Cronachesorprese

12 luglio 2010

Teatro burocratico

Filed under: cronache — alessandro @

Oggi ho ritirato il passaporto. Avevo fatto domanda il 16 giugno. Terrorizzato dal ricordo delle esperienze del Mariachi, ma soprattutto dagli avvisi disseminati un po’ ovunque all’ufficio passaporti, avevo dato per scontato che non avrei potuto averlo prima del 16 luglio e probabilmente anche un po’ dopo. Poiché dovrei partire il 23 ero seriamente preoccupato di non farcela: il rispetto dei tempi e l’urgenza sono garantiti solo a chi viaggia per motivi di lavoro, non ai turisti come me.
Beh, via, devo ricredermi. Ho mandato un fax per richiedere il riconoscimento dei motivi di urgenza il 2 luglio. Vedo ora sul passaporto che la data di inizio validità è il 3 luglio: vuol dire che la mia richiesta è stata presa sul serio. Certo se ci fosse un modo di avvertire della conclusione della pratica uno eviterebbe di fare viaggi a vuoto… ma vabbé, per una volta che una cosa fila liscia non voglio fare critiche superflue. Probabilmente la richiesta d’urgenza è stata essenziale, se non l’avessi fatta avrei rischiato davvero. Ma ha funzionato.

Dell’esperienza sempre un po’ curiosa della trafila burocratica per chiedere a un ufficio di certificare che io sono proprio io, di notevole c’è almeno il foglio di istruzioni per i documenti necessari e in particolare per le foto. Sembra un pezzo di teatro, vorrei darlo a un attore bravo da leggere:

…CON SFONDO BIANCO. IN ESSE, IL VOLTO, RIPRESO FRONTALMENTE, COMPLETAMENTE SCOPERTO E SENZA
OMBRE O RIFLESSI, DEVE COMPRENDERE CIRCA IL 70 – 80% DELLO SPAZIO. LE FOTO DEVONO ESSERE STAMPATE SU CARTA NON LUCIDA E CON COLORI AD ALTA DEFINIZIONE. L’ESPRESSIONE DEL VISO DEVE ESSERE NEUTRA, CON LA BOCCA CHIUSA; GLI EVENTUALI OCCHIALI DEVONO PERMETTERE CHIARAMENTE LA DISTINZIONE DEGLI OCCHI ED ESSERE CHIARI E PRIVI DI RIFLESSI”.

Leggermente ansiogeno, a partire dal tutto maiuscolo. Dopo averlo letto vi voglio vedere, a fare l’espressione neutra. Sarete non neutri, e colpevoli. Per sempre.

Un altro pezzo notevole di teatro burocratico è la spiegazione dei singoli campi da compilare nell’ineffabile modello Esta (Electronic system for travel authorization), il visto elettronico da compilare online per chi vuole andare negli Stati Uniti. Le informazioni richieste sono pochissime ma spiegate da introduzioni ridondanti e un poco, guarda caso, ansiogene. Un pagamento con la carta di credito richiede molti più dati: ma in un sito di e-commerce, quando arrivi al passaggio giusto, hai la sensazione di sbrigartela in un attimo. L’Esta invece ha un livello di difficoltà da primo quadrimestre della terza elementare ma viene introdotto con avvertenze plurime di attenzione, come se fosse il manuale d’uso di una bomba al neutrone. Ad esempio l’immissione della data di nascita è spiegata così:

Data di nascita
Giorno *
Indicare il giorno di nascita. È necessario indicare il giorno di nascita, per compilare la domanda o per controllare lo stato della domanda.
Mese *
Indicare il mese di nascita. È necessario indicare il mese di nascita, per compilare la domanda o per controllare lo stato della domanda.
Anno *
Indicare l’anno di nascita. È necessario indicare l’anno di nascita, per compilare la domanda o per controllare lo stato della domanda.

Non potevano scrivere semplicemente: “data di nascita (campo obbligatorio)”?
No. Il teatro burocratico ha i suoi tempi, le sue pause, le sue esigenze narrative.

