Cronachesorprese

17 luglio 2013

Fatti dalla nascita

Filed under: parole, non fatti — alessandro @

Il Fatto quotidiano, voce che considero importante nonostante non sempre ne apprezzi i contenuti, sta ereditando il laicismo più deteriore. Potrebbe considerare seriamente l’opportunità di cambiare il nome della testata, perché di fatti ne riporta sempre meno. Guardiamo ad esempio questo articolo sull’obiezione di coscienza all’aborto che come immagine non trova di meglio che una famosa copertina d’annata dell’Espresso.

Il fatto è la scoperta di un’organizzazione per gli aborti clandestini. Ma è più che altro un pretesto per una tirata contro l’obiezione di coscienza, additata come “la” causa del ritorno all’aborto clandestino con una sicurezza che ha veramente poco del rigore giornalistico.
Nell’articolo si dice inoltre che l’obiezione è “contro la 194″, mentre tutti sanno che l’obiezione è prevista “nella” 194: sarebbe quindi un atto davvero contro la legge limitare il diritto all’obiezione di coscienza.

Velo pietoso infine sulla solita confusione che impazza nelle centinaia di commenti. Pare che nonostante le evidenze scientifiche incontrovertibili molti continuino a non farsi una ragione del fatto (toh, un fatto!) che la vita prenatale è vita umana a tutti gli effetti, fin dal concepimento. Meglio chiudere gli occhi e buttarla in caciara, facendo ironia sull’opportunità di battezzare gli spermatozoi. C’è gente davvero convinta che questi sarcasmi poco fantasiosi veicolino argomenti validi.

8 commenti »

  1. Veramente a me pare che fatti nell’articolo che citi ce ne siano diversi, e venga fotografata una realtà ben nota in cui una parte della legge 194 diventa spesso inapplicabile a causa di un’altra sua parte, quella relativa al riconoscimento del diritto all’obiezione di coscienza. Diritto che è appunto incluso in questa legge ma evidentemente non sufficientemente normato. Insomma da un alto la legge prevede la possibilità di accedere alla IVG dall’altro istituisce uno strumento come l’obiezione di coscienza che, non normato, in moltissimi casi impedisce de facto questo accesso. La soluzione sarebbe in realtà molto semplice: garantire il diritto all’obiezione di coscienza ma contemporaneamente prevedere che nelle strutture pubbliche sia sempre garantita la presenza di un numero sufficiente di medici non obiettori che permettano l’accesso ai trattamenti previsti dalla legge. E non è un problema di costi: semplicemente ogni struttura ha un numero massimo di obiettori di coscienza “reclutabili” o se preferisci numero minimo di non obiettori garantito.

    Comment by GioCar — 18 luglio 2013 @

  2. io preferirei che fosse un problema di costi, perché il requisito della non obiezione altrimenti rischia di diventare discriminante per i medici. cioé preferirei che le aziende sanitarie e ospedaliere assumessero qualche medico in più per garantire sempre quel servizio.
    ho qualche dubbio sull’obiezione come causa diretta dell’aumento del ricorso all’aborto clandestino. a mio parere la causa diretta è, da 35 anni, la ricerca di una riservatezza che nel normale iter di ospedalizzazione non è garantita. ed entro certi limiti, cioé nei limiti che non influenzino la libertà di scelta, è giusto che sia oosì, perché se la scelta finale spetta alla donna è auspicabile che prima di scegliere faccia un percorso di confronto con medici, psicologi, parenti e magari anche con altre donne che ci sono già passate. un percorso di responsabilità reciproca: della donna e della comunità.
    questo a mio parere è il problema maggiore. casi di disservizi si verificano, soprattutto in strutture pubbliche che hanno anche altri problemi di carenze essenziali, come pronto soccorso e sale operatorie, ma vengono spesso rivolti strumentalmente contro gli obiettori. per converso ci sono gli obiettori per convenienza e non per convinzione, e se si mettessero a punto delle norme per scoraggiarli sarei non d’accordo, di più.

    Comment by alessandro — 18 luglio 2013 @

  3. Beh si sarebbe bello se assumessero qualche medico in più A PRESCINDERE perché molte prestazioni (anche non nei reparti di ostetricia e ginecologia) non vengono comunque erogate per mancanza d risorse. Bello ma non particolarmente realistico.

