Cronachesorprese

19 April 2009

Il voto segreto su Facebook

Filed under: Weekly Facebook — alessandro @

Voto segreto secondo FB: non dire a nessuno che si vota…

Per capirci: da tre giorni sono aperte le votazioni sul documento dei termini di servizio. Una specie di ballottaggio tra i termini vecchi e quelli nuovi che hanno suscitato molte polemiche.
Le votazioni si chiudono il 23 aprile a mezzogiorno.
Sono considerati utenti con diritto di voto quelli che erano utenti attivi alla fine di febbraio. Anche in questo referendum, come in altri ben più importanti, bisogna raggiungere un quorum, il 30%.

Un quorum altissimo, considerato che non c’è stata nessuna comunicazione agli utenti dell’apertura delle votazioni. Sono informati (e lo saranno in futuro per occasioni analoghe) i fan della pagina Facebook site governance, dalla quale si accede anche alle procedure di voto.

Che dire… non mi sembra il massimo della trasparenza.

5 April 2009

Luca Conti parla di Facebook

Filed under: Weekly Facebook, barcamp — alessandro @

Questo post è stato scritto il 6 aprile ed è dunque retrodatato, ma ho fatto realmente l’intervista a Luca Conti domenica 5 verso le 12.30. Eravamo al tavolo di un bar di piazza Italia in attesa dell’inizio del Mediacamp.
L’intervista è poi sfumata in una conversazione ancora più interessante, mano a mano che si aggiungeva gente al tavolo. ci sono quindi molti testimoni (compresi alcuni illustri ai tavoli vicini) che se vogliono possono aggiungere particolari :-)

Luca, il fenomeno Facebook ha caratteristiche peculiari e inedite per l’italia. Sta facendo da “buttadentro”: è l’occasione di avvicinamento alla rete per molti che non avevano mai voluto saperne di usare internet, o lo usavano ma non per attività “sociali” . Che ne pensi?

“Sono d’accordo. Anche se molti utenti della prima ora storcono il naso (e reagiscono con un po’ di fastidio al boom degli ultimi mesi) è positivo che FB stia includendo molti che di social networking non avevano mai sentito parlare. Il fenomeno dovrebbe far riflettere su quanto sia importante partire dal bisogno e non dallo strumento. FB è un acceleratore nella caduta del pregiudizio sulla difficoltà tecnica di accedere alla rete. Ma è un processo di evoluzione del web in atto da tempo. Il blog è stato il primo stadio. Ora siamo nella fase del social networking”.

Sempre meno ostacoli? Il digital divide si sta assottigliando?

“L’evoluzione del web è sempre più veloce, ma il blocco più difficile da superare per molti è ancora legato all’hardware. Per alcune fasce di utenti difficoltà che a noi sembrano banali (come l’uso del mouse per gli anziani) non lo sono”.

Insomma, più l’universo dei navigatori si allarga più arriva ad includere fasce di utenti che possono essere bloccate da difficoltà che chi è nativo della rete non ha mai dovuto affrontare… C’è un contributo del social networking all’alfabetizzazione informatica che raramente si considera quando si parla di Facebook e di altri servizi.

“Sì. Ciò che conta è sempre la motivazione. Mio padre non si era mai avvicinato al computer: ha trovato una forte motivazione negli amici di un club Ferrari che hanno creato una community per mantenere i contatti al di là dei raduni e dei momenti sociali. Bene, per utenti così non bisogna dare nulla per scontato: mio padre ha dovuto superare delle difficoltà che non immaginavo, ma l’ha fatto. Occorre partire sempre dal bisogno”.

Una delle grandi obiezioni su FB è la scarsa tutela della privacy. Un articolo dell’altro ieri del Corriere della Sera citava una ricerca che sostiene che bastano otto amici per compromettere completamente la propria privacy…

“Otto? Ne basta uno… Nella logica di condivisione tipica del social networking non ha senso affrontare così il problema della privacy: è superato dai fatti. C’è gente disposta a fare qualsiasi cosa per apparire in TV, la privacy dove sta? Chi si iscrive a Facebook e inserisce delle informazioni lo fa consapevolmente. Vuol dire che ha piacere a condividere quelle informazioni. Il corriere dovrebbe piuttosto pensare a quanti dati chiede all’atto della registrazione e per dare quali servizi”.

Vediamo quanto hai compromesso la tua privacy: quanti amici hai su Facebook?

