Cronachesorprese

10 March 2010

Buongiorno a lei

Filed under: parole, non fatti — alessandro @

Caro Massimo Gramellini, lei che è così bravo con le parole provi a spiegarmi perché non ha applicato anche al Buongiorno di oggi la sua indiscussa capacità di suggerire prospettive nuove su fatti noti. Perché un comunicato chiaro ed esauriente come quello di Padre Lombardi sul problema della pedofilia nella Chiesa le suggerisce soltanto una lettura così ingenerosa e, se permette, riduttiva e per nulla acuta?
Quali delle parole del responsabile della sala stampa vaticana fanno sospettare che la Chiesa reagisca agli scandali “annegando le proprie responsabilità in quelle del prossimo”? A me sembra che quelle parole dicano il contrario. Le poche righe che lei scrive ogni giorno sono quasi sempre illuminanti, ma questa volta si compiacciono e si avvoltolano in una polemichetta forzata e inessenziale e non aggiungono nulla alla frettolosa invettiva del lettore distratto che non ha voglia di approfondire. Anzi questo lettore si sentirà confortato nelle sue cattive abitudini.

I fatti dicono che i casi di pedofilia si verificano più fuori della Chiesa che dentro la Chiesa. Non solo in valori assoluti, il che è ovvio, ma anche in percentuale: molta più pedofilia nelle famiglie, nelle scuole, ovunque. Relativizzare la percezione dei molti, dei troppi che tendono a rappresentare questo problema come tipico delle gerarchie e degli ambienti ecclesiastici non significa, lei sicuramente lo capisce molto bene, relativizzare o annacquare le responsabilità. E tentare di fare qualcosa contro l’errore di prospettiva di molti dovrebbe essere una preoccupazione non soltanto del Vaticano, ma anche dei giornalisti. Ci sono almeno due tipi di giornalisti. Quelli che si sintonizzano con il bisogno della gente di mettere delle etichette addosso agli altri. E quelli che fanno il possibile per staccare le etichette e sostituirle con valutazioni critiche e analisi dei fatti.
Fino ad oggi credevo che lei appartenesse alla seconda categoria, oggi non ne sono più tanto sicuro. Sarò felice di essere smentito nei prossimi mille buongiorno.

16 September 2009

Assolutamente

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Una delle parole preferite da Berlusconi. Ieri nella sua televendita di prefabbricati l’ha usata almeno una decina di volte.
Sostituisce il “sì” o il “certo”, “certamente” e nella psicologia del Presidente del Consiglio simboleggia la perfetta incontrovertibilità di un fatto quando viene enunciato da lui o da qualcuno che sta dalla sua parte. Denota la sua allergia per il contraddittorio e la dialettica.

8 May 2009

Papi satan

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Vedo per il momento solo un aspetto positivo in tutto il bailamme scoppiato intorno alla partecipazione del Presidente del Consiglio a una festa di compleanno di una bella figliola. Ed è che nessuno potrà più usare quell’orrenda parola che è papi senza trasalire almeno un attimo.
Le brutte parole sono condanna a se stesse.

vignetta manifesto

18 November 2008

Portare indietro il discorso

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Qualche giorno fa Spinoza titolava: non fate l’onda. Pare che non l’abbiano ascoltato.

Va bene, questa è un po’ una cattiveria. Ma leggere certe cose mi fa torcere le budella. Anche perché penso al resto, penso alle belle immagini che ho visto per le strade, penso che studenti medi e universitari hanno ragione a farsi sentire, indipendentemente dall’occasione che ha suscitato il movimento e dalle ragioni contingenti della protesta. Pensavo: vabbé, togliamo la scontata politicizzazione, in fondo è un fatto secondario. Togliamo anche gli slogan ancora più scontati e ingiusticati sulle varie presunte “privatizzazioni”. C’è molto di buono. C’è soprattutto il sacrosanto diritto di dire che la scuola e l’università italiana, oggettivamente, girano a vuoto. Mi piacciono molto le lezioni in piazza o in altri luoghi: ho visto ad esempio che a Roma degli studenti di Scienze politiche hanno organizzato una lezione in un autobus, coinvolgendo gli altri passeggeri.

Però questi documenti sono un segnale d’allarme: distacco dalla realtà. Probabilmente non di tutti, ma di una parte, quella parte che in queste occasioni decide di diventare professionista della protesta e domani chissà, della politica. Penso a quella schizofrenia che già era evidente agli occhi di Pasolini. Tutto già visto, purtroppo. Speriamo che sia solo la spuma dell’onda, che scompare in un attimo.

12 November 2008

Un distorsore che userò

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distorsoreDetta ora da Bersani a Otto e mezzo:

“Non sono un pessimista, sono un ottimista molto preoccupato”.

Mi piace :-)
Potrebbe essere buona anche: “Non sono un ottimista, sono un pessimista molto incosciente”.
A ben vedere, sono proprio i concetti di ottimista e pessimista che non mi sono mai piaciuti. Quindi vedo di buon occhio tutte le distorsioni che possono servire a forzarli, finché il senso originale sembrerà talmente scontato da diventare inservibile.

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