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		<title>Disinformare per avere visite</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 17:53:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[cronache]]></category>

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		<description><![CDATA[I cospirazionisti dell&#8217;undici settembre si sono ormai guadagnati sul campo la patente di negazionisti. La questione è ormai archiviata: hanno raggiunto un tale grado di autoreferenzialità e di refrattarietà alla critica che meritano soltanto di essere ignorati. Dispiace quindi che un sito come Informare per resistere, che apprezzo in particolare per l&#8217;aggregazione di contenuti utili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I cospirazionisti dell&#8217;undici settembre si sono ormai guadagnati sul campo la patente di negazionisti. La questione è ormai archiviata: hanno raggiunto un tale grado di autoreferenzialità e di refrattarietà alla critica che meritano soltanto di essere ignorati.<br />
Dispiace quindi che un sito come <a rel="external" href="http://www.informarexresistere.fr">Informare per resistere</a>, che apprezzo in particolare per l&#8217;aggregazione di contenuti utili sulla mafia, conceda spazio alle loro teorie in articoli frequenti e recenti.<br />
La sezione <a rel="external" href="http://www.informarexresistere.fr/category/lotte-resistenze/complotti/#axzz1upbApYTk">Menzogne globali</a> è piena di spazzatura del genere: poiché il sito fa quasi esclusivamente aggregazione si tratta in larga parte di articoli riportati da altre fonti, come la mai abbastanza vituperata sezione analoga di <a rel="external" href="http://www.luogocomune.net/site/modules/911/">Luogocomune</a>. La scelta è grave, oltreché fastidiosa, perché chi dice di combattere la disinformazione dovrebbe evitare di associare il proprio marchio a disinformatori conclamati come Mazzucco. Ancora più grave se si considera che Mazzucco e simili, ormai del tutto alieni da dinamiche sane di confronto dialettico, cercano eco e riscontro nella rete come unica speranza di sopravvivenza per le loro interpretazioni. Non avendo alcuna possibilità di convincere con argomenti razionali puntano esclusivamente sulla riproposizione acritica da parte di chi, per diversi motivi, si lascia impressionare dal potere immaginifico di queste narrazioni. Questa esigenza di &#8220;riprodursi&#8221; si incontra facilmente con il bisogno di visibilità dei piccoli siti di informazione che vogliono diventare un po&#8217; più grandi: le teorie del complotto senza capo né coda fruttano ancora molto in termini di accessi. </p>
<p>La settimana scorsa ho scritto alla redazione di Informare per resistere. Ho proposto di affiancare a quegli articoli <a rel="external" href="http://undicisettembre.blogspot.it/">altri di segno opposto</a> per dare almeno ai lettori la possibilità di capire che certe teorie sono, come minimo, molto controverse. Questo, penso, dovrebbe essere il loro target. Vogliono informare? E allora non possono ignorare che per questioni così la mezza informazione è forse peggio del silenzio. Chi ha davvero a cuore la corretta infomazione non può, onestamente, fare da cassa di risonanza a quelle teorie senza aggiungere altro.<br />
Non mi hanno risposto. Bene, facciano come vogliono: per quello che mi riguarda hanno perso un bel po&#8217; di credibilità. Loro fanno da cassa da risonanza alle menzogne, io nel mio piccolo dò il mio &#8220;meno uno&#8221; al loro servizio. </p>
<p>Invito a segnalare a commento di questo post o per mail altri casi di &#8220;endorsement&#8221; del negazionismo undicisettembrino da parte di siti di informazione che godono di una certa visibilità. </p>
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<p><a rel="external" href="http://www.cronachesorprese.it/2008/01/07/zero-without-ground/">7 gennaio 2008 &#8211; Zero without ground</a></p>
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		<title>Elezioni a Genova: dopo il primo turno</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 05:47:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[cronache]]></category>
		<category><![CDATA[dichiarazioni di voto]]></category>

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		<description><![CDATA[Voti al sindaco Voti alle liste Il risultato del Movimento Cinque Stelle è &#8220;la&#8221; sorpresa. Non avevo dubbi che avrebbe fatto bene, ma pensavo che non sarebbe andato oltre l&#8217;otto, il dieci per cento al massimo, e mi sembrava già molto. Ora è il secondo partito, anche se non vorrà mai essere chiamato partito. Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="external" href="http://risultati.comune.genova.it/sre/votiPresidente.html?idMenu=3.2.3&#038;idType=1&#038;idEle=20&#038;tt.ncurl">Voti al sindaco</a><br />
<a rel="external" href="http://risultati.comune.genova.it/sre/votiLista.html?idMenu=3.2.2&#038;idType=1&#038;idEle=20&#038;tt.ncurl">Voti alle liste</a></p>
<p>Il risultato del Movimento Cinque Stelle è &#8220;la&#8221; sorpresa. Non avevo dubbi che avrebbe fatto bene, ma pensavo che non sarebbe andato oltre l&#8217;otto, il dieci per cento al massimo, e mi sembrava già molto. Ora è il secondo partito, anche se non vorrà mai essere chiamato partito. Ma dovrà fare i conti con le gioie e i dolori dell&#8217;essere forza politica rappresentativa dalla quale i cittadini si aspettano soluzioni e risposte. In bocca al lupo, sinceramente. </p>