“In questo momento mi sembra 1098, dovrei controllare. Avevo già superato i 1100, con numeri alti c’è sempre qualcuno che va e che viene”.

In media quanti aggiornamenti di stato fai ogni giorno?

“In circa due anni ho fatto oltre 4000 aggiornamenti di stato, quindi una media di cinque - sei al giorno, spesso tramite twitter. Se non sono troppo in giro, come in questi giorni, e sto molte ore al computer arrivo a circa dieci aggiornamenti”.

Cosa pensi della possibilità di usare FB per supportare attività economiche, commerciali o di altro genere?

Sto scrivendo un libro sull’argomento e ho già acquisito il dominio facebook-marketing.it. Non faccio anticipazioni, ma è evidente che Facebook sta incentivando queste dinamiche, soprattutto nell’ultimo restyling che mette allo stesso livello i gruppi e le persone, pur mantenendo la distinzione”.

Un difetto di facebook riconosciuto un po’da tutti, anche dagli estimatori, è che tende a risolvere al suo interno la navigazione dell’utente.

“Non è un caso che sia piaciuta così tanto a Microsoft, che l’ha stimata 15 miliardi di dollari e ha fatto un’offerta per l’acquisizione di una quota. Facebook entro la fine del 2009 raggiungerà i 300 milioni di utenti, che vuol dire un quarto dei navigatori di tutto il mondo. È naturale che tenda ad assorbire le attività degli iscritti”.

29 March 2009

Feedbook

Filed under: Weekly Facebook — alessandro @

We keep in mind that there are 175 million people on Facebook, and everyone uses the site differently.

Non oso neanche pensare a che lavoraccio sia per gli sviluppatori di Facebook fare i conti con tutti i feedback, in particolare con l’alluvione che dev’essere arrivata dopo gli ultimi cambiamenti. Comunque sia, nel post di martedì scorso sul blog ufficiale FB comunica di aver tirato in qualche modo le somme e di voler procedere a qualche aggiustamento. L’impressione è che questa nuova versione sia per l’azienda l’inizio di una nuova fase, in cui i cambiamenti e gli adattamenti saranno molto più frequenti di quanto siano stati in passato. Vogliono abituare gli utenti a una piattaforma in continua evoluzione, probabilmente per introdurre in un prossimo futuro cambiamenti ben più consistenti di quelli che hanno prodotto una specie di sollevazione mondiale. Quali cambiamenti? Ad esempio battere moneta, sulla scia dell’esperienza di Second Life.

Ma per rimanere a ciò che per ora è sicuro, si interverrà per permettere un maggiore controllo sulle notifiche delle applicazioni, che in molti casi invadono lo stream senza che l’utente possa fare nulla. Si inseriranno nuovamente nello stream anche le foto in cui gli amici sono taggati, ma non si specifica se si potrà scegliere di non visualizzarle.
Poi si renderà più facile la creazione di filtri: boh, non mi sembrava tanto complicata. E non mi sembrava neanche un gran problema (anzi, non mi sembrava per niente un problema) lo spostamento delle richieste di amicizia al centro sotto forma di riga di benvenuto. E invece sembra che abbia dato fastidio a molti, tanto che la modifica è già stata fatta: il blocco delle richieste è di nuovo in alto a destra.
Noto con piacere invece che molti hanno chiesto il refresh automatico: non sarà comunque una scelta di default, ma si introdurrà un controllo per attivarlo.
Per finire, una generica promessa di migliorare la colonna destra degli eventi, per renderla meno confusa.

Mi sembra comunque importante rilevare che, a differenza di quanto sembrava da un articolo del Corriere della Sera di qualche giorno fa, Facebook non ha fatto marcia indietro: le modifiche che ha fatto in questi giorni e continuerà a fare sono semplici aggiustamenti che non stravolgono il nuovo design. Le linee “filosofiche” di fondo, anzi, vengono confermate: dare maggiore importanza agli ultimi aggiornamenti e trovare un punto di equilibrio tra attualità, per così dire, e gli elementi che possono rimanere interessanti anche in un tempo più lungo. L’utente è invitato a guardare lo stream ma sempre con un occhio agli eventi a destra, quelli che resistono allo scorrere impetuoso del fiume centrale. Ma la user experience, fino a ora, ha fatto fatica a sintonizzarsi con questa nuova impostazione.

