Cronachesorprese

2 Aprile 2022

Non esistono poteri “soli”

Filed under: cronache — alessandro @

“Non esistono poteri buoni”: è vero ma non è tutto. Il potere è necessario, l’assenza totale di delega è un’utopia, e neanche desiderabile.

Allora esistono poteri che accettano di essere controllati e altri che non l’accettano. Questo non basta a definire i primi buoni e i secondi cattivi, ma è già un discrimine fondamentale.

Altro fattore: ci sono poteri che rimandano per loro natura a qualcosa di superiore a loro, altri no. È un fattore diverso dal riconoscere la semplice potestà di controllo, perché questa non implica necessariamente il riconoscimento di superiorità. Anche questo non basta a dire un potere “buono” o no. Ma è un passo ulteriore verso l’accettabilità.

Il passo penultimo che cambia tutto è Mt 20, 17-28.

Il passo ultimo che chiude la questione è Mc 10,18.

9 Marzo 2022

La felpa della pace

Filed under: cronache — alessandro @

Se fossimo in una normale dialettica democratica, Salvini in una circostanza cosi avrebbe già dato le dimissioni, altro che andare in Polonia a fare l’ennesima sceneggiata patetica. Perché riguardo ai suoi reiterati endorsement a Putin degli ultimi anni i casi sono (solo) due: o ha preso finanziamenti da Mosca o ha preso una cantonata enorme che equivale a una sconfitta politica di dimensioni epocali. In entrambi i casi, l’unica risposta adeguata sono le dimissioni immediate dalle cariche di partito, in attesa che la fine della legislatura faccia il resto. Un uomo politico che ha a cuore le sorti della sua parte si comporta così. Se non ha gli attributi per farlo in prima persona, dovrebbero essere i quadri di partito a chiedergli di farlo. È a dir poco imbarazzante che ora cerchi di smarcarsi dicendo che è contro la guerra, e quindi anche contro Putin: pensa davvero di potersi salvare politicamente in questo modo? A livello personale cambiare idea, o disilludersi, ci sta; ma a livello politico un leader deve trarre le conseguenze di un errore così clamoroso, e togliere il disturbo. Quindi: se fossimo in una normale dialettica democratica, Salvini sarebbe finito.
Dico questo perché, anche se l’epoca del personalismo dei leader ci ha quasi completamente desensibilizzato, ogni tanto fa bene ricordarsi cos’è la politica normale.
Altra considerazione a lato, che però mi preme di più visto che riguarda le applicazioni politiche di ciò in cui credo: un grande abbraccio ai cattolici che sono stati ipnotizzati (anche solo per un istante) dai rosari rotanti.

17 Febbraio 2022

L’ennesimo post sul 17 febbraio

Filed under: cronache,storia del cristianesimo,tutto considerato — alessandro @

Cioé su Giordano Bruno. Era l’epoca dell’assolutismo e il Pontefice non faceva eccezione nell’applicare la ragione di Stato. Sbagliato? Secondo i nostri criteri attuali si. Ciò che si sbaglia sempre nel considerare quei fatti, a mio parere, è trattarli come questione religiosa e pretendere che la chiesa ne renda conto ancora oggi. Nessuno chiede allo stato francese di rendere conto della tortura e dell’esecuzione capitale di Ravaillac, che uccise Enrico IV. Eppure era mosso da “nobili ideali” di tirannicidio. La condanna di Bruno fu politica. Avrebbe potuto salvarsi ma non ha voluto farlo. Scelta sua, come scelta di Ravaillac solo dieci anni dopo fu il regicidio senza autotutela.

17 Novembre 2021

Fratel Jean Pierre

Filed under: Il cristiano informale — alessandro @

Essere testimoni può essere vissuto come una condanna o come una grazia. È la libertà, è il cuore a decidere. Grazie, grazie, grazie per tutto ma soprattutto per il sorriso, perché è quella la testimonianza: loro non hanno vinto.

29 Ottobre 2021

Zan e non più Zan

Filed under: cronache,Il postulante de-genere — alessandro @

Ci vuole un discreto livello di dissociazione per essere davvero “tristi” (come leggo in molti commenti) perché l’orrido ddl Zan non è passato. Come anche per andare in piazza a contestare la negazione di “diritti” pur sapendo benissimo (se si conosce un minimo la questione) che nessun diritto viene negato.
Quanto al riproporre continuamente esempi di violenza, come se chi ha votato contro un ddl pensato male e scritto peggio fosse complice di quella violenza, beh quella non può essere altro che disonestà.
Lo sappiamo che questo pastrocchio si riproporrà prima o poi in parlamento come una peperonata, con effetti analoghi. Verrà riproposto perché ormai è una bandiera. Una sciocca bandierina di chi pretende dalle leggi l’eliminazione di un contraddittorio scomodo, perché evidentemente non ha fiducia sufficiente nei propri argomenti. E come potrebbe, del resto: il ddl Zan è sbagliato in tutto, nei principi, negli articoli, negli obiettivi che si propone. Sarebbe da cacciare nella rumenta e basta, non se ne dovrebbe più parlare. E invece figuriamoci, quelli in piazza hanno avuto l’impudenza di paragonarsi a chi negli anni sessanta manifestava con Martin Luther King. Ci vuole un bel coraggio.

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