
Come se fosse weblog.

E i gatti non stanno a guardare.
Un referrer di qualche giorno fa:
significato gondoni in genovese
Fino a pochi anni fa non pensavo che questo termine fosse dialettale o comunque usato soltanto in un’area. Invece parlando con persone di altre regioni ho capito che altrove non viene usato. Il termine, naturalmente :-)
Da altre parti si dice goldone.
Ma non mi risulta che sia la forma “corretta”: il dizionario non aiuta, nessuna delle due voci è presente sul De Mauro e sul Sabatini Coletti online.
Dialettale o no, gondone mi sembra una trascrizione da Condom: e credo che valga anche per goldone, sempre che non abbia fondamento la storiella del “Gold one” che i militari americani alla fine della guerra avrebbero distribuito in bustine dorate come facevano con la cioccolata. Per quanto riguarda il termine inglese pare che nessuno sia in grado di spiegare l’etimologia, anche se potrebbe essere latina.
Gondone assume dignità quasi letteraria in Crêuza de mä di De André:
figge de famiggia udù de bun
che ti peu ammiàle senza u gundun
In genovese poi c’è anche il significato traslato. Dare del “gondone” a qualcuno è un po’ come dargli del coglione, però con una sfumatura bonaria: si dice a chi si concede una sciocchezza gratuita ma non particolarmente dannosa, se non per lo stesso “gondone” che la fa. Anche i veneti usano “goldone” con questo significato.
Interessante la carrellata storica offerta da Placidasignora, a parte l’entusiasmo per l’illiuminismo che non condivido ;-)
Il Festival di Sanremo ha i sussulti elettrici del rigor mortis, come dice Gramellini nell’editoriale di giovedì. Consiglio di leggerlo e meditarlo bene, perché prende spunto dal Festival per una carrellata su TV generalista, fine del pubblico come massa indistinta e tutto ciò che comporta.
Ma non è di questo che voglio parlare ora. La babele è il primo segno della fine di una civiltà. Prima di andarmene per un altro fine settimana lontano dai computer segnalo il post del genovese a londra sulle canzoni capite male: meriterebbe di diventare un meme perché sono sicuro che verrebbero fuori cose sconcertanti ed esilaranti. Programmo questo post perché vada in linea l’ultimo giorno del Festival. Io ho già dato il mio contributo nei commenti al post prima di quello, ma li ripeto qui.
Quello che le donne non dicono. Per anni sono stato convinto che dicesse: “è difficile spiegare certe giornate al mare“.
Il tempo di morire. Una mia amica una volta è stata beccata a cantarla cominciando così: “Motocicletta, riesci a capì…”
Contribuite numerosi aprendo post dedicati sui vostri stessi blog :-)
Questo è un post in Catalano mood, scritto stasera inquantoché sono stato a Torino per barcampeggiare e ho visto l’alga che mi ha dato Motosega che aveva preso anche per me durante l’ultima performance del vate.
È l’ora che i vati piemontesi calino di quando in quando a Genova, con quella faccia un po’ così va bene uguale, anzi. E questo valga come invito informale al vate a performeggiare un po’ anche all’ombra della Lanterna.
White blob ovvero una lenta cremosità
Odio quelli che mettono
la panna ovunque
“così i piatti vengono più cremosi”
Odio quelli che escono
dal cinema e dicono subito agli amici o a chiunque
“il film era bello ma un po’ lento”
Il film sono belli o brutti.
Lenti o frenetici, non importa.
I piatti sono buoni o cattivi.
Cremosi o sassosi, non rileva.
Lento e cremoso sono un concetto
unico a ben vedere ancorché di segno opposto
nella testa di chi li usa
(perché intendono film lento non buono, piatto cremoso buono)
e il concetto unico è
che chi dice film lento piatto cremoso
capisce un cazzo di cucina
capisce un cazzo di cinema
Allora io in treno cullato da un morbido vagone
di prima declassata
cremoso non lo so, lento di sicuro
mi sono appisolato
e ho sognato un ristorante
di lusso, non declassato
con un grande schermo sulla parete
che faceva vedere i film del momento
non lenti ma cremosi
come scusa ma
ti chiamo amore manuale
d’amore uno e due e
notte prima degli esami e
uno e due e questa
notte è ancora nostra
e gli avventori deliziati
a sbafare piatti cremosi
tipo maccheroni allo scorfano cremoso
e godere i film
non lenti ma cremosi
con gli attori cremosi
vaporidis sopra tutti
ma a un certo punto svapora
vaporidis e compare
un grandissimo blob
come nel film blob che è poi nella sigla
di blob di raitre
solo che
questo blob è bianco
e con tutta probabilità cremoso
e lento ancorché inesorabilmente
inarrestabile
ed esce dallo schermo e invade
il ristorante e tutti
pietrificati dicono: “è lento”
però vedi
com’è avvincente uguale
vedi com’è avvincente
che non riesci più a muoverti dalla sedia
Tu e il tuo scorfano, ormai
una sola cremosa
cosa.
Nel gioco di guerre stellari sono
Tural Aclas.
Che non è male: se fosse Atlas sarei un Ufo robot, ma mi accontento.
Luca De Biase prende spunto anche da questo giochino per continuare la sua riflessione sulla felicità, che mi piace molto e seguo con grande attenzione.