Cronachesorprese

25 giugno 2018

Le quattro (o cinque) fasi della secolarizzazione

Filed under: Il cristiano informale,storia del cristianesimo — alessandro @

In questo articolo di una ventina di anni fa Massimo Introvigne faceva una panoramica delle cosiddette “nuove religioni”. Questo schema di allontanamento progressivo dalla tradizione cristiana, in quattro fasi, a mio parere funziona non solo per le nuove religioni ma anche per la secolarizzazione. Le quattro fasi sono:

- Cristo sì, Chiesa no
- Dio sì, Cristo no
- Religione sì, Dio no
- Sacro sì, Religione no.

Sono tappe storiche che partono dalla Riforma, ma sono anche posizioni ormai cristallizzate che si ritrovano oggi nelle posizioni individuali di molti. Se non ricordo male, Introvigne in un’occasione successiva parlò anche di una quinta fase:

- Natura sì, Sacro no

Che è anche la fase conclusiva: scompare ogni sacralità dall’esperienza. Con la difficoltà anche di individuare qualcosa che unisca gli individui in un patto sociale, perché non c’è patto possibile tra gli uomini senza qualcosa di sacro (non necessariamente religioso) che lo fondi.

6 febbraio 2018

La vergine di Norimberga è immacolata

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Ottimo articolo, preciso e documentato. Mi chiedo se questi baracconi, che si trovano un po’ in tutta Europa, ricevano contributi pubblici dalla Comunità Europea. Spero di no. Però intanto molti usurpano il nome di “musei”, come il “Museo de la Inquisicion” di Santillana del Mar che ho visitato 17 anni fa.

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17 febbraio 2016

Eterogenesi dell’integralismo

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Basta ragionare storicamente su un tabù come il processo a Giordano Bruno per sentirsi rispondere che si ignora la laicità. Allora la verità storica è quella scolpita per sempre nelle enciclopedie illuministe? E chi non la condivide non è “laico”? Si potrà dire nel 2016 che l’illuminismo non ha inventato né la scienza, né la libertà, né la cultura ma sicuramente un metodo di propaganda del tutto nuovo e, purtroppo, ancora efficace? Per me laicità è anche poter sostenere una posizione come questa. Chi pensa che sostenerla non sia compatibile con la laicità per me crea un problema alla laicità del pensiero.

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2 settembre 2015

Le calunnie sui nazisti in fuga

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Lo studio di Pier Luigi Guiducci, docente di Storia della chiesa alla Lateranense, smonta le calunnie diffuse negli anni cinquanta dalla disinformazione sovietica sulle presunte coperture della Chiesa alla fuga dei criminali nazisti.
La fonte è di parte, certo. Ma cita molti documenti, e quindi se qualcuno rimasto affezionato a quelle calunnie vuole smontare lo studio di Guiducci non ha che da prendere i documenti, esaminarli a uno a uno e costruire controargomentazioni credibili. Non più basate, finalmente, sulla propaganda di un regime di cui la storia ha già fatto giustizia.

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16 marzo 2015

La fede e i “cristianesimi perduti”

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Molti parlano di tanti “cristianesimi” nel primo e nel secondo secolo, cercando di mettere sullo stesso piano gnostici e cristiani. Ma il depositum fidei è quello di derivazione apostolica e, guarda caso, è l’unico che ci è arrivato. Sono quei testimoni che hanno vinto la sfida della storia, e la testimonianza è tutto, può essere coadiuvata ma non sostituita dallo studio storico. Non esiste una opzione di fede per quei cosiddetti cristianesimi perduti. Sono solo curiosità storiche, possono essere utili alla fede solo perché fanno comprendere meglio storicamente le origini. Pensare di dover recuperare qualcosa di perduto è già fuori dalla dinamica reale della fede.
Ogni soluzione alternativa alla tradizione elimina Cristo o lo depotenzia così tanto da renderlo inutile o comunque da non rendere ragione dello sconvolgimento che ha creato. E questo non rendere ragione, mi spiace, ma non è storicamente rigoroso. Qualcuno vorrebbe trasformare la storia dei primi secoli in un gioco combinatorio. Basta che ogni tessera del mosaico sia plausibile in sé e poi possiamo divertirci a chi trova la combinazione più originale e arguta. Va bene tutto, tranne il Vangelo. È ancora come allora: scandalo per i giudei, stoltezza per i pagani.


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