<p>Doria ha un vantaggio più che rassicurante. La previsione che facevo su una possibile alleanza vincente al secondo turno tra Musso e Vinai era sbagliata: troppi i voti al Cinquestelle, troppa astensione e troppa polverizzazione sugli altri candidati. Vinai inoltre ieri sera ha fatto dichiarazioni non proprio accomodanti. Penso che se i numeri fossero stati diversi non sarebbe stato così duro a marcare le differenze con l&#8217;ex alleato: per come è messa invece ora la sua lista, a Genova e in tutta Italia, non è tempo di strizzare l&#8217;occhio ma di leccarsi le ferite. </p>
<p>La chiave di eventuali e improbabili ribaltamenti al secondo turno sta nel voto disgiunto. Il candidato del centrosinistra ha circa diecimila voti in meno delle liste che lo sostengono. Dove sono andati? Penso in gran parte al Cinque Stelle (Putti ha quattromila voti in più rispetto alla sua lista), e quelli potrebbero rientrare; ma in parte, pare, anche a Musso (più diecimila), e quelli rimarranno dove sono. Se Musso ha dimostrato nel primo turno una buona capacità attrattiva di voti disgiunti potrebbe aggregare al secondo gli asteroidi dispersi, che insieme fanno una massa non indifferente (tredicimila voti circa). E ci sono poi i dodicimila voti al candidato della Lega Rixi: difficile se non impossibile che vadano a Doria. </p>
<p>L&#8217;astensionismo ha pesato molto sugli equilibri del primo turno e peserà ancora di più sul secondo, riducendo il valore assoluto del punto percentuale e avvicinando un poco i due contendenti. Vedo in giro delusione per il buon risultato di Doria: molti pensano che questa città non voglia cambiare, e probabilmente diserteranno le urne tra due settimane. Gli stessi grillini, una volta assicurato il risultato in consiglio al loro rappresentante, non avranno molto interesse ad andare a rafforzare i titolari della vecchia politica, a parte gli elettori, di cui si è detto, che hanno già votato insieme a Putti sindaco un candidato collegato a Doria. Ma che sono solo una piccola parte degli oltre trentaseimila voti intercettati da Putti.  </p>
<p>Intanto pesa sulle elezioni, e sul futuro della città, l&#8217;attentato di ieri mattina all&#8217;amministratore delegato di Ansaldo Nucleare. Vorrei pensare che non ha niente a che fare con il malcontento che c&#8217;è in giro, e tutti hanno sottolineato l&#8217;anomalia dell&#8217;obiettivo rispetto alle urgenze sociali del momento. Ma il clima non è bello, proprio no. </p>
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		<title>Voto disgiunto, praticamente atomico</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 12:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[cronache]]></category>
		<category><![CDATA[dichiarazioni di voto]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ho voglia di dire per chi voterò domani alle elezioni comunali di Genova. Ho già deciso ma questa volta non lo dirò. Dico solo che il mio sarà un voto disgiunto, molto disgiunto, che più disgiunto non si può. Riuscirò nell&#8217;impresa di votare alla carica di sindaco, al consiglio comunale, al municipio Centro Ovest [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho voglia di dire per chi voterò domani alle <a rel="external" href="http://www1.comune.genova.it/sitoelezioni/Liste/Sindaci.asp">elezioni comunali di Genova</a>. Ho già deciso ma questa volta non lo dirò.<br />
Dico solo che il mio sarà un voto disgiunto, molto disgiunto, che più disgiunto non si può. Riuscirò nell&#8217;impresa di votare alla carica di sindaco, al consiglio comunale, al municipio Centro Ovest per tre candidati di tre schieramenti diversi.<br />
Se c&#8217;è un aspetto dell&#8217;attuale clima sociale e politico con cui mi sento in sintonia è la voglia di preferenza: la voglia di tornare a votare gli uomini e non i simboli, le persone e non i partiti. Per il resto mi piace ben poco di quello che vedo in giro. Non mi piacciono i partiti che non vogliono prendere atto della fine di un&#8217;era. Ma mi piacciono ancora meno i capipopolo che vorrebbero sostituirli. </p>
<p>Ma a Genova chi vincerà? Provo a spiegare agli amici e agli &#8220;avventori&#8221; non genovesi di questo blog come la vedo. Uno dei tredici (tredici!) candidati potrebbe vincere al primo turno. Si chiama Marco Doria. Penso che la sua carta migliore sia proprio la possibilità concreta di evitare il secondo turno. Naturalmente può vincere anche al ballottaggio, ma in questo caso non vedo impossibile un accordo vincente tra altri due candidati che si chiamano Enrico Musso e Pierluigi Vinai. Cinque anni fa c&#8217;era un solo candidato per il centrodestra ed era Musso. Arrivò a soli cinque punti (pochissimi da queste parti) da Marta Vincenzi, che perse voti anche (soprattutto) nei quartieri più tradizionalmente di sinistra. </p>
<p>Doria, dopo aver vinto a man bassa le primarie con un risultato oltre ogni previsione, spera di ripetere l&#8217;exploit di Pisapia nel capoluogo lombardo e tutta la sua campagna è stata impostata su quel modello. C&#8217;è però una piccola differenza: l&#8217;attuale sindaco di Milano ha raccolto un poderoso voto di protesta contro Letizia Moratti. In Lombardia, inoltre, governa da vent&#8217;anni lo schieramento opposto a quello di Pisapia.<br />
La situazione a Genova e in Liguria è ben diversa. Il voto di protesta contro i partiti e contro la maggioranza comunale e regionale non andrà certo a Doria, che confida principalmente nella tradizione di sinistra della città e nel non essere politico di professione, anche se non è una novità assoluta nella politica cittadina. Ma i suoi principali avversari non hanno fallimenti amministrativi da scontare e potrebbero sembrare più nuovi e rassicuranti di lui. Che inoltre è sì uomo di sinistra, ma dannatamente ricco. Di quella ricca borghesia genovese che, per quanto illuminata, non convincerà mai totalmente la Genova più popolare. Ho sentito più di una persona ammettere che l&#8217;intenzione principale sarebbe votare Doria, ma le sue quattordici case di proprietà frenano un po&#8217;. Non l&#8217;ha aiutato la risposta in puro stile berlusconiano che ha dato a questa obiezione: sto bene, non ho bisogno di arricchirmi quindi servirò convintamente l&#8217;interesse pubblico. Fosse così facile&#8230;</p>
