Cronachesorprese

4 novembre 2009

Siamo ragazzi strani

Filed under: cronache,tutto considerato — alessandro @

Scrive Marco Politi sul Fatto di oggi:

Il crocifisso sulla cattedra è il richiamo preciso a una Verità superiore a qualsiasi insegnamento umano. Il crocifisso sovrastante le toghe dei magistrati è il monito a ispirarsi e non dimenticare mai la Giustizia superiore che promana da Dio. È accettabile tutto ciò da parte di chi non crede in quel simbolo? È lecito imporlo a quanti sono diversamente credenti sia che seguano un’altra religione sia che abbiano fatto un’opzione etica non legata alla trascendenza? La risposta non può che essere no.

Ma per favore. La risposta non può che essere, almeno in Europa: sì, certamente.
Sì, certamente, perché nel contesto “pubblco” quello non è un simbolo in cui si “crede” ma un dato della storia da tenere presente, e per questo sta negli ambienti pubblici, non per fare proseliti o forzare alcunché.
Sì, certamente, perché non è necessario essere religiosi o cristiani per essere aperti alla trascendenza, e un’opzione etica che non sia almeno aperta alla trascendenza è impossibile o morta in partenza.
Sì, certamente, perché mi fa terrore l’idea di un magistrato o di un insegnante che non abbiano mai nel loro orizzonte, neanche come ipotesi, una Verità e una Giustizia non definite da loro o da uomini come loro ma che vengano prima. Se non da Dio, almeno dalla Realtà. Che almeno la realtà sia laicamente sovrumana, per chi non ha la semplicità di ammettere le più semplici e logiche ipotesi su ciò che davvero sta sopra la natura. E cosa c’è di meglio o di meno arbitrario allora che prendere il segno che tutta la tradizione europea ha sempre usato per questo scopo?
Sì, certamente, perché non si impone niente a nessuno ma si prende atto dell’importanza di un simbolo in una storia concreta fatta di uomini religiosi e non religiosi, atei e credenti, cristiani e non cristiani.
Sì, certamente, perché se mai si deciderà di toglierlo dovrà essere per una decisione della comunità nazionale e non per l’imposizione di un tribunale che giudica più importanti della storia di un popolo le paturnie di chi si sente “violentato” dal crocifisso nelle aule.

Ci dispiace per gli altri, ma nella nostra storia c’è stato un uomo che ha detto di essere la Verità. Un pazzo? Chissà. Ma tutta la storia europea si può capire soltanto tenendo conto della pretesa di quel pazzo e tentando di rispondere, di posizionarsi rispetto ad essa, anche con un no secco. E quindi ripeto, ci dispiace per gli altri. Ma questo dato nessuno se lo dovrebbe mai scordare. Sinceramente non riesco ad andare oltre questa evidenza. Giuro che se fossi un ateo o un “diversamente credente” non vorrei mai che qualcuno togliesse il crocifisso con le motivazioni che sono state date. Con altri ragionamenti ci farei un pensierino. Ma con tutti quelli presentati in questi giorni da diversi soggetti e in diverse sedi, dai tribunali europei alle domande non retoriche di Polito, no. Così è una violenza. Per inciso: ammesso che esca indenne dall’appello questa sentenza non sarà mai applicata, come diverse altre emesse dalla stessa corte. Che dovrebbe farsi qualche domanda.

E insomma come dice il “matto” a Troisi in Ricomincio da tre, non facciamo gli ipocriti. Se qualcuno ti chiedesse: “vorresti essere nella realtà di popolo in cui la questione del Cristo, cioè del senso di tutto, si è posta nella storia?” cosa risponderesti? Sì, certamente. E se mi chiedessero se vorrei essere ricco come Gianni Agnelli o bello come Alain Delon che risponderei? Sì, certamente. Beh, ma c’è qualcosa di meglio della ricchezza di Agnelli e della bellezza di Alain Delon? Sì, certamente. E questo qualcosa ce l’abbiamo a portata di mano qui e ora, almeno in Europa se non nel resto del mondo? Sì, certamente.

