Cronachesorprese

17 giugno 2018

Prospettive dell’obiezione

Filed under: cronache — alessandro @

In questo momento in Irlanda si può. Abortire? Sì, anche quello, ma soprattutto si può calcare la mano contro i cattolici. E puntualmente il Governo lo fa, guarda che strano. Stanno discutendo la legge per regolare gli aborti dopo il referendum e vorrebbero obbligare gli ospedali cattolici a fornire il servizio, fatta salva l’obiezione di coscienza. Come avvenuto in Italia per la legge sulle Dat, l’obiezione potrà essere solo personale e non della struttura, pena la perdita dei contributi pubblici e qualche altro guaio in più.
In Italia sulle Dat il metodo per la risposta l’ha dato il Cottolengo, con una presa di posizione molto coraggiosa. Bisogna notare però che per le Dat è più semplice, perché non occorre prevedere l’organizzazione e la pianificazione di un servizio, come nel caso dell’aborto. Però il principio è simile ed entrambi i casi vanno affrontati dal punto di vista del delicato equilibrio tra Stato e strutture accreditate.
Le richieste di interruzione di gravidanza possono essere tranquillamente soddisfatte dalle strutture pubbliche e dalle convenzionate non cattoliche. Non è un intervento da fare in urgenza, quindi non rientra nei servizi che devono essere garantiti in una zona ristretta. Non so come sia in Irlanda, ma in Italia molti piccoli ospedali mancano di diversi reparti e servizi, anche del pronto soccorso, ma i contributi pubblici naturalmente li ricevono perché danno servizi alla collettività. Un sistema integrato pubblico privato è un sistema in cui il pubblico non arriva a dare tutti i servizi che dovrebbe, e quindi accredita diverse strutture nel territorio perché pubblico statale e privato accreditato, messi insieme, diano tutti i servizi. Il sistema integrato è (o dovrebbe essere) questo, non è un sistema in cui tutte le strutture devono dare tutti i servizi. Già sappiamo qui in Italia che la polemica sugli obiettori è strumentale, perché chi vuole abortire riesce a farlo sempre. Lo Stato non può obbligare il privato a dare certi servizi: se il sistema nel suo insieme ha qualche carenza può magari prevedere degli incentivi, ma se il privato non riesce o non vuole deve provvedere lo Stato.

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16 giugno 2018

Gorgia on my mind

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Uno degli aforismi del sofista Gorgia dice più o meno: “Chi si inganna è migliore di chi non si lascia ingannare”. Mi è venuto in mente guardando un video meschino in cui due burloni chiedono simpaticamente ai passanti di commentare un brano del Corano (che in realtà è un brano della Bibbia). La cosa confortante è che molte delle risposte degli intervistati, nella loro semplicità, sono più intelligenti (“migliori” anche in senso morale, secondo Gorgia) delle parole di quelli che fanno lo “scherzone”. Certo i videomaker hanno scelto accuratamente quali risposte pubblicare, come tagliarle e come montarle. Gli intervistati, pur dicendosi cristiani, non conoscono la Bibbia e non hanno preparazione sufficiente per parlare di come la Chiesa legge e interpreta la Bibbia, e questo è un problema, lo sappiamo. Però quando dicono: “è un’altra cultura”, “per me è sbagliato uguale, anche se lo dice la Bibbia”, “Papa Francesco ha detto qualcosa di diverso e io credo a lui” dicono cose sostanzialmente giuste e in linea con gli insegnamenti della Chiesa, e anche se hanno la regia contro spediscono sostanzialmente a casa i burloni ricoperti moralmente di pece e piume.

13 giugno 2018

Il metodo Buttiglione

Filed under: cronache — alessandro @

Rinfreschiamo un po’ la memoria, sta per tornare il metodo di un’infamia vecchio stile. Per fortuna mi sento ancora più libero, se possibile, di quattordici anni fa e non mi farò condizionare da niente e da nessuno nel valutare giorno per giorno l’operato del Governo. Che non mi piace. I moralisti però mi piacciono ancora meno.

7 giugno 2018

Domanda un po’ fiscale

Filed under: cronache — alessandro @

Ma se il principio è “chi guadagna di più risparmia di più e investe di più”, perché non legare (in diversi casi non “lasciare legati”) gli sconti fiscali agli investimenti effettivi documentati?

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3 giugno 2018

Se il buongiorno si vede dall’arcobaleno

Filed under: cronache,Il postulante de-genere — alessandro @

Chi riporta le parole di un altro tagliandole in modo da non farne capire il senso non ha mai ragione. Anche se l’altro fosse un criminale. Figuriamoci se è soltanto un ministro.
Per non parlare poi di chi riprende lo stesso studiato fraintendimento sui social, sapendo che è un fraintendimento voluto, e ci fa ironia e/o polemica sopra. Mi costringono a difendere un governo che probabilmente non mi piacerà ancora prima che si metta a lavorare. Un minimo di onestà intellettuale si potrà mai avere in questo paese?

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Aggiornamento del 10 giugno

Il Ministro Fontana è nel mirino dei moralisti. La settimana scorsa i titoli fallaci sulle sue dichiarazioni riguardo alla famiglia arcobaleno. Ora invece circola un video, uno spezzone da un suo discorso in piazza a una manifestazione di partito dell’anno scorso, in cui dice: ““Vogliamo un’Europa dove il matrimonio sia tra una mamma e un papà e i bambini vengano dati a una mamma e a un papà. Le altre schifezze non le vogliamo neanche sentire nominare”.
Le parole sono forti ma condivisibili, in quanto sono chiaramente rivolte contro le adulterazioni del matrimonio, della paternità e della maternità, non contro le preferenze sessuali individuali e la scelta del partner. Io forse non avrei usato il termine “schifezze” (bisogna levare le scuse agli avversari), ma sono ugualmente contrario all’equiparazione dei matrimoni alle unioni civili e alla promozione di questa idea assurda di genitorialità neutra che una cultura precisa, che non ha nulla di progressista, vorrebbe mettere al posto della paternità e della maternità.
Buttiglione, ormai molti anni fa, fu fatto oggetto di una violenta campagna di delegittimazione su un “I may think”, nel contesto di un discorso in cui sostanzialmente diceva che avrebbe tenuto fuori le proprie convinzioni morali personali dal ruolo per il quale era candidato in Europa. Già in quell’occasione fu chiarissimo che erano proprio le sue convinzioni sotto processo, non la sua politica. Allora forse farà bene Fontana a parlare di “schifezze” anche da ministro: tanto verrà attaccato comunque a livello personale. Pochi avranno voglia di fare la doverosa distinzione che ho fatto io: è così comodo gridare all’omofobia, questa nuova astrazione che è una delle varianti più aggiornate di “nemico del popolo” e che suona sempre di più come intimidazione. Fate pure. Rimango volentieri fuori dal coro.

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