Cronachesorprese

4 novembre 2014

All’ultima piuma

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Ecco un altro mostro sacro del giornalismo italiano che mi convince sempre meno. Milena Gabanelli con il servizio su Moncler e i maltrattamenti alle oche mandato in onda domenica sera ha fatto nuovamente il botto. Tutti ne parlano, tutti discutono, molti litigano. La Moncler, dopo quasi 24 ore di silenzio, ha risposto con una smentita e annunciando naturalmente di ricorrere alle vie legali.

Non so quali saranno gli sviluppi, ma mi chiedo: è più probabile che l’azienda, (che ha subito un crollo del titolo alla riapertura di Piazza Affari) stia mentendo per tentare di arginare nell’immediato le perdite o che Report abbia indebitamente associato il filmato delle oche spiumate all’azienda? In ogni caso, è così difficile per una redazione giornalistica del livello di Report costruire i servizi in modo da evitare contestazioni elementari da parte dei potenziali danneggiati? A me sembra che, come altre volte, il desiderio di sollevare un caso prevalga su ogni altra considerazione. Cosa c’è dunque di davvero diverso, in definitiva, tra Report e un qualsiasi talk show costruito per far litigare qualcuno?

Aggiornamento del 5 novembre

El Mariachi offre un’analisi approfondita dal punto di vista del marketing, che mette bene in evidenza la finta ingenuità di Report.

17 ottobre 2014

L’ultras dei fatti

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E così anche Marco Travaglio finisce nell’insieme di quei tanti, da lui spesso bersagliati (e spesso, non sempre, a ragione), che non accettano le critiche e le risposte documentate. Ha dato un grande contributo ad alzare il livello del giornalismo italiano, non c’è dubbio. Però evidentemente in Italia è davvero difficile per tutti sottrarsi alla gazzarra tra tifosi e considerare i “fatti” senza fare propaganda politica o demagogia antipolitica.

Sull’alluvione ancora non voglio scrivere. Anche senza danni l’ho sofferta, forse più dell’altra volta e forse perché ripetuta dopo così poco tempo. Devo ancora metabolizzare.

Aggiornamento

Questo filmato è più completo e fa capire meglio:

4 ottobre 2012

Schifani, il Tg1 e le conferenze stampa coreografiche

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Grazie a Valigia blu per l’ospitalità :-)

24 aprile 2012

Ruby facts

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Non si sottolineerà mai abbastanza il potere di selezione sui fatti che hanno i giornali. Possono essere anche dettagli e possono forse cambiare poco, ma se un dettaglio va contro l’impostazione editoriale della testata su una vicenda, e soprattutto se il dettaglio richiederebbe un approfondimento o almeno una riflessione, il dettaglio rischia l’omissione o la censura.

Ieri il sito di Repubblica ha (ri?)pubblicato l’intercettazione in cui Karima el Mahroug, meglio nota come Ruby, parla con un’amica all’indomani dello scoppio del caso che la riguarda. Cose non nuove. Il Giornale fa un’ipotesi sul perché siano state riprese adesso, ma non è questo che mi interessa. Ciò che voglio sottolineare è altro e, beninteso, non è strano, ma vorrei che facesse strano: Repubblica e altri giornali non hanno messo in evidenza nei titoli e negli articoli il passaggio dell’intercettazione in cui Ruby nega di aver fatto sesso con l’allora Presidente del Consiglio. Se il materiale non è nuovo e non fa notizia, allora perché ritirarlo fuori? Se invece fa notizia, perché non mettere in evidenza tutti gli elementi obiettivamente notiziabili, compreso quello? La stessa domanda se la fa Linkiesta, testata online non certo tenera con i politici di qualsiasi schieramento.

Ma almeno Repubblica l’intercettazione la fa sentire. Il Fatto quotidiano di oggi invece, a pagina 8, riportando ampi brani della trascrizione omette proprio quella frase, così:

Torna come un’ossessione il riferimento ai soldi. Ad Antonella: “Vado a casa sua. Siamo amici da un anno. Solo che la gente pensa al male perché vedono una ragazza bella che va a casa di Silvio, lui che la riempie di soldi, perché ogni settimana mi dava 47mila euro (…). Come amante di Berlusconi, le ho detto, è una fortuna incredibile… Lui è pazzo per me in questo momento”.

Subito dopo quel (…) Ruby dice: “dicono perché fa tutto questo per lei, perché comunque avrà avuto qualche cosa, avrà fatto sesso. Non è così”.

Quell’inciso sarà anche poco credibile, ma perché non riportarlo? Forse perché non si può riportare senza dare una spiegazione. Le spiegazioni possono essere diverse, ma il particolare in sé è interessante. Solo che lo spazio necessario alla spiegazione è spazio sottratto alla linearità di una tesi.

Trovo curioso che “Il Fatto” abbia tutte queste attenzioni per le tesi.

15 febbraio 2012

Il corollario di Murphy sulla notizia

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L’enunciato potrebbe essere: “Se qualcosa per qualcuno non va più male, non è notiziabile”. Oppure: “la notiziabilità di un fatto che è a favore dei bersagli preferiti di un giornale è inversamente proporzionale alla frequenza e alla grandezza dei titoli che si sono dedicati precedentemente alle cattive notizie contro gli stessi bersagli”.

Oggi viene naturalmente voglia di dedicarsi alla lettura di giornali inutili che secondo qualcuno andrebbero chiusi. Come sa chi frequenta questo blog, io ho un debole per i giornali inutili come Avvenire. Talmente inutile che è l’unico in Italia a dare la notizia dell’archiviazione di una delle cause scaturite dal caso Murphy. Che roba è? Oggi dire “caso Murphy” non evoca quasi niente, fa pensare giusto a una legge che prima o poi qualcuno dovrà riconoscere come scientifica. Ma due anni fa i titoli dei principali giornali italiani erano tutti per una delle cause scaturite da quella vicenda, come sottolinea giustamente Gianni Cardinale nel suo pezzo pubblicato sul superfluo sito dell’inutile giornale. Dove è finita quella notizia? Semplice, ora che il caso è archiviato non serve più. Non si possono più fare quei bei titoloni contro Ratzinger e il Vaticano. Peccato.

Da una rapida ricerca su Google News, negli ultimi due giorni oltre ad Avvenire e a Radio Vaticana hanno parlato di questa faccenda soltanto Tempi e tre testate online, Notizie Radicali, Giornalettismo e Blitz Quotidiano. Complimenti a tutti gli altri, in particolare a Repubblica che due anni fa guidava la rivolta degli indignados e oggi censura bellamente la notizia. Quali sono i giornali inutili? Solo Celentano può dirlo?

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