Cronachesorprese

24 June 2010

Nessun eroe a Johannesburg

Filed under: parole, non fatti — alessandro @

Notoriamente sono quello del bicchiere mezzo pieno. Ma anche del bicchiere un decimo, un centesimo pieno. Il che non vuol dire che non mi incazzi per il resto del bicchiere vuoto, naturalmente. Mi piace in ogni caso considerare prima il pieno, per quanto poco sia. Una questione di metodo. Prima l’essere, poi il non essere.
Quindi non mi fraintendete: sono molto triste per questa eliminazione, perché era evitabile con poco di più e la fortuna non c’entra nulla. L’Italia non è stata sfortunata, a cominciare dal sorteggio del girone.
Però quando sento un telecronista dire: “entra Pirlo, uno degli eroi dei mondiali 2006″ penso con un pizzico di sollievo che nelle telecronache dei mondiali brasiliani del 2014 non sentirò scempiaggini come: “entra Pepe, uno degli eroi dei mondiali 2010″. Ecco, vedete, ci vuole poco a farmi contento.

Cosa può spingere un giornalista televisivo a chiamare eroe un giocatore vincente? Un giocatore che ha vinto, e basta. Mi dà fastidio anche quando si dice dei militari uccisi, figuriamoci per i calciatori.
Perché i giornalisti non eliminano la parola eroe dal loro vocabolario?

9 April 2010

Gestore, ti voglio parlare

Filed under: il consumatore non consumato, parole, non fatti — alessandro @

Ho sostituito una delle mie carte di credito, quella con cui pagavo tra le altre cose le bollette del cellulare. Di conseguenza ho dovuto comunicare a Vodafone la variazione. Ho chiamato il numero verde. Mi hanno fatto richiamare da un “addetto abilitato a gestire questo tipo di variazioni”.

Ho comunicato i dati della nuova carta di credito. L’addetto abilitato a quel punto mi ha detto:
- Bene, provvederò subito a gestire l’addebito dell’ultima fattura su questa carta. Se va tutto bene riceverà un sms di conferma, in caso contrario la richiamerò.

Ho ricevuto poco fa il messaggio. Eccolo:

Gentile cliente, la variazione da lei richiesta è stata gestita.

Il neretto è mio.

In una breve comunicazione abbiamo fatto indigestione di gestioni.
Sarò noioso, ma che vuol dire? Io vedo tre significati diversi.
Nel primo caso gestire vuol dire prendere in carico.
Nel secondo caso vuol dire addebitare (qui è facile, c’è il verbo dopo: ma appunto, non basta?)
Nel terzo caso vuol dire… eh, lo so perché me l’ha preannunciato: perfezionata, andata a buon fine. Se non ci saranno problemi riceverò il messaggio, mi era stato detto. Se non avessi avuto questa specifica di metodo avrei potuto interpretare il “gestita” dell’sms nel primo significato, cioè come presa in carico.

Ecco un’altra di quelle parole contenitore che piacciono tanto ai burocrati, alle aziende. Che danno un tocco di ineffabile professionalità alle cose più banali.

Tu chiamale, se vuoi, gestioni.

31 March 2010

Negozi seducenti

Filed under: parole, non fatti — alessandro @

Non è una metafora ma la traduzione più o meno letterale di sexy shop. Me l’ ha fatto notare una ragazza inglese che si trova a Genova per lavoro. Si dovrebbe dire sex shop. Insomma un inglese, tutte le volte che passa davanti a un “sexy” shop, si scompiscia. E non per gli articoli esposti.
Pare che sia abbastanza esilarante anche il termine footing, che in inglese significa solo “fondamento” o “posizione”. Il termine usato per la corsa leggera di allenamento o riscaldamento è jogging.
Quindi non ci limitiamo a importare dei termini inglesi nel nostro dizionario ma inventiamo di sana pianta anche i significati, partendo probabilmente dall’errore di interpretazione di qualcuno.
Conoscete altri esempi?

16 September 2009

Assolutamente

Filed under: parole, non fatti — alessandro @

Una delle parole preferite da Berlusconi. Ieri nella sua televendita di prefabbricati l’ha usata almeno una decina di volte.
Sostituisce il “sì” o il “certo”, “certamente” e nella psicologia del Presidente del Consiglio simboleggia la perfetta incontrovertibilità di un fatto quando viene enunciato da lui o da qualcuno che sta dalla sua parte. Denota la sua allergia per il contraddittorio e la dialettica.

8 May 2009

Papi satan

Filed under: parole, non fatti — alessandro @

Vedo per il momento solo un aspetto positivo in tutto il bailamme scoppiato intorno alla partecipazione del Presidente del Consiglio a una festa di compleanno di una bella figliola. Ed è che nessuno potrà più usare quell’orrenda parola che è papi senza trasalire almeno un attimo.
Le brutte parole sono condanna a se stesse.

vignetta manifesto

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