Aggiornamento del 6 novembre

Ci arriva anche Travaglio al concetto fondamentale, pur mischiandolo a una quota di moralismo di cui evidentemente non può proprio fare a meno. Ottimo intervento, comunque.

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8 commenti »

  1. appunto.
    la trascendenza è un diritto di tutti, qualsiasi Nome abbia.
    non ha senso togliere i crocifissi.
    ma, almeno sui muri nelle aule di scuola, (dato che finalmente siamo sulla strada per diventare una società multietnica) io farei posto anche a qualcun altro.

    Comment by alga — 5 novembre 2009 @

  2. se fosse una questione religiosa, forse. ammesso che ci sia qualcosa di paragonabile alla croce.
    ma siccome non è una questione religiosa non ha senso fare di ogni aula un pantheon. l’esigenza di tutti (non parlerei di “diritto”… neanche la presenza della croce è un diritto, ma è qualcosa di stabilito da 160 anni e che fa seguito a una tradizione precisa) è già perfettamente rappresentata dalla croce, non c’è bisogno di altro.

    Comment by alessandro — 5 novembre 2009 @

  3. :) questa benedetta storia dell’Europa non l’abbiamo ancora proprio finita di scrivere, anzi ci stiamo capendo poco. Ma tu sei proprio sicuro che i ragazzi vedono un crocifisso in classe e dicono: “toh il simbolo della storia degli europei che si fanno una domanda”? Non potrebbero dire anche “toh: il papa ci ha imposto questo, mentre ai francesi (europei mi pare) nessuno impone niente”? Sicuramente saranno ingenui, superficiali, impreparati, ma hanno tutto il diritto di esserlo, non tutti partono da una posizione già elaborata ripetto a questa domanda. La domanda deve essere posta, il riconoscimento della nostra storia cristiana deve avvenire nella scuola, QUINDI lasciamo stare i simboli che danno già tutto per scontato, perché questa questione potrà essere posta in modo più libero. La scuola è una cosa delicata, è un posto in cui si deve diventare liberi di farsi le domande come si vuole!
    Diciamo piuttosto (senza polemica) che il crocifisso è un retaggio di una forte componente cristiana della storia della nostra scuola, che è rimasto lì mentre la preghiera non c’è più.
    Concordo che non ci se lo deve far strappare con prepotenza, ma un po’ è colpa nostra, avremmo dovuto toglierlo prima.

    Comment by Teresa — 5 novembre 2009 @

  4. io non posso essere sicuro di nulla, soprattutto delle domande che può farsi un ragazzo che comincia la scuola adesso. ma non è la componente cristiana della scuola ad aver messo la croce, tanto è vero che la preghiera non c’è più ma la croce è rimasta. perché, correttamente, si è pensato che il simbolo andasse oltre una pratica didattica più o meno conforme a una società cristiana e alla professione di una fede sola. da un certo punto di vista quindi è più interessante, più corretto, più “giusto” e (visto che si parla di scuole) più istruttivo che la croce sia nelle aule e nei tribunali oggi rispetto a ieri.
    se in francia e in altri paesi europei hanno fatto un percorso diverso, fatti loro. rispetterò le loro scelte, basta che loro non impongano i loro criteri all’italia per interposti “imparziali” tribunali.

    Comment by alessandro — 5 novembre 2009 @

  5. Io non capisco tutta questa fretta: le cose accadranno senza doverle forzare a colpi di costose sentenze giudiziarie (a proposito: ma i figli della Lautsi sono ancora in quella scuola media? Problemi di crescita o di comprendonio? Non dovrebbero essere già all’università? Ricordo che la gentile signora ha cominciato la sua guerra santa nel 2002…).

    Pazienza, ci vuole, pazienza.

