Cronachesorprese

26 febbraio 2010

O interessi sì alti e taciuti

Filed under: market mysteria — alessandro @

Ho notato che la pubblicità del conto deposito di CheBanca da qualche giorno è cambiata. Sulla musica del Nabucco diceva: “Va’ pensiero al conto deposito che in anticipo dà il due e cinquanta“. Ora dice “che in anticipo dà gli interessi“.
Non avendo un citto da vincolare a un conto deposito non so come funzionano queste cose. Noto soltanto che negli ultimi tempi le pubblicità di prodotti finanziari di questo tipo sono diventate martellanti, precedute come frequenza solo da quelle delle compagnie telefoniche. In periodo di crisi, e di crisi dei consumi, penso che sia significativo: guadagnando meno dal credito al consumo le banche spingono sui prodotti finanziari dedicati al risparmio.

Però è proprio spingendo sui mutui allegri e su depositi a interessi stratosferici garantiti che Wall Street è andata in tilt, neanche due anni fa, dando inizio all’attuale fase di crisi mondiale. Crisi che in Italia abbiamo sentito in primo luogo sull’occupazione. Le aziende hanno perso mercato e hanno cominciato a licenziare e a fare ricorso alla cassa integrazione.

Quindi la capacità di acquisto di molte famiglie è diiminuita e i consumi sono scesi (non so se sono “crollati”, come dicono in tanti: di sicuro sono scesi). Quindi le banche non guadagnano più come prima dal credito al consumo e spingono sui prodotti finanziari, sperando che chi ha soldi da parte ceda alla tentazione di aumentare un po’ il gruzzolo. Ma così anche in Italia si stanno creando lentamente le condizioni che hanno portato l’America al crac. E quindi la situazione di crisi, che in Italia per quanto sensibile è stata finora un semplice riflesso di una situazione creata altrove, rischia di diventare un po’ più strutturale anche da noi senza che il risparmiatore e il consumatore ne abbiano una grande consapevolezza: psicologicamente il capitale dedicato al risparmio è capitale tranquillo, fermo. In realtà la banca lo fa correre a ritmi indiavolati aumentando il rischio, se non immediatamente per il singolo risparmiatore (che ha un tot di interessi garantito), almeno per il sistema nel medio lungo periodo.

Perché Chebanca ha tolto dalla pubblicità l’indicazione della percentuale di interessi? La ragione probabilmente sta nella paura di un’altra sanzione dell’antitrust dopo quella di ottobre: andando a leggere le condizioni si vede che le somme si possono vincolare anche per periodi inferiori a un anno, nel qual caso gli interessi garantiti sono ovviamente minori. Quindi la pubblicità rischia di essere ingannevole per una parte della potenziale clientela.
Che la ragione sia questa o un’altra, certo non è molto rassicurante sentire cantare per settimane una cifra in toni aulici (toni che aumentano il tasso di assertività del messaggio promozionale e l’attenzione del telespettatore) e poi vederla scomparire di punto in bianco.

3 commenti »

  1. Mi viene in mente una mia cliente che mi ha minacciato: “O mi date un buon interesse o mi compro il Golfo Arancio!!!”.

    Non so come abbia potuto non ridere…

    Detto questo aggiungo (se ci riesco…) un link sul credito al consumo.

    e una nota di sintesi su quello che stanno facendo le banche:

    non guadagnando più sull’intermediazione del denaro (una volta vivevano di rendita sulla famosa forbice dei tassi attivi/passivi) adesso puntano sui ricavi da servizi (sia sotto forma di investimenti, sia sotto forma di carte, assicurazioni e chi più ne ha più ne metta fino ai biglietti per lo stadio).
    a presto
    antonio

    Comment by antonio — 5 marzo 2010 @

  2. :-)) il golfo arancio… fantastica.
    ad aggiungere il link ci sei riuscito, mi sono permesso di formattarlo in modo da non lasciarlo “in chiaro”.
    sul credito al consumo (e sulle revolving, che uso da anni e di cui conosco bene le insidie) vorrei scrivere da tempo un post. ti metto un abstract a mo’ di anticipazione, così magari mi dai altri spunti utili: mi pare che la stretta della banca d’italia alle banche sugli scoperti bancari abbia come effetto collaterale (non so quanto previsto o voluto) di spingere i clienti ad aumentare le richieste di credito per spese ordinarie, pagando interessi ben più alti di quelli che pagava per uno scoperto.

    Comment by alessandro — 6 marzo 2010 @

  3. La cosa che più mi inquieta di quella pubblicità è che ha uno stile del tutto inadatto ad una banca. Potrebbe essere usata per un dentifricio, o cose del genere, mentre da banca mi aspetto un’immagine seria e addirittura austera. Specialmente da un’emanazione del gruppo Mediobanca. Non so se è un errore o se i miei compatrioti apprezzano quella pubblicità.

    Comment by Galliolus — 9 marzo 2010 @

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