Cronachesorprese

26 marzo 2009

Un po’ di ossigeno

Filed under: news factory,ratzie stories — alessandro @

Non posso fare a meno di segnalare questa intervista di Sussidiario a Giampaolo Pansa (a firma Rossano Salini). Non solo per le cose che Pansa dice su Ratzinger, ma anche per i giudizi sull’opinione pubblica, sulla laicità e sui giornali.
C’è bisogno come dell’ossigeno di uomini come Pansa. E di giornali liberi come Sussidiario.

…c’è una sorta di concetto superbo del proprio mestiere. Non è solo la ricerca del clamore per attrarre lettori – che poi, appunto, non serve – ma è un’idea sbagliata del proprio mestiere per cui ci si concepisce come i “superman” dell’opinione pubblica italiana.

6 commenti »

  1. Ciao Alessandro, veramente ottimo spunto. E’quell’idea di essere superman…sarebbe interessante sapere come la pensano gli aspiranti giornalisti.
    Ciao
    S&P
    PS: ci ho fatto un posto. grazie

    Comment by sudorepioggia — 26 marzo 2009 @

  2. ma scusa Ale… questo giornale dice che il papa non ha detto una cosa tanto diversa dal fatto che il preservativo non risolve il problema dell’Aids. Beh, se e’ vero che ha detto che gli insegnamenti della Chiesa sono l’unico metodo per sconfiggere l’Aids, e se aggiunge che “il preservativo non risolve il problema, al contrario”, dice una cosa diversa eccome, e oltretutto anche parecchio sbagliata, perche’ e’ provato che il condom sia l’unico modo per prevenire la diffusione dell’Aids di cui al momento siamo a conoscenza.

    A me va benissimo che il papa pensi che il preservativo non vada usato, lo deve poter dire dove vuole. Non accetto l’inaccuratezza e la scorrettezza di certe affermazioni, che risultano irresponsabili in un continente dove le vittime non si contano piu’, e possono ostacolare il lavoro gia’ ben faticoso di chi cerca di dare un’informazione sanitaria corretta. La maggiorparte dei centri di cura in Africa sono gestiti dalla Chiesa, e teniamo sempre presente il loro lavoro da sempre, ma e’ ingiusto dire che i detrattori di Benedetto XVI non sanno cosa significhi lavorare in Africa, mi sa che va detto anche questo in questa famosa informazione libera. Vallo a chiedere ai medici laici (che evidentemente si conforntano con le posizioni della Chiesa) che si dedicano alla causa, che cosa ne pensano di queste dichiarazioni. In Africa non esiste una vera informazione sulle cause, la diffusione della malattia, i metodi per prevenirla. La maggiorparte delle persone non ha la possibilita’ di scegliere, come tutti noi, di andare in farmacia e comprarli, i preservativi, qualunque cosa dica il papa. Non stiamo parlando di centri che sono come il Gemelli di Roma, dove le critiche lasciano il tempo che trovano e chi vuole i preservativi li trova da un’altra parte.
    “Il preservativo non e’ la soluzione”, ah sai la scoperta! La soluzione sarebbe la cura, ma la cura non c’e', quindi i preservativi vanno distribuiti in Africa, a meno che non vogliamo fregarcene che tutto il continente sia ammalato. A quel punto si potra’ dire che qualcuno ne ha la responsabilita’, e il papa (mica solo Ratzinger eh?) sara’ indifendibile.

    Comment by teresa — 27 marzo 2009 @

  3. Leggo il commento di Teresa e, in attesa di approfondire, mi permetto di dire che non è vero che il condom è l’unico metodo per prevenire l’AIDS. Personalmente non condivido la posizione del Papa sui preservativi, ma la prevenzione dell’HIV in Africa si fa comunque – mi sembra di capire – anche con altri strumenti, di cui i preservativi sono solo una parte. Leggo – su fonti laiche – anche che gli interventi che promuovono solo i preservativi non funzionano. Il Papa non ha detto che gli insegnamenti della Chiesa sono l’unico modo di prevenire l’HIV (anzi ha parlato di soldi necessari, si presume, per vari interventi), ma che bisogna lavorare sulla concezione della sessualità. Le ragioni della diffusione peculiare dell’AIDS in Africa sono molteplici (per esempio, la condizione della donna) e sono convinto che la risposta non possa essere solo dare preservativi. Poi voglio capirne di più.
    Ciao
    S&P

