Io l’ho detto subito che la vicenda degli autobus avrebbe regalato molte soddisfazioni e che non era il caso di rispondere con iniziative ugualmente tristi di segno opposto. Una volta tanto, all we need is popcorn: altri stanno facendo il lavoro sporco, e lo fanno egregiamente.
Ad esempio Leonardo, uno distante da me ma che leggo sempre volentieri, mette “a post” la presunzione ateistica che ha invaso la blogosfera nelle ultime settimane. Lui si stupisce di aver suscitato molte reazioni polemiche tra gli atei e nessuna o quasi tra i credenti, ma in realtà per come stanno andando le cose non c’è proprio nulla di strano. Divertente, e molto istruttivo, vedere un marxista che prende gli atei a ceffoni. Da leggere e meditare: non c’è dubbio che per un credente è molto più stimolante il confronto con una posizione così che con tante altre.
2 febbraio 2009
Leonardo c’è
16 dicembre 2008
Buon capodanno ai suonatori
Il cantautore Federico Sirianni, che seguo da tempo, chiede ai musicisti non professionisti di non suonare a capodanno per lasciare spazio a chi di musica vive e per la musica rischia.
Non è una difesa corporativa, è una richiesta garbata di ossigeno, di spazio vitale. Sono pienamente solidale, anche se confesso che un po’ di anni fa anch’io ho suonato a capodanno. Ma ho almeno due attenuanti: non lavoravo ancora; accompagnavo indegnamente ma con il massimo impegno di cui ero capace un vero professionista, o meglio uno che lo sarebbe diventato e che all’epoca cominciava a cercare, appunto, quello spazio vitale necessario per esprimersi.
È un mondo a parte quello dei musicisti e degli artisti che girano come trottole per accumulare abbastanza serate e scritture per vivere. Sappiamo che in Francia hanno tutele che qui anche i più bravi si sognano. In Italia (ma non solo, a essere onesti) c’è questa idea malata di ritenere la musica un passatempo o una roba per geni. Che sia un lavoro normale che dà il pane a un esercito di sconosciuti è un concetto che non entra facilmente in testa, eppure è la realtà.
L’appello di Federico è una di quelle questioni che mi piacerebbe vedere discutere e propagarsi di blog in blog. È il contesto adatto. Oltre che ai musicisti dilettanti l’appello è rivolto ai clienti – spettatori che possono orientare la loro scelta sui locali che scritturano veri musicisti. Che gli imprenditori facciano un po’ anche gli impresari, come quelli di una volta che magari spremevano i loro artisti ma li sapevano riconoscere e scegliere. Lo facciano almeno in una delle poche notti dell’anno in cui se lo possono permettere, visti i conti che presentano per cenoni che spesso hanno ben poco di diverso da una qualsiasi altra serata al ristorante.
Che ne pensate? Siete d’accordo?
aggiornamento del 17 dicembre
questo è il testo dell’appello:
cari dopolavoristi, musicisti dilettanti (e lo dico con l’accezione più positiva e serena del termine),
scrivo per invitarvi a NON suonare a capodanno, anzi a disdire i vostri accordi con qualsivoglia locale, ristorante, enoteca, club.
a torino e in tutta italia ci sono centinaia di musicisti professionisti, gente che ha studiato anni, che ha alle spalle una gavetta e una trafila mostruosa che quest’anno (soprattutto quest’anno) si trova a piedi in uno dei pochi momenti in cui c’è la possibilità di avere un cachet decente che permetta qualche mese di sopravvivenza in un periodo estremamente critico.
lo dico tra l’altro – giusto per non equivocare – dalla mia posizione privilegiata perchè, per quel che mi riguarda, un ingaggio l’ho trovato, e quindi non sono coinvolto personalmente.
ma moltissimi amici musicisti si sono visti scavalcare da gruppi di dilettanti che contribuiscono a distruggere ulteriormente il mercato, proponendosi a cifre irrisorie, se non addirittura gratuitamente o in cambio della cena o dello spumante.
ora, cari dopolavoristi, visto che bene o male – avendo un lavoro – il vostro stipendio vi viene bonificato mensilmente in banca e i più fortunati s’intascheranno anche la tredicesima, già che durante tutto l’anno solare prendete a colpi di mannaja l’asfittico mercato della musica dal vivo suonando quasi a gratis, almeno a capodanno statevene a casa con le vostre famiglie, i vostri figli, festeggiate con gli amici, sbronzatevi, ma lasciate lavorare chi questo lavoro lo fa sul serio e vive di questo.
cordialmente vostro
federico sirianni
2 ottobre 2008
Come avremmo potuto essere


Questo yearbookyourself è a dir poco spassoso… :-D
Le foto sopra mi ritraggono nelle versioni Willow Bend 1970 e Sun Valley 1976.
Poi ci sono molte altre possibilità: una ventina di stili diversi dagli anni 50 in poi, ma devo trovare degli originali adatti. E naturalmente non pubblico le prove che ho fatto con le foto degli amici, le manderò ai diretti interessati.
1 ottobre 2008
Predestinata al blog
Vi presento una donna piena di poesia e di saggezza, di passioni e di risorse. Una che ha il gusto del racconto e l’etica del lavoro nel territorio, che non ha mai dubitato che Agostino e il tirar tardi tra Liguria e Versilia possano andare perfettamente a sincrono nello stesso cuore, come sistole e diastole.
Un pensiero banale, arrancando dietro al polimorfismo di Sara per ridurlo in qualche modo a una categoria tranquillizzante, potrebbe forse sentenziare che è nata nell’epoca sbagliata. Io che ho in uggia sia i nostalgici di sto mondo antico sia i postmoderni di sto nuovo che avanza, dico che è un’epoca inutile che verrà dimenticata qualsiasi epoca non si predisponga ad accogliere e valorizzare sguardi come il suo. Il problema è del tempo, non è di Sara. E non so, davvero, quale epoca sia mai stata davvero degna di lei. Io sono contento di essere suo contemporaneo e considero un onore essere suo amico.
Un particolare: l’asino nella foto non è un asino che ha incontrato per caso il giorno del suo matrimonio. È il suo asino, invitato al suo matrimonio :-)
22 luglio 2008
La coop sarai tu
Nomino la pubblicità radiofonica e televisiva della Coop, che usa jingle costruiti sulle note di Si può dare di più, una delle più brutte di tutti i tempi.
Non ho trovato gli orrendi testi in rete: meglio, il tempo farà giustizia. Però ho trovato questo. Niente a che vedere con repertori favolosi come spot80 (o con le indispensabili news di pubblicitalia), ma utile: scarne e aggiornate informazioni sulle musiche usate nelle pubblicità, originali o no.