<p>Doria e Musso sono entrambi docenti universitari. Hanno un curriculum dignitoso e sostanzialmente equivalente nei meriti. Si sono dovuti difendere dalle accuse di aver fatto carriera in virtù della &#8220;protezione&#8221; di qualcuno. Mi sembra che si siano difesi bene. Nessuno, e ripeto nessuno fa carriera nell&#8217;Università italiana se non ha uno sponsor accademico. Poi ci sono quelli che hanno anche dei meriti loro. In parlamento e nello stesso governo di tecnici (intendo nel sottobosco dei sottosegretari) pochi potranno scagliare la prima pietra. </p>
<p>Candidati entusiasmanti, in giro, non ce ne sono. Vinai, sostenuto dal Pdl, è il classico incastrato dall&#8217;estrazione dello stecchino più corto che deve sacrificarsi per reggere una bandiera perdente. Il candidato naturale per la destra era ancora Musso, ma non era gradito all&#8217;apparato: troppo autonomo. Per questo penso che, se ballottaggio ci sarà, toccherà nuovamente a lui sostenerlo. Vedremo come si giocherà le carte questa volta: l&#8217;accordo non è impossibile. L&#8217;Udc, che è il suo principale sostenitore, gioca una partita strategicamente molto importante in vista delle alleanze future. Anche a livello nazionale: Genova sarà un test molto importante per il destino del terzo polo. </p>
<p>Il candidato del Movimento Cinque Stelle, Paolo Putti, è accreditato dai sondaggi di buone percentuali. Sarà un problema sia per Doria, che potrebbe vedere sfumare la vittoria al primo turno proprio a causa sua, sia per i suoi avversari, ai quali potrebbe sottrarre voti preziosi per fare massa critica al secondo turno. Il candidato della Lega, Edoardo Rixi, sconterà probabilmente il momentaccio del suo movimento, anche se rivendica la sua totale distanza, anche politica, dal tesoriere Belsito. </p>
<p>Non ho grandi aspettative per il prossimo ciclo amministrativo. Sarà difficilissimo per chiunque, con poche risorse, la povertà che avanza, i servizi sociali ridotti al lumicino, l&#8217;immigrazione in aumento e non ancora affrontata nel modo giusto (o paternalismo o repressione, l&#8217;integrazione è un optional e dipende troppo dalle circostanze e dalle persone), le aziende che chiudono, la disoccupazione giovanile oltre il trenta per cento. Inutile ripetere quello che dicono tutti sui trasporti pubblici che non funzionano, sulla pulizia e la manutenzione delle strade, sulla sicurezza desiderata e l&#8217;insicurezza percepita (che io fatico a percepire, ma è un problema mio). Ognuno ha le sue priorità. Io ne indico alcune un po&#8217; serie e un po&#8217; no, ma non è detto che siano davvero priorità assolute, anche per me. Dipende da quanto ci sto a pensare. </p>
<p>- Il primo irrinunciabile punto di qualsiasi programma di governo riformista della città è ridurre a una percentuale accettabile il numero di eventi pubblici in cui sia previsto l&#8217;intervento di Don Gallo.<br />
- Sale giochi. Basta. Non si può più sopportare che aprano in continuazione ovunque togliendo spazio ai veri servizi e, probabilmente, al commercio onesto. Contrastare nuove aperture con tutti i mezzi leciti e illeciti (scherzo, eh. Così per dire che si deve proprio impegnare) senza fare scaricabarile sulla prefettura. Le licenze per quella roba sono di competenza dello Stato? E allora io sindaco mi attacco al telefono e ogni giorno chiedo di piantarla, protesto sui giornali e alla peggio chiamo anche il ministro dell&#8217;interno. Sempre che il problema sia davvero quello.<br />
- Centri commerciali. Stop. Abbiamo digerito troppe mancate occasioni, dalla Fiumara (spazio meraviglioso e unico che avrebbe potuto trainare il rilancio del ponente cittadino) a Bolzaneto. Campi è invasa. Marassi pure. C&#8217;è un supermercato a ogni angolo. Provate a fare un po&#8217; i conti: tolti supermercati, sale giochi e banche cosa resta del tessuto commerciale di trent&#8217;anni fa?<br />
- Raccolta differenziata. A parte che i cassonetti continuano ad essere pochi e drammaticamente sempre pieni, chi mi spiega come è possibile che in alcune zone della città abbiano colori diversi? Esempio: vetro a Borgoratti nel cassonetto blu piccolo rettangolare, a Sampierdarena nel cassonetto verde grande tondo. E meno male che le statistiche dicono che la raccolta è aumentata. Ma quelli che hanno contato le tonnellate di differenziato sono andati anche a vedere cosa hanno raccolto?<br />
- Appena eletto, chiunque sia, il nuovo sindaco deve andare dal vescovo e chiedergli scusa per non aver detto esplicitamente in campagna elettorale che la Chiesa paga l&#8217;Ici che deve e che le poche irregolarità che ci sono non dipendono certo dalla Curia. Vanno bene anche frasi del tipo &#8220;non si può neanche scherzare&#8221;, basta che vada.<br />
- Dire ai fissati contro il &#8220;fracasso&#8221; dei locali di smetterla e permettere alla città, soprattutto al centro storico, di avere spazi decenti per la cultura e per la socializzazione che non siano costretti a chiudere dopo pochi anni di stenti e di esposti. E non prendere la scusa della crisi per dire che è inutile perché tanto gli imprenditori non ce la fanno: è sempre stato così. E poi nei periodi di crisi la gente avrebbe anche più voglia di uscire se ha la possibilità di farlo senza lasciare mezzo stipendio in pizzeria. Scommettiamo?<br />
