Cronachesorprese

6 agosto 2013

Nuovo Tommaso Moro cercasi

Filed under: Il postulante de-genere — alessandro @

Lo dico da tempi non sospetti, da sei anni almeno. È solo questione di tempo e il vero obiettivo delle lotte per certi cosiddetti diritti sarà sempre più evidente a tutti. Sarà come minimo smentito dai fatti uno degli argomenti principali dei sostenitori dell’equiparazione delle unioni omosessuali ai matrimoni: che sia solo un’estensione di diritti che non pregiudica i diritti di altri. Pretesa ingenua o menzogna fotonica? Per alcuni la prima per altri la seconda, in quali percentuali lo scopriremo solo vivendo. L’obiettivo è la mutazione genetica dell’idea stessa di famiglia, che non deve più essere pensata da nessuno così come la natura e la storia umana l’hanno stabilita e modellata in continuità nei millenni. Tutto deve essere cancellato in poche decine d’anni di “battaglie per i diritti” che sono soltanto prevaricazioni.

In Francia, abbiamo già visto, le parole marito e moglie, padre e madre stanno diventando fuorilegge. Nel Regno Unito un predicatore di strada è stato fermato perché esponeva pubblicamente le sue convinzioni religiose. È di pochi giorni fa, infine, la notizia che una coppia omosessuale e particolarmente facoltosa (le unioni omosessuali raccontate dai media sono tutte benestanti e di successo), la prima ad avvalersi della possibilità di adozione nel 1999, oggi con cinque figli e coccolata dalla stampa progressista come spot di happy family, ha deciso di citare in giudizio la Chiesa d’Inghilterra perché impedisce al gaio sodalizio di sposarsi con rito religioso. Ecco fatto, il cerchio si sta chiudendo.

La richiesta è tutt’altro che peregrina (anche se Cameron ha assicurato alle chiese anglicana e cattolica che la legge non produrrà forzature in questo senso) proprio per la particolarità del rapporto tra Chiesa e Stato nel Regno Unito. Se il capo della Chiesa è il Re per quale motivo un cittadino non potrebbe chiedere di riconoscere in chiesa ciò che lo stesso sovrano riconosce civilmente? Immagino che la legge nei secoli abbia regolato questo rapporto in modo da gestire nuovi potenziali e devastanti conflitti dopo lo scisma, ma la domanda della coppia è legittima almeno in linea di principio. E anche se non dovesse essere accolta va comunque bene per porre la questione e per “allineare” ancora un poco l’uomo della strada ai nuovi dogmi: tutti devono cominciare a pensare che sono davvero cattive le chiese che non permettono ai poveri omosessuali di fare le loro belle cerimonie nuziali con la mamma che piange e lo zio burlone che tira il riso. Sono troppo sarcastico? Mi attengo strettamente alle parole dei postulanti: quello che vogliono è una “grande sontuosa cerimonia”. Una cerimonia. Sono buoni cristiani, dicono. Da che parte sta il formalismo? Non chiedetelo a un pessimo cristiano come me, andrei veramente troppo oltre.

Sulla Chiesa cattolica d’Inghilterra invece non dovrebbero essere possibili coercizioni, a meno che qualcuno non voglia rinverdire i fasti dell’epoca dei Tudor. Ma l’ingombrante fantasma di Enrico VIII aleggia comunque in queste vicende. Lui voleva “soltanto” divorziare: e quindi ha spaccato tutto. La coppia omosessuale addirittura vuole “soltanto” sposarsi in chiesa, e che male ci sarà mai. Non possono farlo? E allora si sentono in diritto di pretenderlo dalla legge. Che è un modo di imporre la propria “fede” forse meno cruento della mannaia toccata a Tommaso Moro e al Cardinale Fisher, ma altrettanto distruttivo per la libertà religiosa.


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