Cronachesorprese

29 maggio 2007

A merenda con cavoli e Pinochet

Filed under: cronache,ratzie stories — alessandro @

Se oggi cerco su google Welby e Pinochet insieme, quaglio la bellezza di centotrentottomila risultati. Ci vorrebbe qualcuno che se ne intende per spiegare queste dinamiche virali luogocomuniste.
Pinochet è morto per eutanasia? O magari si è più brutalmente suicidato? Che io sappia, no. Allora perché viene paragonato a Welby? Boh. Carino però, guardate: ci sono più risultati su google per Pinochet e eutanasia che per Welby e Pinochet. Variante mutagena del virus?

Provo a sintonizzarmi con questo ragionamento rudimentale (ma progressista, eh?) e vedo cosa ne posso tirare fuori con i miei decadenti pensieri che non si rassegnano a diventare deboli.

Pinochet era cattivo? Sì. Welby era cattivo? No. Quindi il rudimentale ragionamento vuole che sia contraddittorio per la chiesa il funerale religioso a un cattivo e la negazione dello stesso a un buono. Poco importa che la decisione non abbia questo valore: alcune scelte individuali (che non coincidono con i delitti più gravi) come il suicidio equivalgono a un chiamarsi fuori. Conseguenze come il non avere funerale in chiesa o l’antica negazione della sepoltura in terra consacrata non sono una sanzione, sono volute, determinate dalla libertà individuale. Il giudizio avverrà in altre sedi.

Eh ma bisogna essere chiari, oggi la comunicazione non può basarsi su queste sottigliezze. Svecchiare, modernizzare. Qualcosa che capiscano tutti subito, anche gli amici della De Filippi, anche Boselli. Sei buono? Hai diritto ai funerali in chiesa. Sei cattivo? Non ne hai diritto.

Io speravo che quest’epidemia del “Pinochet si, Welby no, non ci sto” si arrestasse dopo qualche giorno, invece a tutt’oggi trovo contagiato almeno un blog su cinque di quelli che bazzico stabilmente o casualmente, e in aggiornamenti anche recenti. Allora è giunto il momento di far notare ai luogocomunisti che, come spesso accade, perdono l’occasione per intavolare buoni argomenti.

Intanto hanno di molto sottovalutato la posizione di Sandro Maggiolini, un vescovo tutt’altro che progressista, che ha sollevato qualche obiezione sulla scelta di Ruini di negare i funerali religiosi a Welby. Stranamente, però, Maggiolini non ha parlato di Pinochet: si vede che non è aggiornato in Teologia dell’ultim’ora, non ne conosce le ultime acquisizioni scientifiche.
Che caro che sono a usare le loro categorie, non so se si è notato: lo so che vescovo progressista o vescovo conservatore sono frasi senza significato, ma è per andare incontro a loro: sono davvero buono, mi merito un funerale.

E poi hanno insistito con questo menello demenziale del dittatore funeralizzato tralasciando del tutto un argomento che avrebbe avuto dignità di dialogo e che avrebbe innescato una riflessione interessante: a molti suicidi, direi a tutti o quasi, vengono concessi i funerali religiosi. Se la scelta di negarli a Welby può costituire un’eccezione, è per questo motivo e per nessun altro. Sarebbe stata messa a tema la differenza tra eutanasia e suicidio; e il valore esemplare che Welby ha voluto dare alla sua scelta, che ha prodotto una risposta esemplare (che, ripeto, non ha valore di punizione) da parte della Chiesa. Ma, per quanto di attualità, e per quanto non rimandabile all’infinito, la discussione sarebbe stata su categorie e concetti troppo demodé, troppo retrò, troppo cattolici. E l’utente medio di Repubblica e Radio Radicale non l’avrebbe retta. E poi non si dialoga con la Chiesa, checcazzo: se no qualcuno potrebbe accorgersi che è più dialogica e ragionevole di quel che deve apparire. L’ultima moda è categorica: quando si parla di Chiesa, è trendy solo l’Indignato Permanente.

Occasione persa, pazienza. Per recuperare si potrebbe ripartire da Rondoni su Avvenire, che rimette qualcosina a posto: il funerale non è un sacramento, e questo lo sanno anche i bambini del catechismo; il funerale non è un giudizio (neanche la scomunica, tanto per estendere un po’ anche a un altro concetto molto frequentato e molto frainteso), e questo lo capisce o lo accetta soltanto chi riesce a restare immune dal moralismo luogocomunista. E lo so che è dura.
Apprezzo molto tutto ciò che dice Rondoni, ma preciso che sono pienamente d’accordo con Maggiolini: era meglio celebrare funerali religiosi per Welby.

1 commento »

  1. [...] 16 ottobre 2008 – Faraway,so close 29 maggio 2007 – A merenda con cavoli e Pinochet [...]

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