- Poi occorrono altri e maggiori incentivi alla mobilità collettiva e alternativa a quella dei mezzi di proprietà. Car sharing, car pooling, bike sharing, metropolitana (riusciranno i nostri pronipoti a vedere altre tre o quattro nuove stazioni?), e magari anche autobus frequenti e decenti, che se facessero meno schifo forse sarebbero un po&#8217; più amati. Come sia possibile ostinarsi a muoversi in auto ogni giorno in una città come questa resta per me un mistero. Ma oggettivamente il trasporto pubblico peggiora di anno in anno.<br />
- Aiutare di più chi lavora per far stare bene gli altri, il terzo settore, i volontari, le associazioni culturali. Essere esigenti sugli standard di qualità e impegno da una parte, reclamare le risorse necessarie dall&#8217;altra, perché il maggiore impoverimento che stiamo subendo è il taglio dei servizi alla persona. I casi sono due: o il pubblico dimostra di fare meglio con meno soldi, oppure deve aiutare i cittadini di buona volontà a fare il lavoro che sanno fare e che in molti casi fanno già spontaneamente secondo logiche di prossimità e di motivazione ideale. Non ci sono molte cose più importanti che un sindaco debba seguire e sostenere con tutte le sue forze. </p>
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		<title>Spacciatore di pasta madre</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 08:15:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se volete provare la pasta madre o condividere informazioni ed esperienze su come produrla, da oggi potete venire anche a casa mia. Per ora è proprio un bel gioco, ma dà già molte soddisfazioni. La mia pasta madre è nata l&#8217;11 aprile. Ho usato all&#8217;inizio farina normale, solo ieri ho cominciato a rinfrescare con farina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se volete provare la <a rel="external" href="http://www.pastamadre.net/">pasta madre</a> o condividere informazioni ed esperienze su come produrla, da oggi potete venire <a rel="external" href="http://pastamadre.blogspot.it/p/spacciatori-di-pasta-madre.html">anche a casa mia</a>. </p>
<p align="center"><img src="http://img577.imageshack.us/img577/511/img20120420204538.jpg" alt="pasta madre 20 aprile" /></p>
<p>Per ora è proprio un bel gioco, ma dà già molte soddisfazioni. La mia pasta madre è nata l&#8217;11 aprile. Ho usato all&#8217;inizio farina normale, solo ieri ho cominciato a rinfrescare con farina biologica un po&#8217; più costosa: credo di aver fatto bene perché nei primi giorni l&#8217;impasto che avanza tra un rinfresco e l&#8217;altro è inutilizzabile e se ne butta via la maggior parte. Come starter ho usato miele di castagno che ha dato da subito un profumo caratteristico all&#8217;impasto: pur nella normale &#8220;evoluzione della specie&#8221; (lo spettacolo della pasta madre è vedere quanto cambia e come cambia ogni giorno, almeno fino a quando non si stabilizza) quel carattere originale si sente ancora. Ieri ha cominciato a produrre pane serio dopo qualche tentativo andato male. La lievitazione è abbastanza veloce per la media della <a rel="external" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lievito_naturale">lievitazione naturale</a> e in forno l&#8217;impasto prende subito volume. </p>
<p align="center"><img src="http://img577.imageshack.us/img577/9509/20120427pane.jpg" alt="pane 27 aprile" /></p>
<p>Il pane è buono, soprattutto la mollica, mentre la crosta è ancora troppo spessa per i miei gusti (anche se una crosta compatta aiuta il pane a conservarsi più a lungo).</p>
<p>Se la voglia di sperimentare rimane posterò qui i prossimi risultati. </p>
<p align="center"><a rel="external" href="http://www.pastamadre.net"><img src="http://3.bp.blogspot.com/-Wukw3jz50HE/TagmQo1lPoI/AAAAAAAAAd0/tnGBsZs5NAE/s1600/logo+spaccio+fondogiallo.jpg" alt="io spaccio pasta madre" /></a></p>
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		<title>Writing stories, killing writers</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 16:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[reading]]></category>

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		<description><![CDATA[Come far fuori in poche pagine tutte le chiacchiere sul creative writing. Il killer perfetto è Flannery O&#8217; Connor nell&#8217;illuminante Writing short stories. Ci sarà forse altro da dire, ma quel poco che ho trovato qui è essenziale, ben detto e tendenziamente definitivo. Come questo passaggio: Personalmente, preferisco definire il racconto un evento drammatico che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come far fuori in poche pagine tutte le chiacchiere sul creative writing. Il killer perfetto è Flannery O&#8217; Connor nell&#8217;illuminante <a rel="external" href="http://www.stasgawronski.it/flannery2.pdf">Writing short stories</a>. Ci sarà forse altro da dire, ma quel poco che ho trovato qui è essenziale, ben detto e tendenziamente definitivo. Come questo passaggio:</p>
<blockquote><p>Personalmente, preferisco definire il racconto un evento drammatico che coinvolge una persona in quanto persona, e persona particolare – in quanto, cioè, partecipe dell’umana condizione, e di una specifica situazione umana. Un racconto implica sempre, in forma drammatica, il mistero della personalità.</p></blockquote>
<p>Non faccio questa segnalazione per gli aspiranti scrittori (che sono decisamente troppi) ma per i lettori (che sono sempre troppo pochi). Il primo obiettivo di chi comincia a scrivere dovrebbe essere quello di diventare lettore attivo e consapevole. Se qualcosa d&#8217;altro deve venire, verrà dopo. Se non verrà, dalla sua nuova consapevolezza il lettore non avrà di che piangere. </p>
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<p><a rel="external" href="http://www.cronachesorprese.it/2005/05/20/1000-caratteri-il-mio-rapporto-con-la-scrittura/">20 maggio 2005 &#8211; 1000 caratteri: il mio rapporto con la scrittura</a></p>
