Cronachesorprese

27 gennaio 2015

Cronache professionali

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Oggi Roma era splendida, e splendida è stata la mia giornata romana. Passare l’esame da giornalista non è impresa titanica come a volte la dipingono (non è neanche una passeggiata). Però in una storia personale può voler dire tanto. E nel mio caso è così. Questo riconoscimento è il compimento di un percorso durato oltre vent’anni. Ho dovuto affrontare molte difficoltà. Ma la più grande è stata evitare, ignorare, contrastare i cinici e i disfattisti. Quelli che non hanno un obiettivo per sé e per questo si dedicano, a tempo perso, a distruggere quelli degli altri. Per questi non c’è, non ci sarà più spazio nella mia vita e nel mio lavoro.

Sì, Roma era splendida. Ho vagato per il centro ancora imbambolato per la soddisfazione. Ho incrociato casualmente politici e giornalisti molto noti: sono giorni di grande fermento per l’imminente elezione del Presidente della Repubblica e la Roma del potere offre quel suo spettacolo unico e inimitabile della politica che scende dalla poltrona e invade la strada. Un’animazione quasi teatrale che si replica con qualche variazione da 2500 anni. Ho la fortuna in questo momento di guardare tutto questo da una prospettiva diversa. Lo vedo come un benvenuto, come un invito al lavoro. Non mi occuperò di scenari così grandiosi, ma nel mio piccolo in quel racconto collettivo che è il giornalismo ci saranno anche i miei two cents. Dovessi metterci altri vent’anni a raggranellarli e a gettarli nel calderone.

11 gennaio 2015

Matti reloaded

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Oooh, cominciavo a sentire un po’ di nostalgia del genuino e ruspante complottismo. L’11 settembre 2001 e tutta la fiction complottarda degli anni successivi sono ormai acqua passata, oggi i matti li abbiamo in parlamento. Non i parlamentari ma qualcuno molto vicino a loro sostiene oggi che attorno alla sede di Charlie Hebdo era stato allestito una specie di set cinematografico. Gagliardo questo Salvo Mandarà, promette bene.

Non voglio sembrare sarcastico. Di più: sono incazzato, perché mi immedesimo con chi potenzialmente può essere offeso da queste baggianate. A questi geni non sfiora neanche il pensiero che soltanto qualche giorno fa in quel set cinematografico sono morte dodici persone. Però via, tutti hanno diritto di esprimere le loro convinzioni. Vorrei solo che dimostrassero di essere, appunto, convinti sostenitori di qualcosa che assomiglia a un’interpretazione di dati reali e non squallidi speculatori sulla grande impressione che i fatti di Francia hanno suscitato sull’opinione pubblica. Allora direi che la questione si risolve salomonicamente in questo modo: Mandarà si fa un bel viaggetto in Francia, suona alla porta della famiglia di Ahmed Merabet e ripete pari pari davanti a moglie, figli e parenti tutti del povero poliziotto le sue brillanti deduzioni.

16 dicembre 2014

C’è un giudice a Napoli

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Finalmente è arrivata la condanna per gli aggressori della ragazza di Napoli picchiata da alcuni energumeni per aver preso le difese un amico gay nel corso di un’aggressione. Ci sono voluti cinque anni, troppi vista la gravità e l’evidenza dei fatti, ma per come va la giustizia in Italia poteva andare peggio.
Una buona notizia anche per un altro motivo: il DDL Scalfarotto è inutile :-)

15 dicembre 2014

Accorpamento delle regioni

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nuove regioni italiane

Non male come proposta. Ma le motivazioni date dai rappresentanti del Pd per la legge di revisione costituzionale non mi convincono. Le regioni andrebbero ridotte perché “sono diventate protagoniste di fenomeni non positivi nella vita pubblica”, dicono. Guardando l’ipotesi di accorpamento, invece, mi sembra che la logica sia quella di avvicinare le regioni italiane alle macroregioni europee. Per una volta saremmo all’avanguardia nel continente.

Non ho molti dubbi che una cabina di regia regionale unica tra Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta funzionerebbe meglio. Per limitarmi naturalmente alla situazione che conosco bene. Negli ultimi quindici anni la politica regionale è stata fatta prevalentemente con la programmazione europea: la “Regione alpina” sarebbe molto più competitiva.

