Cronachesorprese

8 gennaio 2008

Se potessi avere 1000 caffé al mese

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Mi ero scelto la droga più a buon mercato sulla faccia della terra. Ma se va avanti di questo passo prima o poi mi converrà davvero passare alla coca :-D

28 dicembre 2007

Starbucks vs tazzulella

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Un articolo del corrispondente italiano del Financial Times, ripreso anche dal Corriere della Sera, spiega perché a suo parere Starbucks non sbarcherà ancora in Italia.
Del frappuccino non m’importa nulla. E sono anche contento di apprendere che la penetrazione delle multinazionali in Italia non è mai stata facile: vuol dire che la differenza fondata sulla qualità vera riesce ancora a vincere. Ma per motivi analoghi mi dispiacerebbe che Starbucks rinunciasse all’Italia.
È naturale che la concorrenza dei baristi italiani sia insuperabile per la multinazionale. Ma lo slow coffee alla Starbucks è un’altra cosa, e non ha nulla di disprezzabile. In Italia non potrebbe mai posizionarsi come leader nel mercato del caffé da bar: anche se offrisse un espresso paragonabile per qualità e velocità di produzione a quello dei nostri bar sarebbe in controtendenza con la sua filosofia di caffetteria confortevole, in cui il caffé è al centro di un servizio che punta a tenere i clienti nel locale, non a farli ammucchiare al banco per un consumo istantaneo.
Non sarebbe neanche un prodotto di nicchia. Si assesterebbe in una fascia media. Sarebbe frequentato dagli italiani che all’estero imparano ad apprezzare lo stile Starbucks (tra i quali c’è chi è convinto che sia solo questione di tempo) e dai turisti, all’inizio. Uno Starbucks nel centro di Firenze o di Roma non avrebbe problemi. Non sarebbe pensabile invece una diffusione capillare come quelle che vediamo nelle città inglesi o tedesche. Non male: prenderemmo il meglio dell’esperienza Starbucks ed eviteremmo gli aspetti più deleteri di colonizzazione commerciale. Ma un obiettivo così, evidentemente, è troppo piccolo per un colosso di quelle dimensioni. La presenza si ridurrebbe a un investimento pubblicitario, alla creazione di pochi locali “bandiera”, avamposti nel territorio “nemico” occupato dalla poco scalabile italianità dei baristi.
La cosa curiosa è che l’idea che ha rivoluzionato il consumo di caffé in America è venuta a un americano in Italia.

15 ottobre 2007

La pubblicità perfetta

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il cacciatore de niroQualche giorno fa un amico che conosco da tempo mi ha parlato di un servizio offerto attraverso internet. Me ne ha parlato bene, mostrandomi il prodotto che ha confezionato e comprato attraverso il servizio. Lo ha fatto con tanta convinzione e con così evidente soddisfazione che in pochi minuti le persone presenti hanno cominciato a fare domande sul servizio, sulle sue caratteristiche, su cosa permette di fare, e solo marginalmente sui costi, che comunque non sono eccessivi e sono ampiamente giustificati dal prodotto.
Ho pensato che quella conversazione tra amici non avrebbe potuto essere ripresa come uno spot perché il passaggio su un mezzo di comunicazione l’avrebbe falsificata; ma come situazione reale era una pubblicità perfetta. Non c’è migliore pubblicità di quella che può fare un cliente soddisfatto, almeno per prodotti che hanno bisogno di posizionarsi in un ambito locale o in una nicchia.

Ad ogni modo, poiché conosco bene il mio amico, poiché l’ho visto davvero contento e mi è piaciuto molto il prodotto che mi ha fatto vedere, ho deciso di fare un esperimento di marketing tendenzialmente teologico. Consiglio il servizio senza averlo mai provato e senza mai aver visto neanche il sito, anzi aspetto il feedback di qualcuno per andarlo a vedere. Non è un consiglio fideistico, perché ho visto, sono testimone della bontà del prodotto e della soddisfazione che ha generato. Scommetto, mi prendo un rischio, ma non è un rischio irrazionale.

Il sito è rikordaonline.it. Fatemi sapere :-)

17 settembre 2007

Avena d’oro

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Un CD di Cristina D’Avena venduto a 1210 euro. Io non sono in grado di capire. Qualcuno mi spieghi come può accadere.
Queste aste probabilmente funzionano come le compravendite d’azioni. Compri il valore dell’azione, che poi siano scarpe o pozzi di petrolio non fa differenza.
Però non capisco ugualmente. Sarà raro quanto si vuole, ma come fa un CD di Cristina D’Avena a raggiungere quel valore?
Io non diventerò mai ricco, perché non capisco.

19 giugno 2007

Stipendi alla griglia

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Oggi al mercato orientale di Genova ho visto su un banco di pesce fresco i gamberoni rossi a 95 euro al chilo. Non sono abituato a comprarli, ma mi sembra tanto. Erano bellissimi, eh. Però una grigliata quanto verrebbe a costare?

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