Cronachesorprese

16 dicembre 2014

C’è un giudice a Napoli

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Finalmente è arrivata la condanna per gli aggressori della ragazza di Napoli picchiata da alcuni energumeni per aver preso le difese un amico gay nel corso di un’aggressione. Ci sono voluti cinque anni, troppi vista la gravità e l’evidenza dei fatti, ma per come va la giustizia in Italia poteva andare peggio.
Una buona notizia anche per un altro motivo: il DDL Scalfarotto è inutile :-)

15 dicembre 2014

Accorpamento delle regioni

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nuove regioni italiane

Non male come proposta. Ma le motivazioni date dai rappresentanti del Pd per la legge di revisione costituzionale non mi convincono. Le regioni andrebbero ridotte perché “sono diventate protagoniste di fenomeni non positivi nella vita pubblica”, dicono. Guardando l’ipotesi di accorpamento, invece, mi sembra che la logica sia quella di avvicinare le regioni italiane alle macroregioni europee. Per una volta saremmo all’avanguardia nel continente.

Non ho molti dubbi che una cabina di regia regionale unica tra Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta funzionerebbe meglio. Per limitarmi naturalmente alla situazione che conosco bene. Negli ultimi quindici anni la politica regionale è stata fatta prevalentemente con la programmazione europea: la “Regione alpina” sarebbe molto più competitiva.

Continuo a pensare che gli sprechi siano soprattutto a livello centrale. I consigli regionali in questo inizio secolo non hanno dato prova di grande moralità pubblica, ma questo non è un buon motivo per ridurne il numero. Penso invece che l’accorpamento sia un aiuto a politiche regionali più efficienti. Non sarei invece favorevole alla loro abolizione, come chiede qualcuno.

9 dicembre 2014

Dieci (e non più dieci?)

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E così sono arrivato all’anno dieci di CronacheSorprese.

Rileggendo i primi articoli, poi quelli del periodo di maggiore flusso dei contenuti e dei visitatori (2007-2008 direi), e infine quelli del periodo ancora successivo si vede il tempo che è passato. Sono cambiato io e soprattutto è cambiato il web. La frequenza dei post è diminuita molto ed è ferma da tempo ben sotto la soglia dell’aggiornamento occasionale.

Ho pensato molto nel corso di tutto quest’anno a cosa fare. Mi dicevo: per il 9 dicembre 2014, giorno del decennale, o chiudo o rilancio in grande stile.
Come spesso mi capita, ho preso una decisione che sta a mezzo tra questi due estremi.
Chiudere… proprio non ce la faccio. Rilanciare è fuori dal tempo.

Vi svelo un segreto. In realtà sto usando Cronachesorprese molto più di quanto si veda. Lo uso come repository di appunti digitali, ma ormai raramente gli appunti in bozza diventano un post pubblico. Continuerò a usarlo così, prevalentemente come blog di archivio o di riporto di conversazioni che in realtà si svolgono da altre parti. Non starò a rivedere e tornire pensieri o frammenti prima di pubblicarli. Userò un criterio più largo. Quindi, paradossalmente, forse pubblicherò di più su questo blog lavorandoci di meno. Anzi, andrò anche indietro nel tempo per rivedere e pubblicare diverse bozze, storicizzandole (*). Ma rimane la fotografia di un periodo della mia vita che ritengo concluso. Questo blog mi ha appassionato. C’è un pezzo importante di me qui dentro. Ma ormai faccio fatica ad aggiornare. E non perché mi manchino le cose da dire, ma perché mi rendo conto che l’idea di comunicazione che avevo affidato dieci anni fa a questo blog ha fatto il suo tempo.

La mia energia è altrove. Sto progettando. Tra pochi giorni comincerò la mia cinquantesima rivoluzione terrestre, quindi tra un anno e pochi giorni avrò compiuto cinquant’anni. Ho un elenco di “before fifty” aperto qualche anno fa che sto spuntando con discreto successo. Non lo esaurirò, ma mi sento di dire che molte caselle importanti saranno spuntate. Tra queste, sento che è giusto lasciare Cronachesorprese nei primi cinquanta. Almeno come progetto di punta nella costruzione di quella “identità digitale della persona” che rimane la vera sfida, a mio modesto parere, della comunicazione attraverso il web. Questa idea l’avevo abbastanza chiara già nel dicembre 2004, ma scrivere qui mi è servito ad applicarla e articolarla.

Non è chiusa la mia esperienza con i blog. Intanto rimane aperto Ontheroadnews, almeno fino a… Gerusalemme (poi si vedrà anche per quello). E poi ne aprirò altri. Non so quando precisamente, ma saranno legati a nuovi progetti. Diciamo che il blogging non avrà più la centralità che aveva nella mia testa alla fine del 2004. Però i blog nuovi ci saranno, e probabilmente saranno più d’uno.

Ringrazio tutti gli amici più cari che mi hanno seguito e, spero, continueranno a sbirciare qui ogni tanto. I commentatori assidui e quelli che mi hanno sempre letto in silenzio. Quelli che hanno discusso, quelli che sono entrati in polemica con me, quelli che hanno ingaggiato magnifici duelli a distanza. Voglio bene a tutti, nessuno escluso. Voglio bene a mio modo, a sorpresa.