E anche il mio bel librettino nuovo di pacca di quarantotto pagine, che alla fine ha scritto in 23 lingue “il presente passaporto contiene 48 pagine”, questo magico, magnetico (oltreché elettronico) oggetto che stasera occhieggia dalla tasca del mio zainetto e pare dirmi: “ehi, ma lo sai che stasera tu sei un po’ più tu, perché te lo dico io?”, anch’esso (ESSO) è molto teatrale. C’è pure nella seconda di copertina la statua equestre di Marco Aurelio che fa il saluto romano o qualcosa di simile (perché gli esperti ancora dibattono). Passaporto italiano, anvedi. Fatece largo che passamo noi.

13 commenti »

  1. ho richiesto il passaporto per l’Anna a fine aprile.
    deve ancora arrivare.

    fortunello tu, ti è andata bene!!

    Comment by lullaby — 13 luglio 2010 @

  2. anche io consideravo superflue le istruzioni per la fototessera, mi sembrava che bastasse un po’ di buonsenso.
    fino a quando, in questura, attirata dalle proteste dell’impiegata che stava sindacando sulle foto da mettere sul passaporto di una tizia allo sportello di fianco, ho sbirciato. e ho visto dentro la fototessera il faccione della ragazza (che fino a quel momento sembrava una persona normale) a tutto campo con un enorme sorriso da cammello, presa dal basso, come quelle bustine dei cuccioli tutti tartufo che vendono nelle edicole.
    ecco: la tragicità di certe istruzioni è insita nel fatto che siano necessarie per qualcuno.

    Comment by estrellita — 13 luglio 2010 @

  3. lullaby, penso invece che la richiesta d’urgenza, se motivata, funzioni. il fatto che non garantiscano il risultato se non per chi va all’estero per lavorare è un modo di “pararsi” comprensibile per un ufficio che probabilmente a tratti ha dei picchi di richieste.
    comunque insomma, se avessi avuto dei problemi la colpa sarebbe stata mia: dovevo muovermi prima. d’altra parte per fare tutto ci vogliono almeno due ore al mattino e non è facile trovarle. non puoi neanche delegare (posto che io non avrei a chi delegare): le impronte non possono prenderle alla moglie o all’amico…

    estrellita: sì, immagino che gli impiegati di quell’ufficio ne vedano davvero di tutte… però rimane il fatto che le istruzioni, oltre a essere tragiche, sono anche scritte tragicamente.

    Comment by alessandro — 13 luglio 2010 @

  4. Direi che è molto dipendente dalle questure. Cmq io qui a reggio emilia un nuovo passaporto sono riuscito a farmelo fare in giorni 3 (dicasi TRE) e non sono neanche qui residente. Certo ho dovuto un po’ rompere le scatole alla questura di residenza facendo in modo che non ci mettessero una settimana a dare il nulla osta.

    le istruzioni sono SUBLIMI. In particolare quel gusto dell’iterazione tipico della comicità anni 80, direi…

    Comment by GioCar — 13 luglio 2010 @

  5. ciò che viene chiamato pezza giustificativa invece funziona, eccome. ho avuto il passaporto per la cami in dieci giorni secchi. la pezza in questione era una convocazione della nazionale di volley, però ;-)

    Comment by alga — 13 luglio 2010 @

  6. giocar: ti agevolo la sublime tabella riassuntiva delle iterazioni nelle istruzioni del modello esta.

    alga: perché “invece”? :-)

    Comment by alessandro — 13 luglio 2010 @

  7. Eh Ale ma qui siamo ai livelli di bellezza superiori… mi piacerebbe vedere le statistiche di quanti hanno risposto SI alla domanda: “sta cercando di entrare negli Stati Uniti per partecipare ad attività immorali o criminali?”