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		<title>Ruby facts</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 14:43:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non si sottolineerà mai abbastanza il potere di selezione sui fatti che hanno i giornali. Possono essere anche dettagli e possono forse cambiare poco, ma se un dettaglio va contro l&#8217;impostazione editoriale della testata su una vicenda, e soprattutto se il dettaglio richiederebbe un approfondimento o almeno una riflessione, il dettaglio rischia l&#8217;omissione o la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non si sottolineerà mai abbastanza il potere di selezione sui fatti che hanno i giornali. Possono essere anche dettagli e possono forse cambiare poco, ma se un dettaglio va contro l&#8217;impostazione editoriale della testata su una vicenda, e soprattutto se il dettaglio richiederebbe un approfondimento o almeno una riflessione, il dettaglio rischia l&#8217;omissione o la censura. </p>
<p>Ieri il sito di Repubblica ha (ri?)pubblicato <a rel="external" href="http://video.repubblica.it/le-inchieste/ruby-ad-antonella-silvio-mi-dava-47mila-euro-a-settimana/93208/91602">l&#8217;intercettazione</a> in cui Karima el Mahroug, meglio nota come Ruby, parla con un&#8217;amica all&#8217;indomani dello scoppio del caso che la riguarda. Cose non nuove. <a rel="external" href="http://www.ilgiornale.it/interni/vendetta_pm_milano_dopo_flop_tribunale_audio-fango_cavaliere/24-04-2012/articolo-id=584522-page=0-comments=1">Il Giornale fa un&#8217;ipotesi</a> sul perché siano state riprese adesso, ma non è questo che mi interessa. Ciò che voglio sottolineare è altro e, beninteso, non è strano, ma vorrei che facesse strano: Repubblica e altri giornali non hanno messo in evidenza nei titoli e negli articoli il passaggio dell&#8217;intercettazione in cui Ruby nega di aver fatto sesso con l&#8217;allora Presidente del Consiglio. Se il materiale non è nuovo e non fa notizia, allora perché ritirarlo fuori? Se invece fa notizia, perché non mettere in evidenza tutti gli elementi obiettivamente notiziabili, compreso quello? La stessa domanda se la fa <a rel="external" href="http://www.linkiesta.it/ruby-non-ho-fatto-sesso-con-silvio-lei-lo-dice-ma-repubblica-e-un-giornale-discreto">Linkiesta</a>, testata online non certo tenera con i politici di qualsiasi schieramento. </p>
<p>Ma almeno Repubblica l&#8217;intercettazione la fa sentire. Il Fatto quotidiano di oggi invece, a pagina 8, riportando ampi brani della trascrizione omette proprio quella frase, così: </p>
<blockquote><p>Torna come un&#8217;ossessione il riferimento ai soldi. Ad Antonella: &#8220;Vado a casa sua. Siamo amici da un anno. Solo che la gente pensa al male perché vedono una ragazza bella che va a casa di Silvio, lui che la riempie di soldi, perché ogni settimana mi dava 47mila euro (&#8230;). Come amante di Berlusconi, le ho detto, è una fortuna incredibile&#8230; Lui è pazzo per me in questo momento&#8221;. </p></blockquote>
<p>Subito dopo quel (&#8230;) Ruby dice: &#8220;dicono perché fa tutto questo per lei, perché comunque avrà avuto qualche cosa, avrà fatto sesso. Non è così&#8221;. </p>
<p>Quell&#8217;inciso sarà anche poco credibile, ma perché non riportarlo? Forse perché non si può riportare senza dare una spiegazione. Le spiegazioni possono essere diverse, ma il particolare in sé è interessante. Solo che lo spazio necessario alla spiegazione è spazio sottratto alla linearità di una tesi. </p>
<p>Trovo curioso che &#8220;Il Fatto&#8221; abbia tutte queste attenzioni per le tesi. </p>
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		<title>Diaz (Don&#8217;t clean up this blood)</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 20:36:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[lo spettatore indigente]]></category>

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		<description><![CDATA[Guerre che scoppiano solo quando finiscono. Ne avevo parlato a settembre, a proposito di un certo decennale. I fatti della scuola Diaz sono quel genere di guerra. Che uno dice, uno come Vicari, il regista di Diaz: don&#8217;t clean up this blood: bisogna ricordare quello che è successo, raccontarlo ai ragazzi che hanno quindici anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Guerre che scoppiano solo quando finiscono. <a rel="external" href="http://www.cronachesorprese.it/2011/09/11/undici-settembre-dieci-anni-dopo/">Ne avevo parlato a settembre</a>, a proposito di un certo decennale.<br />
I fatti della scuola Diaz sono quel genere di guerra. Che uno dice, uno come Vicari, il regista di <a rel="external" href="http://www.diazilfilm.it/">Diaz: don&#8217;t clean up this blood</a>: bisogna ricordare quello che è successo, raccontarlo ai ragazzi che hanno quindici anni perché capiscano. Bene, giusto: raccontiamo. Stiamo fedeli agli atti dei processi, e Vicari lo è (<a rel="external" href="http://blogs.bestmovie.it/giorgioviaro/2012/04/11/diaz-quel-<br />
che-resta-del-sangue/">fin troppo, dice Giorgio Viaro</a>, e condivido la sua preoccupazione per la latitanza di un minimo di trasfigurazione artistica che non confonde ma aiuta la memoria). Facciamo sentire almeno con un po&#8217; di fastidio il peso di quei manganelli sulle schiene, sulle facce e sulle teste inermi, ricreiamo quel senso di claustrofobica e rabbiosa impotenza che devono aver provato quei ragazzi in quella scuola. E la pena di essere trascinati sanguinanti e quasi moribondi a Bolzaneto perché l&#8217;oltraggio e l&#8217;abuso fossero dilazionati oltre il sopportabile, perché il disprezzo fosse inequivocabile. O ancora peggio la paura di essere prelevati da un letto di ospedale, quando legittimamente si poteva sperare di essere ormai al sicuro in mani premurose e caritatevoli. Tutto questo nel film c&#8217;è, tutto questo è accaduto, giusto ricordarlo. </p>