22 March 2009

La censura su Facebook

Filed under: Weekly Facebook — alessandro @

Con l’obiettivo di mantenere un profilo molto basso, Facebook sta creando non pochi incidenti che vengono subito qualificati, non a torto, come censura. Di queste ore il caso di rassegna stanca, ma negli ultimi mesi si sono registrati anche altri casi, come quello del leghista genovese Davide Rossi o del consigliere regionale di An dell’Emilia Romagna Luca Bartolini. Senza dimenticare altri casi che non colpiscono politici ma giornalisti, come Nino Randisi.

Tutti utenti che hanno cercato di usare Facebook per qualcosa che va oltre la comunicazione tra amici. O meglio, che hanno pensato che la comunicazione tra amici su FB potesse essere quello che per loro è già evidentemente nella realtà: un momento per condividere idee e informazioni, per aiutarsi a esprimere giudizi e a prendere posizione.
Facebook ha deciso in questi casi, che sembrano scelti casualmente, di cancellare, di oscurare senza possibilità di replica. Anche quando il profilo è stato riattivato i dati vecchi sono andati persi.
Nei fatti è una censura, secondo l’approccio di Facebook si tratterebbe soltanto di evitare che qualche altro utente possa essere “infastidito”. Penso che questa posizione cambierà nel tempo, perché potenzialmente è molto deleteria per lo stesso social network. Sembra che Facebook non si rassegni alle conseguenze del suo successo: se la gente lo usa, lo userà sempre di più per comunicare cose “importanti”. Se le community si formano davvero e sono davvero più stabili di quelle che si formano attraverso tanti siti e forum è naturale che vengano usate dai politici, dai giornalisti. Per dire anche cose scomode, cose che possono “offendere” qualcun altro.

Dico questo perché non credo alla censura diretta a qualche scopo o contro qualche idea, penso che si tratti di un caso di “guardia alta” per evitare fastidi. Il messaggio di Facebook ai suoi iscritti è: per favore continuate a cazzeggiare, non metteteci nei guai…

15 March 2009

Laudatores VultusLibris acti

Filed under: Weekly Facebook — alessandro @

Con una veloce ricerca ho contato una decina di gruppi italiani che bocciano la nuova home page di Facebook e chiedono di tornare a quella vecchia. Un gruppo da solo raduna oltre 153.000 iscritti, gli altri sono tutti sotto il migliaio. Il numero complessivo dei “contestatori” ad oggi sta intorno ai 155.000.
Ma c’è un piccolo gruppo di sostenitori, mezzo migliaio diviso in tre gruppi.

Faccio un po’ di fatica a capire reazioni così nette di disapprovazione e anche disgusto. La nuova versione non mi sembra una grande rivoluzione. Sono poche le funzioni che sono cambiate, la maggior parte si trova semplicemente in un luogo diverso della home page. Non so ancora dire se sia meglio o peggio: quello che mi sembra già sicuro è che, in meglio o in peggio, il cambiamento è piccolo.

Penso dunque che le reazioni negative siano motivate all’80% dall’abitudine alla versione precedente. Una questione affettiva, insomma. Tra l’altro le motivazioni di chi è scontento sono poche e poco chiare, il commento più frequente è “non mi ci trovo più, non trovo le cose”. Mah.

Le critiche motivate si concentrano soprattutto sullo stream e sulla difficoltà di trovare alcune funzioni. In sintesi: foto dei link troppo piccole; confusione tra messaggi in bacheca e messaggi di stato; non si possono più scrivere messaggi troppo lunghi senza ricorrere alle note; gruppi e foto dell’iscritto non sono più in evidenza.

Niente che giustifichi, a mio parere, reazioni così sdegnate come quelle che ho letto in questi giorni.

La cosa che mi sembra criticabile a prima vista (ma anche per questa voglio far passare un po’ di tempo) è il template a tre colonne che, se logicamente distingue bene (filtri a sinistra, aggiornamenti al centro, eventi e altro a destra) sacrifica un po’ troppo lo spazio al centro e con lo scroll lascia molto spazio bianco a sinistra poco utilizzato.
Inoltre l’”aggiornamento in tempo reale, come se fosse un messenger” (così era stato annunciato) non esiste: c’è sempre bisogno di un refresh per vedere nuovi messaggi. Cosa intende FB per “tempo reale”? :-)

Next Page »

Powered by WordPress. Theme by H P Nadig