Cronachesorprese

10 novembre 2009

Bastardi senza gloria

Filed under: lo spettatore indigente — alessandro @

inglorious basterds

C’è qualcosa di più deprimente, quando si va al cinema, dei commenti che si sentono dagli spettatori vicini dopo un bel film? No, poche cose, davvero.
Quelli che si lamentano dei film “lenti” (e non ho ancora trovato qualcuno che mi sappia dare una definizione coerente di “film lento”) li abbiamo già sistemati. Poi ci sono quelli che commentano ad alta voce per tutto il film. Non riesco a sistemarli a parole, un giorno leggerete di una zuffa sanguinosa in una sala cittadina e saprete che la colpa è mia, mi porterete le arance. Per Inglorious basterds mi è capitato invece di sentire fare battute sarcastiche sul prezzo del biglietto per esprimere delusione (il biglietto è alto alla Fiumara, lo sanno tutti, ma allora andate a vedere cose più tranquillizzanti per voi. Che so, Amore 14) e addirittura discutere sulla plausibilità e sull’attendibilità storica delle vicende narrate… no, dico, sapete di chi è il film che avete appena visto? Di Roberto Rossellini? Di Sergej Michajlovič Ejzenštejn? No, di Quentin Tarantino! Ma a chi può venire in mente di chiedere attendibilità storica o verosimiglianza a un film di Tarantino? Eppure accade.

[SPOILER]

Tarantino è questo qui. E d’accordo, se me lo trovassi vicino in un cinema non reggerei neanche lui. Ma a un malato di cinema si può perdonare. Immaginarlo trasandato, con il sacchetto di popcorn (gioioso nerd da cinema com’è) non solo da spettatore in una sala ma anche da regista dietro la macchina da presa non mi costa nessuno sforzo di immaginazione. Facciamo che è uno dei pochi fortunati al mondo che è riuscito a lavorare divertendosi, a guadagnare con i suoi balocchi. Invidiarlo è banale. Cercare di vendicarsi con seriose sbrodolate su contesti storici e scenari bellici è da piattole.
Andiamo, andiamo. Tarantino mette a bruciare allegramente in una sala di Parigi Hitler, Goebbels, tutto lo stato maggiore dell’occupazione nazista in Francia. Inventa il “film che uccide” e che pone fine alla guerra come una catastrofe che precede la scena finale. E i giustizieri sono un’ebrea e un nero. Gli yankee no, fanno i gradassi e seminano scompiglio ma non riescono a fare nulla di decisivo. Vogliamo dire “non è andata così”? Suvvia.
Almeno le lagne sulla violenza gratuita ce le siamo lasciate alle spalle dai tempi di Pulp fiction. È già qualcosa.
Che sballo questo film. L’anti private Ryan. Provate a vederlo e ditemi se non è così.

6 commenti »

  1. il bello dei film di tarantino è che possono essere letti in molti modi.
    e, spesso, il suo messaggio è molto più profondo di quanto sembri.

    Comment by alga — 11 novembre 2009 @

  2. chiaro. però senza questo aspetto ludico così evidente, questa sua capacità di divertirsi a elaborare questi pasticci così convincenti (come un pasticcio napoletano, qualcosa che sembra il regno del caos e dell’esagerazione ma che in realtà ha un protocollo rigidissimo di confezionamento) non raggiungerebbe nessuna profondità. perché lui è così, quella è la sua strada.
    questo film è talmente complesso e ben costruito che scoraggia i tentativi di raccontarlo. da che punto di vista prenderlo? non si finirebbe più di scrivere. io preferisco dire che mi ha divertito e coinvolto davvero tanto. e che i commenti in sala mi sono sembrati come un rutto nel requiem di mozart.

    Comment by alessandro — 11 novembre 2009 @

  3. a me la tua recensione è piaciuta assai. la trovo come sempre lucida e puntuale.
    il film invece mi è piaciuto molto ma molto meno.
    Tarantino ha smesso di divertirmi.
    (e tra l’altro siamo rimasti anche prigionieri della Fiumara)

    ciao!

    Comment by paolo — 26 novembre 2009 @

  4. prigionieri del rock’n'roll/prologo…

    L’ultimo film di Tarantino è una zuppa. Ma non una di quelle con ceci, bietole, cotica di maiale e scorza di parmigiano. Bella ribollente di voluttà etnica. No. Una zuppa di farro e verdure. Elaborata e inutile. Che a me fa gonfiare l’i…

    Trackback by moving pictures — 26 novembre 2009 @

  5. (giuro che questo trackback non l’ho fatto io…. è venuto da solo!)

    Comment by paolo — 26 novembre 2009 @

  6. niente panico paolo, vuol dire che finalmente i trackback funzionano anche su splinder… ;-)
    grazie, a presto una replica a casa tua alle tue interessanti osservazioni.

    Comment by alessandro — 27 novembre 2009 @

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