Cronachesorprese

29 Agosto 2020

Intelletti agenti e intelligenze disagianti

Filed under: tutto considerato — alessandro @

Sono convinto che la fede ben intesa, senza eccessi di devozionalismo o intellettualismo, forma nel tempo la ragione e la aiuta a esprimersi al massimo del suo potenziale. Tuttavia l’esperienza mi ha insegnato a non sopravvalutare e a non sottovalutare l’intelligenza di qualcuno in base alla fede. La scelta religiosa di fondo non dà alcuna garanzia in proposito. Anche la ragione illuminata dalla fede richiede disciplina ed esercizio come qualsiasi altro campo di impegno umano, che sia la pratica di uno strumento musicale, un’iniziativa politica, una ricerca scientifica.

Oggi quando incontro una persona con la quale condivido la fede mi accorgo che ricerco istintivamente i segni e i risultati di questo impegno, che richiedono grande umiltà e amore incondizionato e che si vedono sempre nel giudizio sulle circostanze e nel modo di porsi. In modo analogo, quando incontro una persona lontana dalla mia scelta di fede mi chiedo come vive concretamente le domande di senso, che non possono essere eluse se non a parole, perché nel modo concreto di viverle si trova il lavoro di Cristo su di loro e si vede se e quanto hanno fatto resistenza. Non mi illudo che una scelta di fede renda immuni da questa resistenza, avendola spesso trovata, dolorosamente, anche in me.

Questo non significa naturalmente che “non importa ciò in cui credi”, perché la verità è una sola e se posso riconoscere i segni dell’amore di Dio in tutti è solo perché Cristo è venuto e si è messo al centro della storia come era già alla radice della realtà. Però i peccati di presunzione e orgoglio sono simili nel credente e nel non credente, non hanno sfumature apprezzabili che mi facciano pensare che in un caso siano meglio e in un altro peggio. Per capirci, chi dovrei scegliere tra chi dice (o insomma fa intendere in molti modi): “Non credo in Dio perché non esiste uno più intelligente di me” e chi dice “Credo in Dio perché solo un’intelligenza superiore poteva creare uno intelligente come me”? E se vi sembrano paradossi pensate, pensate bene a tutte le volte in cui vi siete sentiti offesi da un presuntuoso.

6 Giugno 2020

Di quanto tempo ha bisogno una certezza

Filed under: tutto considerato — alessandro @

“Una volta che tutte le domande scientifiche hanno avuto risposta, i nostri problemi non sono ancora stati neppure toccati”, diceva Wittgenstein nel suo Tractatus intuendo il limite del suo famoso “si deve tacere”. Mi viene in mente in questi giorni a vedere gli sbilanciamenti uguali e opposti tra la fiducia totale concessa agli esperti e la loro demonizzazione da parte di chi si accorge, solo ora, che la scienza non può regolare tutta la vita, non dà mai risposte definitive e in genere ha bisogno di molto tempo per le sue acquisizioni più stabili.

3 Giugno 2020

Custodire l’alterità animale

Filed under: cronache,Il cristiano informale — alessandro @

Condivido al 100% la riflessione dell’amica Sara. E aggiungo che, come per altre questioni (non faccio esempi perché corro il rischio di non farmi capire, di farmi attribuire collegamenti che non faccio e non voglio fare) anche per la relazione uomo – animale sembra sempre più urgente reimparare certi concetti cardine del tomismo, come l’analogia e la distinzione nell’unità. Non c’è un unico modo, ci sono tanti modi di essere creatura, e nella contemplazione di questa varietà sorprendente possiamo riflettere meglio sulla nostra umanità.

L’alterità animale ha una quota di irriducibilità e di gratuità che “mette a posto” gli uomini (come nella risposta di Dio a Giobbe): c’è qualcosa di sacro nel mondo animale che dev’essere riconosciuto e rispettato. Esiste una comunione dei viventi che comprende uomini e animali, solo un mostro potrebbe negarlo; ma solo uno sprovveduto può proporre come ideale l’azzeramento o il tendenziale, progressivo attenuamento della potestà umana di decidere, di disporre del materiale vivente, animali compresi. Ci sono limiti, sono tanti e possono essere definiti facilmente, ma questa potestà è un fatto, un dato che troviamo nella realtà e non è una pretesa del fondamentalismo religioso o del capitalismo che mercifica tutto, come alcuni pensano.

La comunione tra tutti i viventi non può essere sullo stesso piano della comunione che può esprimere la società umana tra i suoi membri. Il concetto di “custodia” che mette in evidenza Sara è fondamentale: anche questo è un fatto, chi lo nega o vuole minimizzarlo fino a neutralizzarlo nega lo specifico umano e non vede neanche il bene degli animali. Custodia è potestà e responsabilità insieme.

21 Maggio 2020

Scuola, dal rilancio al rinculo

Filed under: cronache — alessandro @

È lo schema di una discussione avuta mille volte. È davvero frustrante che si ripeta sempre uguale: portare buoni argomenti serve a poco, c’è un’avversità ideologica di fondo che non si riesce a superare perché è radicata e ha generato slogan che in troppi si sentono in dovere di ripetere, peraltro con la presunzione di chiudere il discorso.
Statolaicoh “, e si immaginano che a questa sentenza debba seguire il timoroso silenzio indotto da un Moloch che non si può toccare. Ma il vero stato laico è quello che ha riconosciuto le paritarie come integrate nel servizio pubblico di istruzione. Perché la laicità valorizza le differenze, non le abolisce.
Nonconisoldimieih“, peccato che di “soldituoih” le scuole paritarie ne abbiano fatti risparmiare a valanga allo Stato, da sempre, e continuino a farlo. Al tempo dell’approvazione della legge del 2000 il problema, per questi paladini della laicità-che-fa fuori-quelli-che-non-piacciono-a-noi erano proprio i modesti contributi, in sostanza dei piccoli aiuti (che possono contare su un moltiplicatore poderoso da parte delle imprese, investimenti che lo Stato non potrebbe sostenere) a un servizio indispensabile per rispondere alla domanda di istruzione in Italia: “soldialleprivateh“, “scandaloh anticostituzionaleh“. E invece il problema vero, effettivamente preoccupante, era che quella legge arrivò solo quando molte scuole avevano già dovuto chiudere i battenti e lo Stato intervenne quando capì che il rischio di depauperamento dell’offerta formativa complessiva era diventato eccessivo. Non è servito a evitare la chiusura di altre scuole negli anni successivi (diverse delle quali, a onor del vero, era meglio che chiudessero), ma ha introdotto standard di qualità per la parificazione che consentono, almeno in linea di principio, una competizione sana all’interno del sistema.
Ora con il decreto rilancio rischiamo di tornare indietro. Ma per chi ripete slogan senza senso non è un problema

18 Maggio 2020

Piccole vittorie della realtà

Filed under: cronache — alessandro @

Qualche segno di speranza: l’avversità all’odiosa pratica dell’utero in affitto sta diventando trasversale, cosicché possiamo leggere un articolo così bello, condivisibile e interessante (da verificare, certo, come qualsiasi informazione) addirittura sull’Huffington Post. Piccoli segnali di vita, di amore alla realtà.

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