Cronachesorprese

17 dicembre 2014

Linkability

Filed under: il viandante digitale — alessandro @

Uno dei motivi per cui CronacheSorprese ha cominciato una fase di prepensionamento (di durata indefinita, per la verità) è che ormai esistono risorse in rete che dieci anni fa non esistevano. E anche la riflessione sul giornalismo online, che era uno dei miei obiettivi, ha fatto dei passi avanti notevoli ed è sostenuta da molte buone teste come ad esempio Antonio Rossano, che ha aperto da poco il suo blog sull’Espresso, Culture digitali.

Si ricomincia dalle aste, che sul web sono i link. L’autore con apprezzabile modestia si chiede, presentando l’articolo su facebook, se non sia banale. Non lo è. Basta leggere qua e là. Non dovrebbe esistere web writing senza l’uso consapevole dei collegamenti: è evidente che influenzano la scrittura e che non si può scrivere sul web come si scriverebbe altrove. Non esistono regole precise e immutabili, ogni redazione farà i propri manuali d’uso (come il New York Times, non proprio il foglio più negletto del pianeta) per definire il proprio stile. Ma tutti dovrebbero partire dalla consapevolezza di dover modellare la scrittura in base alla possibilità di fare collegamenti. E invece, nonostante ormai per i giornali sia scontato avere anche una redazione web, pochi sentono l’esigenza di rendere rigorose le specifiche di scrittura per il mezzo.

Per Rossano è una questione di accountability, di affidabilità del lavoro giornalistico che su internet deve fornire contestualmente a un contenuto le possibilità di verifica e di approfondimento autonomo. E cita un interessante progetto europeo che ha prodotto delle linee guida.

16 dicembre 2014

C’è un giudice a Napoli

Filed under: cronache — alessandro @

Finalmente è arrivata la condanna per gli aggressori della ragazza di Napoli picchiata da alcuni energumeni per aver preso le difese un amico gay nel corso di un’aggressione. Ci sono voluti cinque anni, troppi vista la gravità e l’evidenza dei fatti, ma per come va la giustizia in Italia poteva andare peggio.
Una buona notizia anche per un altro motivo: il DDL Scalfarotto è inutile :-)

15 dicembre 2014

Accorpamento delle regioni

Filed under: cronache — alessandro @

nuove regioni italiane

Non male come proposta. Ma le motivazioni date dai rappresentanti del Pd per la legge di revisione costituzionale non mi convincono. Le regioni andrebbero ridotte perché “sono diventate protagoniste di fenomeni non positivi nella vita pubblica”, dicono. Guardando l’ipotesi di accorpamento, invece, mi sembra che la logica sia quella di avvicinare le regioni italiane alle macroregioni europee. Per una volta saremmo all’avanguardia nel continente.

Non ho molti dubbi che una cabina di regia regionale unica tra Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta funzionerebbe meglio. Per limitarmi naturalmente alla situazione che conosco bene. Negli ultimi quindici anni la politica regionale è stata fatta prevalentemente con la programmazione europea: la “Regione alpina” sarebbe molto più competitiva.

Continuo a pensare che gli sprechi siano soprattutto a livello centrale. I consigli regionali in questo inizio secolo non hanno dato prova di grande moralità pubblica, ma questo non è un buon motivo per ridurne il numero. Penso invece che l’accorpamento sia un aiuto a politiche regionali più efficienti. Non sarei invece favorevole alla loro abolizione, come chiede qualcuno.

13 dicembre 2014

Dialogo nel buio

Filed under: esperimenti e soluzioni — alessandro @

Da piccolo avevo un po’ paura del buio. Poi mi è passata, e negli anni dell’adolescenza ho scoperto la magia del chiudere gli occhi e pensare, ascoltare musica, ballare, baciare. Ho completamente perso quel senso di smarrimento che mi dava il buio le volte che mi capitava di svegliarmi di notte e non vedere nulla.
Eppure penso che in qualche modo la magia e la suggestione senza paura di pochi anni dopo sia figlia di quello smarrimento. Perché, per quanto ne avessi paura, quello era il contatto con l’ignoto e il mistero.

Racconto queste cose stasera perché finalmente sono riuscito ad andare in Darsena per Dialogo nel buio, il percorso al buio guidato dai ciechi e ipovedenti dell’Istituto Chissone. Appena entrati e piombati in quell’abisso di oscurità la guida ha fatto passare qualche minuto e poi ha detto: se qualcuno ha sensazione negative e sente ansia sappia che all’inizio è normale, ma se dovesse continuare può avvertirmi e verrà condotto fuori in un attimo.
Io avrei voluto dire che non solo non sentivo ansia, ma sentivo un senso di pace e di immediata solidarietà con le poche persone che cominciavano a condividere quell’esperienza con me. A comninciare da Giulia che stava con me naturalmente, ma non solo. E subito ho avuto voglia di proiettarmi in avanti, con le mani all’altezza dell’addome come consigliato per prevenire lo scontro con ostacoli improvvisi. Subito sono stato invaso dalla curiosità di toccare, sentire, annusare la vita quotidiana da un altro… punto di vista. Perché siamo sempre alla ricerca di qualcosa che ci faccia prendere coscienza della straordinarietà del quotidiano, di quanto le cose più scontate non sono pezzi muti e inerti, ma parlano, accompagnano, segnano il cammino e l’orizzonte. Per questo soprattutto mi sento di consigliare questo breve percorso: sono 7 euro e 45 minuti (che volano… si perde il senso del tempo) davvero ben spesi.

Da piccolo avevo paura perché il buio e la notte mi isolavano da ogni forma di relazionalità, e pensavo che alla luce c’erano gli amici e le cose buone, al buio i nemici. Però insomma, era chiaro che “qualcosa, qualcuno” nel buio (e quindi oltre) dovesse esserci. Ma il buio era un monologo e non osavo pensare che potesse diventare qualcosa d’altro. Oggi è un dialogo, e l’ignoto è compagno e amico.

11 dicembre 2014

Chiude Google News in Spagna

Filed under: il viandante digitale — alessandro @

Un bel salto indietro, come dice giustamente questo articolo su Wired. Gli editori faranno morire il giornalismo e l’informazione piuttosto che riconoscere che tutta la normativa sul diritto d’autore è obsoleta e va rivista.

Aggiornamento del 13 dicembre

Sviluppi incredibili: l’associazione degli editori di giornali spagnoli ha chiesto di non permettere la chiusura di Google news. Ma sono pazzi o fanno finta di esserlo? Si rendono conto che l’informazione non passa più soltanto da loro o vogliono soltanto fare finta che la realtà non sia cambiata per vedere se qualcuno (governanti e giudici in particolare) ci casca?

Aggiornamento del 17 dicembre

Ieri dunque Google news ha chiuso in Spagna. Gli accessi ai siti di informazione spagnoli sono diminuiti in poche ore del 10-15%, ma è anche cambiata la “qualità” delle impression: più navigazione interna e meno accessi “one shot” dall’esterno.

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