Cronachesorprese

31 agosto 2017

Ignazio on the road

Filed under: storia del cristianesimo — alessandro @

Ignazio di Loyola fa pensare più all’ordine che ha fondato, e allo stile che è venuto da lui, che alla sua vicenda umana e spirituale. L’autobiografia che ha dettato non molto tempo prima di morire è una lettura sorprendente. Racconta gli anni dal 1521 (il ferimento a Pamplona) al 1538 (il processo romano al termine del quale la Compagnia di Gesù prende la sua direzione definitiva di offerta e obbedienza totale alla Chiesa). Un percorso avventuroso, accidentato, lineare soltanto nella ferma intenzione di Ignazio di affidarsi a Dio attraverso la povertà, la preghiera e le circostanze, gli incontri che si presentano. Ignazio medita già molto, prefigura il metodo di discernimento che poi sistemerà negli Esercizi, ma non programma, non progetta quasi nulla. Si tratta soltanto di una fase della sua vita, ma è molto lunga e lo porta in giro per la Spagna, l’Italia, la Terra Santa. Nel racconto Ignazio si qualifica in terza persona come “il pellegrino”.

22 agosto 2017

Ratisbona e il gioco del telefono senza fili

Filed under: ratzie stories — alessandro @

Comunque il caso Ratisbona, a 11 anni di distanza, è ancora straordinario. Sollevato da un giornalista che ha fatto male il suo lavoro (che non ha capito nulla di quello che stava dicendo BXVI e ha fatto un lancio di agenzia a capocchia), in un mondo normale sarebbe stato chiuso dal chiarimento fatto, in via eccezionale, dallo stesso pontefice in occasione del successivo Angelus domenicale. Avrebbe dovuto essere chiuso, naturalmente, con le dovute rettifiche dei giornali che avevano ripreso un lancio di agenzia sbagliato senza fare una minima verifica.

E invece non solo nessuna rettifica è mai arrivata all’epoca, non solo quel grave fraintendimento è stato la causa di minacce al Papa da parte di qualche esagitato: il fraintendimento è anche passato nella memoria di molti che stavano e stanno dalla parte di BXVI come l’interpretazione autentica del suo pensiero, come se lui non avesse mai detto nulla per confutare l’errore del giornalista. Ho dovuto constatarlo con grande disappunto in questi giorni. E non parlo di chi ha discusso con me sul mio profilo, parlo di cose che ho letto in giro altrove.

In breve, lo stesso errore del giornalista dell’epoca, che riportò come virgolettato del Papa una frase che in realtà era una citazione da una fonte storica all’interno di un ragionamento complesso, viene ripetuto identico oggi da alcuni che brandiscono la dissertazione di Ratisbona per spiegare quello che secondo loro era il pensiero di BXVI sull’Islam. Meraviglioso. Continuiamo così, facciamoci del male.

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