    Ricordo un caso simile di un tipo che era imbarcato su navi da crociera. Arrivano a NYC e deve compilare il questionario in cui chiedevano (era qualche anno fa, non tantissimi) se era mai stato sostenitore di un partito/movimento/gruppo comunista. Lui da bravo elettore da sempre del PCI scrisse si, fermo e deciso. Risultato: una settimana a bordo senza il permesso di sbarco. Credo sia stato l’unico caso nella storia.

    Anche la parte sulla “condotta spregevole, vile o depravata” è decisamente interessante e suggestiva. Ma secondo te se vado negli USA con lo specifico obiettivo di accoppiarmi con tutte le donne sposate su cui riesco a mettere le mani e non solo, lo dovrei dichiarare?

    Comunque il ricorrere dell’accostamento “immorale” e “criminale” suggerisce una idea tutta made in USA di forte vicinanza se non identità fra ciò che è IMMORALE e ciò che è ILLEGALE… Ah se ne hanno fatti di danni oltreoceano i padri pellegrini!

    Comment by GioCar — 14 luglio 2010 @

  8. era riferito a “se non per chi va all’estero a lavorare” :-)

    Comment by alga — 14 luglio 2010 @

  9. giocar: certo che lo devi dichiarare! :-D. perché “tali violazioni solitamente implicano una condotta spregevole, vile o depravata, e contraria alle norme riconosciute in materia di moralità e di doveri nei confronti delle persone e della società in generale”. solitamente! :-)
    “Oppure sta cercando di entrare negli Stati Uniti per partecipare ad attività immorali o criminali?” potrebbero aggiungere anche: “in caso di risposta affermativa, crede seriamente di poterla fare franca? solitamente ve la mettiamo nello stoppino, a voi depravati”. oppure: “risponda senza pensare troppo: tra al capone e al di meola chi è stato il più grande?” :-)

    alga: allora mi sarei aspettato: “anch’io ho potuto verificare che quella che viene chiamata pezza giustificativa funziona, nonostante quello che dicono le questure…” :-) comunque la convocazione a una nazionale sportiva non sarà tecnicamente lavoro visto che sono selezioni giovanili, ma è anche qualcosa di diverso dal turismo. sarebbe il minimo se lo stato ostacolasse per così poco un atleta che va a rappresentare l’italia. insomma l’urgenza ci sta tutta.
    brava cami, che bello! :-)

    Comment by alessandro — 14 luglio 2010 @

  10. Buon viaggio!

    Comment by Galliolus — 15 luglio 2010 @

  11. lavorando col pubblico ho capito che spesso è meglio perder tempo a sottolineare l’ovvio e a non dare nulla per scontato. Una volta ad esempio ho dato ad un signore (che si definisce trader e riferimento per altri clienti) dei moduli da far firmare alla moglie (Luisa) e al figlio (Daniele). Dove doveva firmare la moglie gli ho messo a matita una “L” mentre per il figlio ho optato per una ovvia “D”, sempre a matita… il punto è che quando mi ha riportato i moduli ed ho controllato le firme ho trovato una sorpresa assolutamente inimmaginabile: in pratica accanto alla “L” a matita la signora ha firmato “Uisa”e poi il cognome mentre il figlio si è firmato “Aniele” sempre accanto alla mia D a matita… Se me l’avessero raccontata non ci avrei creduto!
    in ogni caso buon viaggio!

    Comment by antonio — 15 luglio 2010 @

  12. grazie galliolus :-)
    e grazie antonio. certo che anche scrivere la prima lettera del nome a matita è un po’ insolito. è anche un modo simpatico per porgere il modulo al cliente (invece che con la solita anonima crocetta), però si vede che qualcuno di fronte a un modulo va proprio in panico, e non coglie…

    Comment by alessandro — 15 luglio 2010 @

  13. Ale, hai ragione e io non ho fretta.
    ma due mesi e mezzo mi sembrano un tempo biblico!!!
    (nota: ad oggi non è ancora arrivato!)…

    Comment by lullaby — 16 luglio 2010 @

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