Cronachesorprese

27 agosto 2010

Wu Ming il dissidente

Filed under: cronache — alessandro @

Una bella bordata dei Wu Ming alla semplicistica filosofia del boicottaggio.

Il nostro rimanere in Einaudi non ha nulla di “universale”, né stiamo indicando la Via (o dando la linea) ad alcuno. Non siamo apostoli né “cavalli di Troia” per niente e per nessuno. Facciamo, nella nostra singolarità, ciò che riteniamo giusto, punto. Se c’è chi, al contrario, lo ritiene ingiusto, vale il punto 6 di questo stesso testo.
Boicotta Wu Ming.

Un discorso furbo, cioé un discorso in cui le furbizie superano per accumulo i ragionamenti logici? Non lo so, può darsi. Ma chi ha necessità di dividere, ancora una volta, i buoni dai cattivi? A me non interessa. Si straccino le vesti tra di loro, io due giorni fa sono entrato nella cattivissima libreria Mondadori e ho comprato un libro della cattivella Einaudi, che sto leggendo con grande gusto.

La sinistra non mi è mai piaciuta. Un tempo non mi piaceva soprattutto la tendenza a ideologizzare tutto. Però riconoscevo la capacità di una parte significativa della cultura di sinistra di accogliere ed elaborare la complessità del reale, pur con esiti che non condividevo. E su quello poteva esserci un confronto. Oggi mi sembra che la sinistra rifiuti proprio la complessità. “Sei un autore buono? Allora esci da Mondadori o Einaudi”. Qualsiasi altra posizione o discorso è passibile di sospetto, come un tempo erano sospetti i ragionamenti di Pasolini.

Aggiornamento del 30 agosto

Via Mantellini ho letto questo bel post dello scrittore Giulio Mozzi che spiega molto bene come Repubblica si è giocata un’altra bella fetta di credibilità. E sempre da Mantellini, attraverso i commenti, leggo quest’altro contributo. Che a sua volta nei commenti racchiude una sentenza di anonimo che è difficile non condividere: “piu’ passa il tempo e piu’ Repubblica assomiglia al duale del Giornale”.

Aggiornamento del 31 agosto

Questa storia dell’editore “cattivo”, oltre a ritorcersi contro chi ha lanciato l’idea (quel simpaticone di Mancuso, in particolare), mette in evidenza un po’ di belle teste non allineate, una sinistra che pensa davvero e che evita le banalità. Merce rara insomma. Ecco il contributo di Antonio Moresco, da leggere fino in fondo.

Se non c’è nient’altro, allora anche lo scrittore non è niente, non conta niente, anche se sta dentro il cortocircuito contingente di un’etica e delle sue applicazioni. Se non c’è questa trascendenza, se non può esserci, se non può essere possibile questa invenzione dentro la vita, se la vita non può inventarsi la vita, allora non c’è niente, non c’è niente, non c’è neppure il territorio in cui anche l’etica può sognare un sogno più grande, e non solo essere la rotellina di un orologio in un universo dove non esiste più il tempo.

Aggiornamento del 3 settembre

E questa è la risposta di Mancuso a tutte le discussioni suscitate. Come accade spesso nell’universo di Repubblica, la menzogna dei 350 milioni da pagare è diventata verità incontrovertibile. Il resto è fuffa.

2 commenti »

  1. Quest’idea del boicottaggio è già abbastanza insulsa tra le nazioni. Diventa molto pericolosa per il vivere civile: andrà a finire che ci saranno barbieri di destra e di sinistra, e se vorrò cambiare idea mi toccherà cambiare barbiere.

    Comment by Galliolus — 30 agosto 2010 @

  2. già, e dovrai stare attento a come usano il rasoio se per caso sembri un po’ troppo ondivago…

    Comment by alessandro — 31 agosto 2010 @

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