Cronachesorprese

4 giugno 2018

LitTizzoni

Filed under: semiminime — alessandro @

Ogni volta che la Littizzetto pronuncia la parola “medioevo” una biblioteca di medievistica si distrugge per autocombustione.

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3 giugno 2018

Se il buongiorno si vede dall’arcobaleno

Filed under: cronache,Il postulante de-genere — alessandro @

Chi riporta le parole di un altro tagliandole in modo da non farne capire il senso non ha mai ragione. Anche se l’altro fosse un criminale. Figuriamoci se è soltanto un ministro.
Per non parlare poi di chi riprende lo stesso studiato fraintendimento sui social, sapendo che è un fraintendimento voluto, e ci fa ironia e/o polemica sopra. Mi costringono a difendere un governo che probabilmente non mi piacerà ancora prima che si metta a lavorare. Un minimo di onestà intellettuale si potrà mai avere in questo paese?

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Aggiornamento del 10 giugno

Il Ministro Fontana è nel mirino dei moralisti. La settimana scorsa i titoli fallaci sulle sue dichiarazioni riguardo alla famiglia arcobaleno. Ora invece circola un video, uno spezzone da un suo discorso in piazza a una manifestazione di partito dell’anno scorso, in cui dice: ““Vogliamo un’Europa dove il matrimonio sia tra una mamma e un papà e i bambini vengano dati a una mamma e a un papà. Le altre schifezze non le vogliamo neanche sentire nominare”.
Le parole sono forti ma condivisibili, in quanto sono chiaramente rivolte contro le adulterazioni del matrimonio, della paternità e della maternità, non contro le preferenze sessuali individuali e la scelta del partner. Io forse non avrei usato il termine “schifezze” (bisogna levare le scuse agli avversari), ma sono ugualmente contrario all’equiparazione dei matrimoni alle unioni civili e alla promozione di questa idea assurda di genitorialità neutra che una cultura precisa, che non ha nulla di progressista, vorrebbe mettere al posto della paternità e della maternità.
Buttiglione, ormai molti anni fa, fu fatto oggetto di una violenta campagna di delegittimazione su un “I may think”, nel contesto di un discorso in cui sostanzialmente diceva che avrebbe tenuto fuori le proprie convinzioni morali personali dal ruolo per il quale era candidato in Europa. Già in quell’occasione fu chiarissimo che erano proprio le sue convinzioni sotto processo, non la sua politica. Allora forse farà bene Fontana a parlare di “schifezze” anche da ministro: tanto verrà attaccato comunque a livello personale. Pochi avranno voglia di fare la doverosa distinzione che ho fatto io: è così comodo gridare all’omofobia, questa nuova astrazione che è una delle varianti più aggiornate di “nemico del popolo” e che suona sempre di più come intimidazione. Fate pure. Rimango volentieri fuori dal coro.

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2 giugno 2018

Ultra e non più ultra

Filed under: cronache — alessandro @

Giuliano Guzzo sul mito dell’ultracattolico. Forse si potrebbe dire anche qualcosa di più o di diverso. Però si, che sia un cliché dovremmo essere tutti d’accordo. Una di quelle paroline-etichetta che nasconde l’intolleranza di chi la usa più che quella dell’etichettato. La leggeremo spesso nei prossimi mesi, facciamo un po’ di anticorpi.

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1 giugno 2018

Piattaforma di ribellione

Filed under: cronache — alessandro @

A Riccardo Fraccaro, neoministro della “democrazia diretta”: se mi iscrivete per legge a una piattaforma che ha il nome di Rousseau mi faccio esplodere, sappiatelo. Fate una piattaforma Chesterton e forse se ne può parlare, anche se a me la democrazia rappresentativa va benone.
#dilloaiministri

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28 maggio 2018

Tutti i nemici del Presidente

Filed under: cronache — alessandro @

Sono moralmente convinto che le due forze politiche che hanno cercato di formare un governo hanno voluto mettere il Quirinale in difficoltà. E lo hanno fatto istintivamente, forse non per un disegno strategico premeditato ma che ha preso corpo in itinere. Perché sentono il sistema di garanzie e di contrappesi disegnato dalla Costituzione come un ingombro inutile e obsoleto. Fin dal primo momento hanno guardato al Presidente come a un figurante, come a una noiosa formalità da sbrigare, e più sentivano questa cosa più cresceva la determinazione di segnare simbolicamente un punto contro di lui e contro la sua funzione, per creare un precedente utile a uno scenario diverso in futuro.
Parlo di sensazioni. Di oggettivo c’è un conflitto del tutto inutile ai fini di un Governo che, se avessero voluto, avrebbero potuto formare; una mancanza sistematica di discrezione nella trattativa con il Capo dello Stato che aveva sempre come sottotesto “vi facciamo vedere come andiamo a comandare”; una richiesta di impeachment ridicola portata in piazza appena un minuto dopo la rottura, come un livore trattenuto a stento che finalmente si può liberare.

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