Cronachesorprese

8 settembre 2018

Attività del giorno

Filed under: Daily — alessandro @

Ciò che fa nascere la fede, ciò che la sostiene e la nutre è sempre e soltanto una testimonianza credibile. È la dinamica umana descritta nel Vangelo, l’annuncio della Resurrezione portato dalle donne: alcuni credono e corrono al sepolcro. È sempre e solo questo che trasmette la fede, nient’altro. Poi le occasioni in seguito alle quali uno comincia a essere attento alla testimonianza possono essere le più varie, spesso curiose e strambe, ma il punto è quello. Io devo la mia fede a persone che mi hanno mostrato, con la loro vita, che essere cristiani è una cosa grande. Lo devo a mio padre e mia madre, lo devo alla mia maestra delle elementari, a un frate francescano (mancato il mese scorso) che ho conosciuto da bambino e che in momenti precisi della vita mi ha aiutato e mi ha dato una testimonianza davvero grande di come la fede può trasformare la vita, lo devo a una clarissa di clausura che è entrata in convento quando avevo sedici anni (io andai a vedere il rito di accoglienza e rimasi profondamente colpito: aveva qualche anno più di me, era bella, allegra, piena di gioia di vivere e così è rimasta), lo devo a un terziario domenicano che mi ha fatto appassionare alla filosofia cristiana, lo devo agli amici della parrocchia che mi hanno fatto compagnia durante gli anni della scuola, lo devo ad alcuni amici che ho conosciuto durante gli studi all’università che mi hanno permesso di approfondire culturalmente il cristianesimo in quegli anni cruciali e bellissimi e di capire (definitivamente, togliendo di mezzo ogni dubbio in proposito) che la fede non è in contrasto con la ragione, lo devo all’esperienza dei cammini per Santiago, Roma e Gerusalemme e alle persone che ho incontrato in quelle occasioni. È vero che l’esperienza è simile a quella di un innamoramento e, come una storia d’amore, poi deve affrontare e superare i suoi periodi di routine e di fiacca. Però è qualcosa che mette addosso un desiderio enorme di ricerca, di approfondimento, di relazioni. Io sono curioso di conoscere e di incontrare altri perché ogni volta che parlo con qualcuno cerco di capire come Cristo muove quelle vite, quei cuori. Per quanto riguarda i segni, succede proprio come nell’innamoramento: tutto diventa segno che rimanda all’affetto che sta invadendo la vita. Non perché il credente sia un visionario, ma perché tutta la realtà è oggettivamente segno dell’amore e della potenza di Dio e occasione per andare verso di lui, ma cominciamo a vederlo solo quando siamo coinvolti dentro a una dinamica di amore, di interesse umano, di impegno, di passione. Potete anche pensare che non c’è nulla di diverso da come si vive una qualsiasi grande passione. Io non credo che sia la stessa cosa, ma ognuno può parlare solo dall’interno della propria esperienza e può dire: è così, provate. Vai


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