<p>Ma come sperare davvero che questo serva perché non accada più? Dubbi ritornanti, mi pare. Da quando la guerra, almeno nei paesi occidentali, si è insabbiata per venire fuori solo in pochi momenti di lucida follia. Il G8 di Genova è una di queste sciagurate epifanie. Ricordare è doveroso, ma per mettersi al riparo serve altro. </p>
<p>Servirebbe anche <strong>dimenticare</strong> qualcos&#8217;altro. O meglio, ricordare che la guerra non è mai buona, neanche quando è rappresentata. Non credo di essere il solo ad aver vissuto a Genova, nei mesi prima del G8, in un clima orrendo e mefitico. E non ricominciamo con le accuse reciproche di parte. La difficoltà nel parlare di quei fatti e nel valutarli è principalmente una: <strong>la scena</strong> era <strong>malata</strong> in partenza per responsabilità di tutti. Era fin da mesi prima la scena di <strong>una pièce sadomasochistica</strong>. Cosa vuoi che succeda in una scena così? Esattamente quello che è successo, ed è andata ancora bene.<br />
Prego vivamente di non leggere queste parole con criteri di parte su chi ha sbagliato &#8220;prima&#8221;, nella preparazione dello scenario. Lo scenario di una guerra già in atto, che quando scoppierà nella sua manifestazione più cruda sarà solo per finire. E per tornare sottoterra, e arrivederci alla prossima occasione in cui potrà ancora luttuosamente sorprenderci.<br />
Oppure fatelo, via: se proprio non potete farne a meno rinfocolate le vostre fazioni, ma non venitene a discutere con me. Massì, potete anche raccontare fatti interessanti seguendo una tesi, ma non sperate che accetti di incastonare racconti interessanti in tesi precostituite. Non mi interessava allora, non mi interessa oggi. Prenderò gli elementi interessanti delle vostre cronache, valutazioni, analisi e le farò sedimentare in me insieme a tutto ciò che ho accumulato in questi anni. </p>
<p>Ho vissuto come ho potuto quei giorni, da testimone, da osservatore attivo e non da manifestante. Se mi fossi dato un po&#8217; più da fare avrei potuto passare in quel media center, se non la notte, almeno la sera. E invece ero preoccupato soprattutto di tenere la giusta distanza. Non solo per non mettermi in pericolo (in quelle situazioni spesso è puro caso: ero in corso Gastaldi nel momento in cui sparavano a Carlo Giuliani, a trecento metri al massimo di distanza), ma per non dare mai l&#8217;impressione di essere con i manifestanti. O contro di loro. Perché la scena era malata, e io lo sapevo.  </p>
<p>Però i fatti sono fatti e bisogna ben  ragionare partendo da quelli. Purtroppo l&#8217;etichetta di <a rel="external" href="http://www.instoria.it/home/g8_genova_2001_2011.htm">più grave sospensione  dei diritti democratici</a> in un paese occidentale dalla fine della guerra non è esagerata. Il problema è che viene accettata ed enunciata solo da una parte e quindi rimane incastrata in narrazioni che alla fine non mi convincono. Io mi sono impegnato ad accettarla, il che non vuol dire che accetti totalmente le narrazioni che normalmente la accompagnano.  </p>
<p>Il film è da vedere? Consideriamo caso per caso quale tipo di <em>indigenza</em> manifestate da <em>spettatori</em> come me. Concordo con Viaro anche su questo: se non avete idea di cosa sia successo la notte tra il 21 e il 22 luglio 2001 in quella scuola, correte a vederlo.<br />
Se sapete tutto e provate ancora un po&#8217; di repulsione al pensiero, andate tranquilli: servirà a mettere un po&#8217; di distanza e a farsi qualche domanda più razionale di quelle che ci siamo fatti a ridosso degli eventi.<br />
Se avete seguito il processo udienza per udienza, se avete già visto su youtube <a rel="external" href="http://www.youtube.com/watch?v=7GQn7udkpvg">i cinque spezzoni del dvdframe G8</a>, il film non aggiungerà molto. Ma probabilmente non ve lo perderete ugualmente.</p>
<p>Se infine siete convinti, come molti ancora sono (sinceramente?) convinti che &#8220;dovevano dargliene di più&#8221;, non andate a vederlo. Perché probabilmente pensate davvero che a voi non potrebbe mai capitare. </p>
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<p><a rel="external" href="http://www.cronachesorprese.it/2011/09/11/undici-settembre-dieci-anni-dopo/">11 settembre 2011 &#8211; Undici settembre, dieci anni dopo</a></p>
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		<title>La mia tenda di Pasqua</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Apr 2012 09:10:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[cronache]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa per me non è una Pasqua come le altre. &#200; una tappa ulteriore di un cammino che solo in apparenza si è concluso il 15 agosto scorso a Finisterre. Dal Finis Terrae all&#8217;inizio del Cielo. Chiedo scusa se a volte sono un po&#8217; enigmatico. Ma se scrivo è perché penso che qualcosa si possa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa per me non è una Pasqua come le altre. &Egrave; una tappa ulteriore di un cammino che solo in apparenza si è concluso il 15 agosto scorso <a rel="external" href="http://a3.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/296628_10150289202554781_808254780_7450866_5475520_n.jpg">a Finisterre</a>.<br />
Dal Finis Terrae all&#8217;inizio del Cielo.<br />
Chiedo scusa se a volte sono un po&#8217; enigmatico. Ma se scrivo è perché penso che qualcosa si possa capire, ed è un qualcosa che non c&#8217;entra con un mio dato biografico ma vale per tutti. </p>
