under: cronache — alessandro @

il terribile ispettore locandinaLa notizia del medico e ricercatore genovese con la laurea fatta in casa mi ricorda qualcosa: un film con Paolo Villaggio del 1969, Il terribile ispettore. La trama è molto simile per l’espediente all’origine della truffa, meno per l’esito della vicenda.

Il Villaggio – Dottor De Angelis del film, tuttavia, deve fingere una specie di crisi epilettica nello studio del medico al quale “clona” la laurea, e poi avanzare nella carriera facendo non il bravo medico ma il furbo e l’arrogante, con gli appoggi giusti. Il vero finto medico e ricercatore ha fatto probabilmente meno fatica, sia a falsificare il titolo, sia a condurre per vent’anni una tranquilla vita lavorativa, non priva di soddisfazioni e riconoscimenti professionali.
I casi sono due. O questo è un genio non solo della truffa ma anche della medicina, oppure i suoi colleghi non sono in grado di distinguere tra un medico vero e uno che si atteggia a medico. In entrambi i casi l’Università italiana non fa una bella figura: basta un attore per eguagliare l’apparenza di un medico vero; o basta uno molto intelligente per acquisire con il tempo la stessa competenza professionale di un medico che ha studiato.

19 maggio 2008

Naturaliter carciofo

Filed under: il consumatore non consumato — alessandro @

carciofi al naturale logròIl successo dei prodotti sottolio, nella grande distribuzione, è deleterio da tutti i punti di vista. Sottolineo per prevenire facili obiezioni: parlo solo di grande distribuzione e di fascia di prezzo medio bassa, lo so che ci sono dei sottoli che sono la fine del mondo. Le osservazioni e le deduzioni che faccio dipendono soltanto dalla mia esperienza e dal mio gusto: mi rendo conto che sono ampiamente discutibili.

Qualità
Il metodo di conservazione è ottimo, ma l’olio tende a livellare i sapori: i produttori quindi si possono permettere di vendere come sottoli pesci e ortaggi non proprio di prima scelta, e pochi se ne accorgeranno. D’altra parte l’olio costa, quindi da qualche parte dovranno guadagnare.
Lo stesso tonno, che indiscutibilmente a stare sott’olio diventa buonissimo, deve essere scelto bene. Le confezioni troppo piccole nascondono i pezzi meno pregiati o addirittura sbriciolati; anche quando il trancio è in buone condizioni, nella confezione piccola viene penetrato troppo dall’olio e perde gusto. Nella confezione grande invece il tonno penetra solo fino a un certo livello, lasciando la parte centrale tenera e in giusto equilibrio di oleosità e aroma.

Dieta
Una volta che avete aperto un barattolo di sottoli è dura limitare il consumo. Ma avete mai provato a calcolare quanto olio e quante calorie ingerite, in questo modo? Meglio non pensarci.

Preparazioni
Ho sempre trovato troppo pesanti e non gradevoli le insalate di riso fatte con soli sottoli e sottaceti: bisogna bilanciare bene, metterci qualche verdura sbollentata all’istante e,se proprio si vuole usare (che non è proprio necessaria), andarci piano con la maionese (molto indicata a mio parere quella fatta con lo yogurt).

Prezzo
A parità di peso sgocciolato, i carciofi sott’olio (per fare un esempio) costano dal 60 all’80% in più dei carciofi al naturale.

E sono proprio i carciofi al naturale ad avermi conquistato. Sono buonissimi e non fanno rimpiangere i loro parenti sott’olio, a meno che non si parli di conserve di particolare pregio. Considero soltanto i prodotti da “battaglia”, quelli che metti nel carrello per non lasciare la dispensa vuota. Ho trovato questi Logrò, carciofi spagnoli inscatolati e distribuiti in Italia da un’azienda trentina. Voi direte: buuu, compra prodotti italiani… beh, indicatemi una marca tutta italiana di carciofi al naturale a prezzi accessibili e mi ci fiondo.

Una confezione di Carciofi Logrò da 240 grammi netti fa un abbondante contorno per due persone a piatti di carne o pesce, condisce degnamente un’insalata di riso, può dare sostanza a un’insalata mista di verdure senza appesantirla.
Li ho trovati in un supermercato in zona, in un angolino di scaffale. Dopo averli provati non mi faccio più mancare la scorta. E cerco di accaparrarmi i pezzi per dare il segnale al punto vendita che il prodotto è gradito.

Sarò mica l’unico in tutta Sampierdarena a farmi queste endovene di carciofi al naturale? :-)

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