Cronachesorprese

20 dicembre 2011

Serpico would be nothing

Filed under: cronache — alessandro @

Si parla tanto di controlli sui conti correnti e di altre misure abbastanza invasive. Tutti gli antipoliticians di casa nostra sono invasi da sacro terrore per l’orrido Serpico, un mostro da un milione di miliardi di byte che mastica ventiduemila dati al secondo (dati? A Beppegrì, ma che so’ sti “dati”? Roba che se magna? Sono pesanti come un’amatriciana o leggeri come un brodino di verdure?) e sputazza gli ossicini dei poveri contribuenti ovunque. Però intanto l’Italia è il paese in cui è ancora possibile che accada un fatto come questo:

Ha percepito la pensione della madre defunta per due anni. Processato per truffa aggravata nei confronti dell’Inps, un cinquantenne genovese e’ stato assolto questa mattina dal tribunale di Genova. Secondo i giudici “il fatto non sussiste”. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, il cinquantenne nel 2007 subì la perdita dell’anziana madre, denunciando il decesso all’anagrafe ma non all’Inps. Due anni dopo, l’ente previdenziale ricevuta la comunicazione di decesso dal comune ha preteso dal cinquantenne il risarcimento di quanto indebitamente incassato, oltre a more e sanzioni. L’uomo, denunciato per truffa, ha ottenuto l’assoluzione perché non esiste una norma che impone agli eredi di comunicare agli enti previdenziali il decesso dei congiunti, ma soltanto al Comune di appartenenza.

Per i giudici dunque non ha alcuna importanza che ci sia stata una truffa: è molto più importante ribadire che non esiste l’obbligo per un’amministrazione dello Stato di comunicare in tempo utile a un’altra amministrazione un dato così importante. Fantastico. Sinceramente, Serpico mi fa meno paura di queste incongruenze e disottimizzazioni.

Anche a me è capitata una cosa che io giudico strana, ma solo perché mi ostino a ragionare con il senso comune invece che con quello della pubblica amministrazione. Anni fa ho venduto una casa e non ho comunicato la variazione al Comune. Che ha continuato a chiedermi di pagare l’Ici, anche se la casa aveva un altro proprietario. Qui l’inerzia burocratica è doppia. Prima inerzia: l’Agenzia delle entrate non comunica al Comune il cambiamento di proprietà. E già questo mi sembra stupido, perché le due amministrazioni si scambiano già i dati relativi al possesso degli immobili, ma solo secondo precisi protocolli. Non sarebbe meglio che i dati sulle proprietà fossero in un unico database accessibile a entrambe le amministrazioni, senza bisogno di protocolli?
Seconda inerzia, a mio parere più grave: l’ufficio preposto del Comune richiede e percepisce il pagamento di un’imposta per un immobile, ma continua a chiedere e a reclamare il pagamento per lo stesso immobile a un altro cittadino. Non incrociano i dati neanche all’interno di uno stesso ufficio. Sono dovuto andare io a dire: guardate che mi state chiedendo un’imposta per un immobile di cui non sono più proprietario. Ah davvero? Eh ma lei non l’aveva ancora comunicato… comunque lo sta facendo adesso, provvediamo subito. Cartella esattoriale modificata all’istante. Sono contento di questo, ma tutto l’inutile processo di accertamento mi sembra una sconfitta.

Un’idea per una piccola, grande, rivoluzionaria riforma? I dati comunicati al Comune vanno automaticamente all’Inps. O meglio, sono immediatamente consultabili anche dall’Inps, senza bisogno di trasmissioni. E viceversa, e anche da e in ogni altra direzione, compresa l’agenzia delle entrate. Ci vuole tanto? Non credo.

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