<p><strong>Il Cielo</strong>. Non un&#8217;astrazione, non un&#8217;immagine da favoletta, non un sogno consolatorio, ma &#8220;la verità della terra resa manifesta&#8221;, come disse un grande uomo. Molto più concreto e terreno, questo cielo, di qualsiasi perfezione io sia in grado di immaginare. </p>
<p>Per gli ebrei la Pasqua era la festa delle tende. Per qualche giorno tornavano a vivere come i loro antenati in un accampamento, per ricordare l&#8217;esperienza del deserto. Se sono stato <a rel="external" href="http://www.cronachesorprese.it/2011/07/09/verso-santiago/">a Santiago</a> e a Finisterre è stato soltanto per arrivare a questa Pasqua con la possibilità di considerare un cammino percorso. E grazie a Dio ci sono riuscito. </p>
<p>Buona Pasqua a tutti. </p>
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<a rel="external" href="http://www.cronachesorprese.it/2005/03/25/divino/">25 marzo 2005 &#8211; Divino</a></p>
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		<title>Romanzo di una strage</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 08:40:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[lo spettatore indigente]]></category>

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		<description><![CDATA[Il film di Marco Tullio Giordana si dice liberamente ispirato al libro di Paolo Cucchiarelli. Ma per quel poco che so di un tomo di settecento pagine che non credo leggerò mai, forse è il caso di dire che il libro è liberamente tradito dal film nella maggior parte dei punti chiave di una controversa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il film di Marco Tullio Giordana si dice liberamente ispirato al <a rel="external" href="http://www.libreriauniversitaria.it/segreto-piazza-fontana-cucchiarelli-paolo/libro/9788862200066">libro di Paolo Cucchiarelli</a>. Ma per quel poco che so di un tomo di settecento pagine che non credo leggerò mai, forse è il caso di dire che il libro è <em>liberamente tradito</em> dal film nella maggior parte dei punti chiave di una controversa ricostruzione. E sospetto che non sia un male. Ne è certo invece Adriano Sofri, che non ha gradito il film ma soprattutto ha disprezzato il libro, facendolo oggetto di quei sottili sarcasmi di cui è maestro. Il suo pamphlet istantaneo, scritto e pubblicato alla velocità della luce su un dominio acquisito apposta (<a rel="external" href="http://www.43anni.it/43anni.pdf">43anni.it</a>), è abbastanza interessante. La tesi della doppia bomba mi appare in effetti più bizzarra che suggestiva, e averla riproposta non è certo tra i pregi del film di Giordana. </p>
<p>Il merito maggiore è piuttosto l&#8217;aver regalato un ritratto un tantino idealizzato ma concreto (e umanamente interessante) del Commissario Calabresi a quarant&#8217;anni esatti dal suo assassinio. Mastandrea è bravo e credibile. Bravo anche Favino nella parte di Pinelli, niente male gli altri. Bravo il regista a rendere la crescente tensione che i protagonisti assorbono come spugne dall&#8217;ambiente, dalla pressione dei politici e delle piazze, dal clima straordinariamente violento di quei giorni; tensione che trova il primo dei suoi tragici esiti la sera del 15 dicembre in un ufficio della Questura di Milano, scena ricostruita con una certa efficacia. Interessante anche il passaggio della ricostruzione del processo per diffamazione intentato da Calabresi contro Lotta Continua. </p>
<p>Chiudo con una parentesi personale che forse non è molto pertinente, ma chi ama il cinema sa che l&#8217;esperienza cinematografica dello <em>spettatore indigente</em> si intreccia inevitabilmente con i ricordi personali. Quando siamo entrati all&#8217;Ariston a vedere questo <a rel="external" href="http://www.imdb.com/title/tt1565068/">Romanzo di una strage</a> ho notato un sacchetto abbandonato in mezzo alla fila di poltrone davanti alla nostra. Le luci in sala erano ancora accese. Mi sono seduto e ho cercato di non pensarci, ma ho resistito solo pochi minuti: mi sono alzato, ho preso il sacchetto con cautela e l&#8217;ho consegnato alla maschera all&#8217;ingresso. Era pesante, chiuso con un nodo e, per quanto abbia cercato di sbirciare, non sono riuscito a capire cosa ci fosse dentro. Curioso, no? Curioso trovare un oggetto così proprio quando si va a vedere un film sulla strage di Piazza Fontana. Curioso rimanere inquieti, curioso non poter sopportare l&#8217;idea di stare per l&#8217;intera durata della proiezione con il pensiero di quell&#8217;involucro non identificato a due metri di distanza. Saranno vestigia degli effetti della <a rel="external" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strategia_della_tensione">strategia della tensione</a>. O sarà soltanto una mia piccola paranoia, toh: così se c&#8217;è al mondo qualcuno che mi crede paranoico sarà soddisfatto. Queste soddisfazioni bisogna ben concederle ogni tanto. Dirò di più: questa piccola inquietudine che  ho patito oggi sembra il contrappasso di una piccola inquietudine che ho fatto patire anni fa ad altri. All&#8217;epoca in cui non mi davano del paranoico ma del distratto mi è anche capitato di essere redarguito da un capotreno perché avevo lasciato incustodito un borsone sospetto in uno scompartimento. Mi ero allontanato dal mio posto per cercare degli amici che pensavo fossero sullo stesso treno. Li avevo trovati. Mi ero fermato troppo a chiacchierare con loro. Il capotreno è venuto a cercarmi ed era anche un tantino alterato.<br />
- &#8220;Chieda scusa ai suoi compagni di viaggio che pensano che nella sua borsa ci sia una bomba!&#8221;<br />
- &#8220;Chiedo scusa, disinnesco subito&#8221;. </p>
