Cronachesorprese

15 aprile 2015

Da Cartesio all’indifferentismo sessuale

Filed under: Il postulante de-genere — alessandro @

Questa breve panoramica storico-filosofica scritta per il sito di Manif pour tous Italia da Simone Pillon, avvocato ed esperto di diritto di famiglia, aiuta a inquadrare abbastanza bene una questione che sta diventando sempre più importante. A mio parere è troppo sommaria nella prima parte (ma l’autore ha l’onestà di “autodenunciarsi”). È anche normale che sia così: più si va indietro e più si parla di fondamenti, di radici di pensiero che hanno avuto questi esiti ma anche molti altri. Ed è anche un po’ troppo allarmista nelle conclusioni. Ma l’ultima parte della disamina storica, quella sulla seconda metà del ventesimo secolo, mi sembra molto precisa e ben documentata.

Le opinioni possono essere varie su cosa sia “bene” e cosa sia “male” di molti dei fatti e delle idee riportate in questo approfondimento. Io stesso non sono d’accordo al cento per cento sulla valutazione di tutto, ci sono passaggi che considero importanti e altri meno, fatti che percepisco come gravi, concordando con l’autore, e altri che mi sembrano neutri e più marginali rispetto all’argomentazione complessiva. Non mi trovo in sintonia sicuramente con la parte catastrofista della conclusione in cui parla di una possibile “guerra” o divisione territoriale mondiale… mi sembra un po’ esagerata. Non sono d’accordo neanche sulla valutazione della cosiddetta liberazione sessuale: un conto è la mercificazione del corpo attraverso i mass media che comporta tra le altre cose la sessualizzazione precoce degli adolescenti, condannabile senza se e senza ma, un altro conto sono la “sdrammatizzazione” del sesso, che può essere una cosa buona, e l’educazione sessuale che può aiutare e guidare i giovani e che, proprio per la pervasività degli stimoli in cui i ragazzi sono immersi, è sempre più necessaria.

Però, fatte le mie obiezioni che potrebbero anche continuare, penso che questo sia il metodo giusto per affrontare le questioni trattate: chiedersi che storia hanno. Perché vengono da lontano. Non sono certo frutto di una “cospirazione” di qualche “lobby”, come viene ripetuto spesso in maniera un po’ semplicistica, ma non sono neanche quelle improcrastinabili battaglie per nuovi diritti che vogliono farci credere. In ogni caso hanno implicazioni di prima grandezza sul modo di pensare e sul modo di intendere la persona umana e la sua irriducibilità a qualsiasi potere. Convidido questo contenuto perché vorrei che si discutesse a questo livello. Dividersi tra pro e contro senza la chiarezza su questi fondamenti lo considero improprio, e per quanto mi riguarda tempo sprecato.

“Quello che abbiamo di fronte è dunque uno scontro antropologico tra chi pensa che l’essere umano sia unità nella diversità e chi vuole annullare ogni alterità, tra chi pensa che vi sia un’unità intrinseca di corpo e di anima e che la dualità umano-divino sia una insopprimibile chiamata alla trascendenza, e chi invece pensa che l’uomo sia solo una mente razionale che ha come appendice un corpo fatto di materia liberamente plasmabile, inutile retaggio di una evoluzione meccanica che dai procarioti ha portato all’Homo sapiens sapiens. Prestiamo bene attenzione perché tra queste due antropologie c’è una totale irriducibilità, ovvero non sono compatibili, non è possibile trovare un accordo, un compromesso. Sono due modi inconciliabili di concepire la persona umana”.


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