    Ancora qualche anno e gli ultimi maestri italiani, secolarizzati, sinceramente democratici e molto, molto, multi etnici, avranno di fronte aule piene di piccoli musulmani. Loro insegnereanno evoluzionismo ed educazione ssuale, i loro studenti – per bocca dei loro genitori – chiederanno invece l’insegnamento del corano.
    Credete che il crocifisso ci sarà ancora?? se non lo cavano prima.

    Qualche anno ancora, e anche il maestro, evolvendosi ulteriormente, sarà diventato musulmano: camicione, sandalo scalcagnato, zuccotto, barbone e bacchetta di bambù da Marabut, per quelli che non ripetono correttamente la sura in arabo.
    Allora non si insegneranno più le cose che si insegnano oggi e, tranquilli, anche l’impronta del crocifisso sarà stata coperta di tempera più volte.

    Hasta la victoria siempre! Allah u’ akbar!

    Comment by Gabriele67 — 7 novembre 2009 @

  6. sai la cosa buffa? che la maggior parte dei musulmani praticanti ed equilibrati (quindi non sto pensando ad Adel Smith) non sono contrari al crocifisso in aula, non lo vogliono rimuovere e non chiedono neanche di farlo affiancare da altri simboli. ieri a otto e mezzo su La7 c’era una rappresentante delle donne musulmane (non ricordo il nome) che l’ha detto chiaro e tondo.
    secondo me un credente, di qualsiasi fede e con un minimo di onestà intellettuale ed equilibrio, si rende conto che il crocifisso è un simbolo unico e non sostituibile. la cosa migliore che potrebbe accadere sarebbe che si mettesse a fuoco il valore non “confessionale” ma al limite “religioso” in senso “totale” (quindi che riguarda anche i non credenti) della croce nei luoghi pubblici. insomma che si capisse che se la croce sta ancora nei luoghi pubblici non è per ossequio codino a una fede. ma mi rendo conto che questo scenario rasenta l’utopia. allora potrebbe accadere che siano i religiosi non cristiani a mobilitarsi contro la rimozione, che è una mina a tempo sulla libertà di professare la propria fede, qualunque sia. la cosa meno digeribile è il continuo insistere dei laicisti sulla dimensione “privata” della fede. che vuol dire limiti e censure, con il tempo. è la croce, almeno in italia e in europa, la garanzia della libertà religiosa.

    Comment by alessandro — 10 novembre 2009 @

  7. Ah sì, certo, la maggior parte dei musulmani che vivono qui rimangono stupiti di fronte alle iniziative anti-cristiane a cui assistono, ma non credo scenderanno mai in piazza per opporvisi, non facciamoci illusioni. Ricorda che la Croce per loro è comunque scandalo e che per loro Gesù non vi è morto inchiodato, per cui non siamo come minimo falsificatori.
    Secondo me la prospettiva non è quella che venga minata in Italia la libertà di religione, bensì la libertà di essere cattolici. Non vedi come lorsignori si guardano bene dal disturbare i musulmani e anzi sembrino simpatizzare per loro in quanto alleati nella guerra anti-cattolica? Non vedi la grande propensione delle amministrazioni di sinistra a concedere terreni e permessi per far costruire moschee? La libertà di religione islamica non è minimamente in pericolo (la Lega al massimo fa bau bau) e non lo sarà mai, secondo me, perché l’islam fa paura, ha (o avrà presto) massa critica e ha il petrolio. Piuttosto gli atei, o almeno i meno furbi tra loro, rimarranno poi bruciati dalla loro stessa fiamma, nel senso che sotto l’islam, semplicemente, non sarà loro permesso di esistere. Scrivo esclusi i furbi, perché quelli si convertiranno al momento giusto.

    Comment by Gabriele67 — 14 novembre 2009 @

  8. non so, gabriele, penso che se i musulmani (quelli veri e degni di considerazione naturalmente) si accorgessero che la croce è una garanzia anche per la loro libertà potrebbero anche difenderla attivamente…

    Comment by alessandro — 16 novembre 2009 @

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