Cronachesorprese

24 maggio 2017

Tutto è puro per i puri di Manchester

Filed under: Il cristiano informale — alessandro @

Potete immaginarvi quanto mi piaccia questo video. Ma dopo aver letto certe cose scritte da chi dovrebbe essere guida ed esempio di altri io questo video lo prendo e lo attacco sulla bacheca, è il mio manifesto di oggi. E giuro che fino all’altra sera non sapevo neanche chi fosse Ariana Grande.

L’idea di creare una società di puri in un mondo separato non è la mia idea di cristianesimo, e a mio modesto parere non c’entra proprio nulla con il cristianesimo ma con un’idea di controllo dei costumi che serve al controllo della società, *e quindi* fa male alla Chiesa. Tutte le volte che la Chiesa si è resa mera funzione di controllo dei costumi e di controllo sociale ha tradito se stessa e ha perso i suoi figli per strada, perché ha rinunciato alla possibilità di conquistare i cuori. Grazie a Dio non è mai stata solo questo. Se fosse stata solo questo, come pensano in molti (sbagliando), non esisterebbe più da secoli. Ma quindi chiediamoci quanto attraverso di noi può ancora vivere. E chiediamoci se non è proprio la “separatezza” la risposta che vorrebbero gli attentatori dai cristiani. Noi non siamo come loro? Vero, ma se ci separiamo dal resto della società cominciamo a essere come loro. L’Europa è altro. Grazie a Dio (e non all’Illuminismo: ma con certi argomenti non riusciremo mai a dimostrarlo, e men che meno a mostrarlo).

Poi non giudico, non entro nel merito perché non ho figli. Ma penso che se fossi genitore non impedirei ai miei figli di andare a vedere Ariana Grande. Non penso proprio. Penso invece che cercherei di ragionare con loro su ciò che andranno a vedere e spiegherei perché non mi piace, e magari li prenderei bonariamente in giro, stando attento però a non mortificarli. Forse andrei con loro, come hanno fatto molti genitori a Manchester, o forse li accompagnerei all’entrata e li andrei a prendere all’uscita, lasciando che si godano quel momento tra pari. Non lo so, ripeto, posso solo immaginarlo. Ma come potrei pensare di sottrarre completamente mio figlio all’esposizione a cose che non approvo? Intanto, *che cosa* non approvo? Tutto nell’esperienza è sempre un misto di buono e cattivo, da dove dovrei cominciare? Quello che serve è un rapporto vero con i figli, non una loro incontaminazione impossibile e disumana.

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