    Nel caso dell’IVG comunque è difficilmente negabile che al tema generale della mancanza di risorse nella sanità pubblica si aggiunge il fatto che tramite l’obiezione una quota di queste risorse diverta non utilizzabile per fornire una prestazione prevista. E siccome a differenza di altre prestazioni una IVG non è più di tanto rimandabile (non fosse altro, per i limiti posti dalla succitata legge) mi parer abbastanza ovvio che in una struttura dove i medici disponibili a fornire la prestazione sono pochissimi questa diventi de facto non erogabile spingendo chi la richiede a cercare soluzioni altrove.

    Per stanare gli obiettori per convenienza comunque basterebbe molto poco, ossia eliminare questa convenienza. Per esempio introdurre una loro penalizzazione nelle graduatorie per il servizio pubblico. O una riduzione della loro retribuzione visto che di fatto “valgono meno” non essendo in grado di offrire tutti i servizi che un medico di servizio pubblico può venir chiamato a fornire. Sono certo che gli obiettori “convinti” sarebbero molto lieti di accettare questa penalizzazione che anzi valorizzerebbe la loro scelta di obiettare. Quando feci l’obiettore di coscienza ricordo molto bene il disagio che provai a cavarmela con in fondo molto poco sacrificio, e ricordando come questo molto poco sacrificio fosse il risultato di quei sacrifici – molto TANTI _che hanno fatto gli obiettori del passato, che finivano nelle carceri militari e grazie al cui impegno potei astenermi dall’indossare una divisa.

    Sulla riservatezza, una cosa mi sfugge. Se i dati dicono che gli aborti clandestini sono in aumento adesso, e non dall’introduzione della legge 194, vuoi dire che oggi c’è meno riservatezza rispetto a quando fu introdotta le legge o comunque a qualche anno fa?

    Comment by GioCar — 18 luglio 2013 @

  4. no, vuol dire che aumentano i casi “borderline” perché aumenta l’immigrazione, aumenta la povertà, aumenta il disagio. l’aumento dell’aborto clandestino è dovuto a queste cause, non all’obiezione. a mio modestissimo parere :-)

    Comment by alessandro — 18 luglio 2013 @

  5. Cioè siccome ci sono più poveri, questi preferiscono rivolgersi ad un servizio che devono pagare (come quello praticato clandestinamente) piuttosto che ad un servizio pubblico e semi-gratuito? Personalmente l’impressione che mi son fatto è che chi ha risorse si sposta da una regione all’altra, trovando i posti dove il pubblico ancora è in grado di offrire la prestazione, oppure usufruiscono di servizi a pagamento non clandestini mentre chi non ne ha qualora si trovi a non poter accedere al servizio pubblico si arrangia come può e questo alimenta appunto un mercato alternativo. Però ovviamente questo è il mio modestissimo, di parere. Penso che indicazioni chiare sulle cause sarebbero ottenibili solo attraverso l’accesso a dati reali più dettagliati e disaggregati (per area geografica, età, provenienza e situazione economica dell’utenza, per esempio), analisi un po’ più approfondita di quella che fa il pezzo del fatto, che dal mio punto di vista ha l’unica virtù di aver stimolato la discussione. Dati che peraltro il SSN potrebbe abbastanza facilmente raccogliere, volendo…

    Comment by GioCar — 19 luglio 2013 @

  6. siccome c’è più disagio aumentano i casi che fanno preferire la clandestinità al mettere a rischio la riservatezza. non soltanto per tenere nascosto il ricorso all’aborto in sé, ma per situazioni irregolari di vario genere che potrebbero emergere a seguito di una ospedalizzazione. io credo che questo sia un fattore importante oltre a quello che dici tu.
    il ministero della salute fa relazioni annuali sull’ivg che ovviamente riportano dati e conseguenti valutazioni sugli aborti regolari. non so se questi dati possano essere “proiettati” sull’irregolare per capire su chi e dove fare prevenzione, se è questo che intendi.

    Comment by alessandro — 19 luglio 2013 @

  7. “importante nonostante”… “sta ereditando il laicismo più deteriore”.
    In unrelated news, la le discriminazioni dei gatti nei confronti dei topi temo stiano aumentando, nonostante vada riconosciuto il ruolo fondamentale che i gatti ricoprono nella vita dei topi.

    Comment by AlphaT — 20 luglio 2013 @

  8. comunque il topo non sono io (e neanche un noi che mi includa) :-)

    Comment by alessandro — 21 luglio 2013 @

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