Cronachesorprese

23 febbraio 2010

Condicionamenti

Filed under: cronache — alessandro @

Quando non esistevano le trasmissioni di approfondimento politico in campagna elettorale in televisione c’erano solo le tribune politiche. Ora sembra che chiedere ad Annozero o Ballarò non di tacere, ma di fare maggiore attenzione per qualche settimana al minutaggio concesso ai politici sia un attentato alla democrazia.
Non mi sono mai appassionato al dibattito sulla par condicio e a maggior ragione non riesco proprio a emozionarmi per quest’ultima polemica. Specie se quelli che chiedono oggi di non “ingessare” le trasmissioni di approfondimento sono gli stessi che stanno a contare i minuti a tutti i telegiornali. È una questione non di legge ma di regolamento Rai e intanto le emittenti private fanno quello che vogliono? Allora cambiamo la legge e chiediamo anche ai privati di adeguarsi. Una legge così deve logicamente essere adeguata, raffinata con il tempo in senso maggiormente restrittivo. Oppure saltare: e non penso che sarebbe poi tanto male.
Non è che voglio sminuire l’importanza del controllo della presenza dei politici nelle trasmissioni televisive in campagna elettorale. Però non vedo nessuna ragione per essere inflessibile con i telegiornali e meno rigorosi con le trasmissioni di approfondimento. Tutti gli argomenti portati da Floris e Santoro non mi convincono. In particolare non mi convince questa loro autoinvestitura a “quelli che non possono mancare proprio adesso perché se no i cittadini saranno privati delle uniche occasioni di informazione e quindi di voto consapevole”. No, proprio non mi convincono.

4 commenti »

  1. Dibattito di scarso interesse devo dire. Il punto debole degli argomenti di Santoro e Floris è che se davvero “non si volessero privare i cittadini di occasioni di informazione e voto consapevole” si dovrebbe semplicemente spegnere la televisione così magari i cittadini potrebbero riscoprire l’esistenza di un mondo reale del tutto diverso da quello che passa dal tubo catodico. E non sto parlando di televisione controllata da questa o da quella parte (anche se in Italia anche questo è un tema ttragico, soprattutto visto che la televisione non la spegneremo mai) , sto facendo una riflessione ontologica: + televisione, – realtà. Che tu guardi Report o San Remo o il quizzone della sera o il tg3. Non c’entra cosa trasmette, secondo me è proprio la fruizione di un prodotto televisivo qual esso sia che allontana dalla realtà e dalla consapevolezza. Niente di nuovo: è tempo di ripassare Debord

    Comment by GioCar — 26 febbraio 2010 @

  2. debord andrebbe conosciuto da molti, prima che ripassato. condito però con un po’ di baudrillard e di de kerchove :-)

    Comment by alessandro — 26 febbraio 2010 @

  3. Beh alla fine è stato chiesto di tacere.
    Si tratta di scuse per togliere voci che danno fastidio, non c’è niente da fare, e mi convince molto molto molto meno.

    Comment by Teresa — 5 marzo 2010 @

  4. teresa, da una legge sbagliata come quella sulla par condicio non possono che nascere aberrazioni come questa. sarà strumentale quanto vuoi, ma che il controllo venga esteso anche alle trasmissioni di approfondimento è perfettamente nello spirito della legge. se non c’è possibilità pratica di garantire pari spazio alle forze politiche nelle trasmissioni di floris e santoro, queste trasmissioni prima delle elezioni non andranno in onda. ed è davvero arduo sostenere che questo impedisca ai cittadini di essere correttamente informati.
    ma nei tg non è che poi vada tanto meglio. credo che dopo quasi quindici anni in cui è stata dimostrata la sostanziale impraticabilità di una legge bisognerebbe riconoscerlo e andare oltre. ma almeno chi l’ha voluta e sostenuta non faccia lo scandalizzato quando il regolamento della televisione pubblica applica la stessa norma in maniera un po’ più restrittiva.

    Comment by alessandro — 6 marzo 2010 @

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