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<p><a rel="external" href="http://www.cronachesorprese.it/2007/07/10/quel-che-resta-della-notte/">10 luglio 2007 &#8211; Quel che resta della notte</a></p>
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		<title>E chissà, chissà domani</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 11:33:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[cronache]]></category>

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		<description><![CDATA[Era prevedibile che la totale assenza di omofobia ai funerali di Lucio Dalla costasse alla chiesa bolognese l&#8217;accusa di ipocrisia. Non va mai bene nulla. Allora mettiamoci d&#8217;accordo. Se il compagno dell&#8217;artista non avesse parlato e fosse rimasto nell&#8217;ombra si sarebbero scatenate le accuse di omofobia. Poiché invece ha potuto parlare e ha trovato la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era prevedibile che la totale assenza di omofobia ai funerali di Lucio Dalla costasse alla chiesa bolognese l&#8217;accusa di ipocrisia. Non va mai bene nulla. Allora mettiamoci d&#8217;accordo. Se il compagno dell&#8217;artista non avesse parlato e fosse rimasto nell&#8217;ombra si sarebbero scatenate le accuse di omofobia. Poiché invece ha potuto parlare e ha trovato la libertà sufficiente per mettere nelle sue parole tutto se stesso, i critici hanno dovuto ripiegare sull&#8217;accusa di ipocrisia. Ha bruciato tutti sul tempo <a rel="external" href="http://www.bolognatoday.it/cronaca/lucio-dalla-funerali-lucia-annunziata-omosessuali.html">Lucia Annunziata</a> nel suo programma domenicale (dicendo cose molto scorrette e per certi aspetti incredibili, come se essere omosessuali fosse normalmente un impedimento ad avere un funerale e una sepoltura con rito cattolico: ma dove vive?), hanno continuato oggi <a rel="external" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&#038;ID_articolo=1143&#038;ID_sezione=56">Gramellini</a> e <a rel="external" href="http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2012/03/05/news/dalla_chiesa-30960004/">Serra</a>. Con quest&#8217;ultimo in particolare non sono d&#8217;accordo:</p>
<blockquote><p>Con la compostezza, il dolore e la legittimità di un vedovo, il giovane Marco Alemanno ha reso pubblico omaggio al suo uomo e maestro Lucio Dalla in San Petronio, dopo l&#8217;eucaristia, se non rompendo almeno scheggiando il monolito di ipocrisia che grava, nell&#8217;ufficialità cattolica, sul &#8220;disordine etico&#8221; nelle sue varie forme, l&#8217;omosessualità sopra ogni altra.</p></blockquote>
<p>No, non è così. <strong>E&grave; accaduto l&#8217;esatto contrario</strong>. La naturalezza e la semplicità con cui la chiesa bolognese ha dato voce agli affetti e ha celebrato la scomparsa di un grande amico <em>ha rotto o almeno scheggiato il monolito</em> di pregiudizio che grava sulla Chiesa cattolica e sulla sua presunta omofobia. L&#8217;opinione di chi pensa che la pedagogia cattolica sia inevitabilmente omofoba è difficile da scalfire: chi pensa questo continuerà a farlo qualsiasi cosa accada. Chi invece pensa che siano i comportamenti concreti a decidere se la discriminazione è reale o no, e dunque è sempre aperto a valutare quello che succede per fare un bilancio,  deve riconoscere che quanto accaduto ieri a Bologna va a favore di un altro punto di vista, a mio modesto parere più realistico: la Chiesa non fa distinzioni tra peccatori, poiché lo siamo tutti; o ancora peggio tra cristiani di serie A e di serie B in base ai gusti sessuali, poiché la &#8220;perfezione&#8221; dell&#8217;esperienza cristiana si gioca comunque su altri tavoli. La Chiesa guarda in faccia invece tutti quelli che cercano con lei un rapporto vero, vivo, che parte dal dialogo e dall&#8217;amicizia e passa attraverso la carità, come ha fatto per tutta la vita Lucio Dalla. Anche chi trova inaccettabile la classica distinzione tra &#8220;peccato e peccatore&#8221; dovrebbe comunque considerare le differenze che passano tra dottrina e pedagogia. E dovrebbe accettare che la Chiesa ha il diritto di perseguire una linea pedagogica, che comunque tiene conto della situazione reale dei singoli uomini e non parte mai dall&#8217;astratto della definizione dottrinale. Per questo uno come Lucio Dalla ha sempre trovato sufficienti ragioni &#8220;del cuore&#8221;, per così dire, per non rescindere un legame che evidentemente considerava vitale e irrinunciabile. </p>
<p>La pretestuosità dell&#8217;accusa di Serra è evidente anche in questo passaggio: </p>
<blockquote><p>Il vescovo non era presente, il numero due neppure, &#8220;altri impegni&#8221; incombevano e sarebbe infierire domandarsi quale impegno, ieri, fosse più impellente, per ogni singolo abitante della città di Bologna, di andare a salutare Lucio. L&#8217;omelia è stata affidata al padre domenicano Bernardo Boschi, amico personale del cantante, che non avendo zavorre istituzionali sulle spalle ha potuto e saputo essere affettuoso, rispettoso e libero, dunque prossimo alla città e ai suoi sentimenti.</p></blockquote>
<p>Appunto, non va mai bene niente. Se ci fosse stato il vescovo a celebrare sarebbero partite le accuse di voler mettere il cappello sull&#8217;evento, di voler strumentalizzare la celebrità del cantautore. Sfortunatamente per Serra e per quelli che pensano come lui tra i numerosi celebranti c&#8217;era anche un padre domenicano amico personale del defunto. Allora si deve dipingere una fuga, una ritirata strategica della Curia che pure era presente con un suo esponente. Qualcosa di sbagliato ci deve essere, e se non c&#8217;è si inventa. E chissà, chissà domani cosa altro si inventeranno. </p>
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