Prima di farmi traviare dai ritmi caraibici, ai quali devo moltissimo della qualità di vita degli ultimi anni, avevo provato a imparare il tango. Ho provato tre volte in diversi momenti e non sono mai riuscito a ingranare. Ma so o credo di sapere perché, e penso che sia soltanto un appuntamento rimandato: prima o poi troverò le circostanze giuste che mi faranno ingranare.
Non sarò più forse abbastanza giovane da vagabondare un weekend sì e uno no per l’Europa con l’obiettivo, o il magnifico pretesto, di partecipare a qualche Tango Marathon o a qualche Tango Festival, ma sono sicuro che mi divertirò e imparerò qualcosa di nuovo su di me e sugli altri, perché la danza a qualsiasi livello porta sempre di questi regali a un’esistenza che abbia l’umiltà di farsi ridefinire dai movimenti e dagli accadimenti.
E allora potrò usare proficuamente Milongaheads, un bel servizio web che è nato da pochi giorni e quindi è ancora in fase di lancio, ma per quando frequenterò assiduamente la milonga sarà affermato e conosciuto da tutte le comunità europee di tango.
Un bel progetto, un giusto incontro tra informazioni organizzate e aggregazione in stile social. La regia è italiana, ma opera in ambiente londinese.
Prima che sia troppo tardi (perché il 14 febbraio non posso scrivere nulla) devo segnalare alcune chicche dalla rete per San Valentino, per ridurre almeno un poco il senso di colpa che mi consuma per le numerose delusioni che infliggo in questi giorni ai miei visitatori. 