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(*) Per non barare identificherò i “post a posteriori” classificandoli in una categoria apposita, “Cronache ribattute” e specificando in calce la data reale di pubblicazione

24 novembre 2014

Candidate la piadina

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Non basta più neanche la gnocca. Per riportare gli eredi di Don Camillo e Peppone alle urne ci vuole qualcosa di ancora più elementare, che metta tutti davvero d’accordo. Ma rimettete le preferenze. Se no anche la piadina non potrà arrestare questa emorragia di voti. Almeno la piadina si potrà scegliere o dobbiamo mangiare obbligatoriamente quella decisa dalle segreterie?

Capolista: Squacquerone e rucola
Numero due: Salamella e crauti
Numero tre: Crudo di Parma e mozzarella

Seriamente: 769.336 voti in meno al Partito Democratico in Emilia Romagna. Il raffronto è con le ultime europee di maggio. Affluenza crollata al minimo storico nella storia repubblicana. Qualcuno dice che il raffronto con le europee non è proponibile, ma non sono di questo avviso. Se i voti fossero aumentati sarebbe un conto, ma sono diminuiti. Le europee hanno sempre avuto meno affluenza rispetto a qualsiasi altra consultazione.

E siamo a novembre, quindi niente scuse balneari o di altro genere.

E siamo in Emilia Romagna, dove la partecipazione è sempre stata più alta rispetto alla media italiana e dove il maggior partito della sinistra non ha mai avuto grandi problemi se non per una parentesi a inizio millennio nel capoluogo.

E sono elezioni amministrative, nella regione che nei luoghi comuni della propaganda è quella della buona amministrazione della sinistra.

Qualcuno ha ancora voglia di usare il bilancino? Allora spingiamo lo sguardo un po’ più in là e contempliamo la china discesa in 44 anni. Affluenza alle urne per le regionali in Emilia Romagna, campionamento ogni dieci anni:

1970: 96,59%
1980: 94,49%
1990: 92,98%
2000: 79,72%
2010: 68,07%
2014: 37,67%

Clamoroso. Inspiegabile. Anche tenendo conto delle dimissioni di Vasco Errani (politico peraltro navigato e di valore, non certo il peggio della casta), che hanno portato la Regione alle urne anzitempo.

Più fattori insieme possono aiutare a entrare dentro all’enigma di un crollo verticale di queste proporzioni. Metto tutti quelli che mi vengono in mente oltre alle già citate dimissioni del presidente in carica.
- La fine della luna di miele della base Pd con Renzi, in particolare dopo le bordate contro l’articolo 18
- La perdita di credibilità dell’ente Regione in sé dopo i molti scandali sulle spese pazze in tutta Italia
- Il flop del movimento 5 stelle (284.480 voti in meno): molto probabile che chi non ha rinnovato la fiducia ai grillini non sia tornato a votare
- Il disorientamento totale dell’elettorato di centrodestra (solo Forza Italia rispetto a maggio ha perso 171.473 voti), che attualmente è senza leader e aspetta che qualcuno batta un colpo. L’unico a rispondere in questa occasione è stato Salvini, ma anche la sua è una vittoria per modo di dire: la Lega ha aumentato i voti, è vero, rispetto alle europee, ma ne ha persi comunque oltre 56.000 rispetto alle ultime regionali. Insomma, ha intercettato un po’ di voti in uscita da Forza Italia, tutto qui. Uscita temporanea, probabilmente: dubito che il dato possa essere confermato alle politiche.

Non vorrei essere catastrofico ma questo aperitivo di regionali è, più che un segnale o un colpo di avvertimento, una bella bordata al cuore del fortino del sistema dei partiti. La prima misura di salvaguardia per la capacità di rappresentanza della classe politica dovrebbe essere la riforma immediata della legge elettorale. Ripristinare le preferenze, subito. Se piuttosto i partiti preferiscono rappresentare un terzo risicato degli elettori, senza escludere nuove e devastanti erosioni, si condannano da soli. Certo Renzi che esulta con un calcistico “due a zero per noi” e “asfaltati” non fa ben sperare.

4 novembre 2014

All’ultima piuma

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Ecco un altro mostro sacro del giornalismo italiano che mi convince sempre meno. Milena Gabanelli con il servizio su Moncler e i maltrattamenti alle oche mandato in onda domenica sera ha fatto nuovamente il botto. Tutti ne parlano, tutti discutono, molti litigano. La Moncler, dopo quasi 24 ore di silenzio, ha risposto con una smentita e annunciando naturalmente di ricorrere alle vie legali.

Non so quali saranno gli sviluppi, ma mi chiedo: è più probabile che l’azienda, (che ha subito un crollo del titolo alla riapertura di Piazza Affari) stia mentendo per tentare di arginare nell’immediato le perdite o che Report abbia indebitamente associato il filmato delle oche spiumate all’azienda? In ogni caso, è così difficile per una redazione giornalistica del livello di Report costruire i servizi in modo da evitare contestazioni elementari da parte dei potenziali danneggiati? A me sembra che, come altre volte, il desiderio di sollevare un caso prevalga su ogni altra considerazione. Cosa c’è dunque di davvero diverso, in definitiva, tra Report e un qualsiasi talk show costruito per far litigare qualcuno?

Aggiornamento del 5 novembre

El Mariachi offre un’analisi approfondita dal punto di vista del marketing, che mette bene in evidenza la finta ingenuità di Report.

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