Cronachesorprese

26 aprile 2011

Infusi di radici

Filed under: tutto considerato — alessandro @

Il cristianesimo “sta rapidamente tramontando”? Ne è proprio sicuro, Gilioli? Per me una cosa del genere può dirla solo chi non ha capito cos’è il cristianesimo.
I casi sono due: o vogliamo davvero scrivere nero su bianco cosa sono le radici dell’europa, oppure scegliamo di non farlo perché creerebbe imbarazzo a qualcuno. La seconda è una scelta minimale e assomiglia tanto alla “sabbia” su cui lo stolto vuole costruire la casa, ma non sono così certo di avere le capacità divinatorie che ha lei su cosa succederà tra pochi decenni: e quindi la considererò un’opzione valida. Se serve almeno a evitare di dire che i soldati napoleonici che usavano le chiese come stalle sono più europei dei monaci benedettini (o anche tanto quanto), ce ne staremo di acquattarci così, un po’ sottotraccia davanti a un mondo che invece, forse, quelle radici vorrebbe sentirle proclamare forti e chiare.

11 aprile 2011

Il prodotto che produce

Filed under: il viandante digitale,Weekly Facebook — alessandro @

Davvero niente di sconvolgente la puntata di Report dedicata a internet e ai social network. Ma neanche niente di disprezzabile. Chi oggi in rete critica la Gabanelli, come se avesse “tradito” una vocazione all’inchiesta e alle verità scomode, dovrebbe interrogarsi piuttosto sulla sintassi di questi format che forse a volte giocano un po’ troppo sul credito che hanno tra i telespettatori e presentano come approfondimenti cose che non lo sono.

Ma complessivamente non dò un giudizio negativo su quello che ho visto ieri. Probabilmente è ancora necessario in Italia (ma non solo) spiegare che i dati con cui costruisci qualsiasi tuo profilo in rete verranno usati per fare marketing. L’importante è saperlo bene, senza ambiguità, esserne coscienti. L’ho scritto altre volte e questa è una delle occasioni in cui viene bene ripeterlo: il marketing non è il diavolo. Anzi: a mio parere più il marketing accelera sulla profilazione e più si libera dei suoi aspetti più dannosi. A meno che non si pensi che “vendere” sia in sé qualcosa di demoniaco.

Comunque, le reazioni tra lo sdegnato e lo snobistico alla puntata di ieri non le capisco. Sì, posso capire che alcuni passaggi non siano piaciuti. Le parole scelte a volte hanno dato fastidio anche a me. Però la domanda a cui Report ha tentato di rispondere, dicendo in parte banalità e in parte riuscendo a spiegare con parole semplici cose che tanto semplici non sono, è una di quelle domande che è bene non cadano nel cono d’ombra (pericoloso) del “sì, questo già lo so”. “Come si fa a fare tanti soldi sul web 2.0, quello in cui il contenuto è generato dall’utente”?

Gli aumenti di fatturato di Facebook negli ultimi mesi sono impressionanti. Come è impressionante pensare a quante persone sono connesse contemporaneamente in Italia al social network più popolare: 12 milioni al giorno, su un totale di 17 milioni di iscritti. A una platea così vasta è giusto parlare come ha scelto di parlare Report: con parole semplici, mettendo in guardia dai rischi maggiori in primo luogo, ma facendo anche intendere che questo giochino ormai c’è, e che piaccia o no rimane. Nella storia della rete possiamo ormai distinguere un’era prima e un’era dopo Facebook. “Il prodotto sei tu”. Il titolo, perfettamente ambivalente, è costruito perché si svelino i pensieri di tanti cuori. Come l’abbiamo inteso? “Attento, ormai sei un prodotto tra gli altri”? Oppure: “Il mercato ti ha sempre trattato come un numero ma ora, per continuare a contarti proficuamente, ha bisogno di restituirti, almeno in parte, una voce da persona. Sta a te, come in ogni sfida della vita e dei tempi, usare bene questa circostanza”.

6 aprile 2011

From revelation to coming out

Filed under: news factory — alessandro @

Non solo Gesù era gay, ma era anche iscritto a Sinistra e Libertà.
Anzi: Vendola è Gesù, ma ancora non si è rivelato.
Al prossimo congresso esordirà così: voi chE dite che io sia?


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