Continuo a pensare che gli sprechi siano soprattutto a livello centrale. I consigli regionali in questo inizio secolo non hanno dato prova di grande moralità pubblica, ma questo non è un buon motivo per ridurne il numero. Penso invece che l’accorpamento sia un aiuto a politiche regionali più efficienti. Non sarei invece favorevole alla loro abolizione, come chiede qualcuno.

9 dicembre 2014

Dieci (e non più dieci?)

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E così sono arrivato all’anno dieci di CronacheSorprese.

Rileggendo i primi articoli, poi quelli del periodo di maggiore flusso dei contenuti e dei visitatori (2007-2008 direi), e infine quelli del periodo ancora successivo si vede il tempo che è passato. Sono cambiato io e soprattutto è cambiato il web. La frequenza dei post è diminuita molto ed è ferma da tempo ben sotto la soglia dell’aggiornamento occasionale.

Ho pensato molto nel corso di tutto quest’anno a cosa fare. Mi dicevo: per il 9 dicembre 2014, giorno del decennale, o chiudo o rilancio in grande stile.
Come spesso mi capita, ho preso una decisione che sta a mezzo tra questi due estremi.
Chiudere… proprio non ce la faccio. Rilanciare è fuori dal tempo.

Vi svelo un segreto. In realtà sto usando Cronachesorprese molto più di quanto si veda. Lo uso come repository di appunti digitali, ma ormai raramente gli appunti in bozza diventano un post pubblico. Continuerò a usarlo così, prevalentemente come blog di archivio o di riporto di conversazioni che in realtà si svolgono da altre parti. Non starò a rivedere e tornire pensieri o frammenti prima di pubblicarli. Userò un criterio più largo. Quindi, paradossalmente, forse pubblicherò di più su questo blog lavorandoci di meno. Anzi, andrò anche indietro nel tempo per rivedere e pubblicare diverse bozze, storicizzandole (*). Ma rimane la fotografia di un periodo della mia vita che ritengo concluso. Questo blog mi ha appassionato. C’è un pezzo importante di me qui dentro. Ma ormai faccio fatica ad aggiornare. E non perché mi manchino le cose da dire, ma perché mi rendo conto che l’idea di comunicazione che avevo affidato dieci anni fa a questo blog ha fatto il suo tempo.

La mia energia è altrove. Sto progettando. Tra pochi giorni comincerò la mia cinquantesima rivoluzione terrestre, quindi tra un anno e pochi giorni avrò compiuto cinquant’anni. Ho un elenco di “before fifty” aperto qualche anno fa che sto spuntando con discreto successo. Non lo esaurirò, ma mi sento di dire che molte caselle importanti saranno spuntate. Tra queste, sento che è giusto lasciare Cronachesorprese nei primi cinquanta. Almeno come progetto di punta nella costruzione di quella “identità digitale della persona” che rimane la vera sfida, a mio modesto parere, della comunicazione attraverso il web. Questa idea l’avevo abbastanza chiara già nel dicembre 2004, ma scrivere qui mi è servito ad applicarla e articolarla.

Non è chiusa la mia esperienza con i blog. Intanto rimane aperto Ontheroadnews, almeno fino a… Gerusalemme (poi si vedrà anche per quello). E poi ne aprirò altri. Non so quando precisamente, ma saranno legati a nuovi progetti. Diciamo che il blogging non avrà più la centralità che aveva nella mia testa alla fine del 2004. Però i blog nuovi ci saranno, e probabilmente saranno più d’uno.

Ringrazio tutti gli amici più cari che mi hanno seguito e, spero, continueranno a sbirciare qui ogni tanto. I commentatori assidui e quelli che mi hanno sempre letto in silenzio. Quelli che hanno discusso, quelli che sono entrati in polemica con me, quelli che hanno ingaggiato magnifici duelli a distanza. Voglio bene a tutti, nessuno escluso. Voglio bene a mio modo, a sorpresa.

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(*) Per non barare identificherò i “post a posteriori” classificandoli in una categoria apposita, “Cronache ribattute” e specificando in calce la data reale di pubblicazione

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