    Comment by sudorepioggia — 27 marzo 2009 @

  4. ratzie ha detto molte cose. in un passaggio ha detto che il preservativo non è la soluzione e che in certe realtà aggrava il problema. e purtroppo ha ragione. dico purtroppo perché sarebbe bello pensare che soltanto aumentando la diffusione e la disponibilità dei preservativi in africa il problema potrebbe avviarsi verso una soluzione. non è così, è già provato che non è così: le esperienze sul campo, non solo quelle condotte da cattolici, lo dimostrano. non è vero che il condom è l’unico modo per arginare l’epidemia; è vero piuttosto che se non è integrato in strategie di prevenzione articolate fa abbassare la guardia e aumentare la frequenza dei comportamenti a rischio.
    leggi i dati riportati da un articolo di avvenire di due giorni fa. sono dati noti da tempo e diffusi da riviste scientifiche autorevoli (e tutt’altro che benevole nei confronti dei cattolici), ma il pregiudizio calunnioso sulla chiesa untrice in africa, nato a tavolino qualche anno fa come reazione stizzita di qualche giornalista britannico alla grande popolarità di giovanni paolo II, è duro a morire. e si ripete automaticamente a ogni occasione. se i dati dell’articolo di avvenire sono veri, non pensi che tutte le reazioni scandalizzate alle parole del papa siano del tutto fuori luogo? e se sono veri solo in parte, non pensi comunque che qualsiasi strategia di prevenzione che non segua l’ordine di priorità del metodo ABC (abstain, be faithful, condom) sia destinato al fallimento? e parlo della situazione africana dove, come dici giustamente, non ci sono molte possibilità di scelta. l’aids in africa è un’emergenza sanitaria e va affrontata come tale. le reazioni scandalizzate alle parole del papa sono figlie del benessere e dell’incapacità di comprendere la situazione reale in africa. sintomatico ciò che si dice nella descrizione di uno dei tanti gruppi nati su facebook sull’onda della polemica: no al papa che “si oppone” alla diffusione del condom in africa. questo è falso. la chiesa non si oppone per nulla: segue soltanto strategie di prevenzione diverse. e non è neanche vero che il condom sia bandito dai centri di aiuto gestiti da cattolici. è un falso mostruoso. leggi ad esempio questa testimonianza, tratta sempre da sussidiario. come in tante altre occasioni, è evidente anche in questa che l’immagine di una chiesa chiusa al mondo e incapace di comprenderne i problemi è un falso, è una distorsione mediatica. io continuo a pensare che è possibile liberarsene, basta non aderire alle parole d’ordine delle agende dei media. una falsità ripetuta tante volte da tanti giornali non cessa di essere una falsità.

    Comment by alessandro — 27 marzo 2009 @

  5. No, non credo molto in un giornale che dice che il preservativo non funziona, mi dispiace. Ovviamente sono solo una che legge i giornali che le capitano, cerca di essere critica finche’ puo’, e con l’esperienza anche nel tempo nei paesi occidentali, i dati riportati sull’inefficacia non mi sembrano reali. Tempo fa un cardinale dal nome spagnolo aveva detto che “inevitabilmente” il contagio passa attraverso il lattice, oviamente e’ stato smentito dagli scienziati, e ritengo questa risposta valida anche per questo articolo.
    Ora, posso essere d’accordo che in Africa i problemi sono tanti, l’accesso all’acqua, la presenza delle polveri. Indubbiamente il rischio di incidenti sara’ piu’ elevato. Mi viene da pensare che le donne siano state spaventate da tutte queste “istruzioni sull’uso”, che, insomma… sono necessarie fino a un certo punto e in ogni caso molto meglio utilizzare il preservativo anche con le mani un po’ ruvide, qualcuno glielo avra’ detto? Anche il racconto della persona contagiata da HIV che stava morendo non mi sembra un buon esempio. Qui non ci sono state le persone che morivano di HIV? E’ vero, loro non pensavano ai preservativi e alla loro vita sessuale, ma ci sono tante persone infette ancora in salute, e ne conosco anche personalmente, che invece ci pensano, eccome.
    Esatto, si tratta di un’emergenza, quindi l’ordine dovrebbe essere CBA. Anche perche’ l’astensione non mi sembra praticbile come tecnica scientifica per sconfiggere una malattia sessualmente trasmissibile.
    Ma queste riflessioni poi finisce che sono poco rispettose della dignita’ umana… e insomma, voglio solo dire che non mi sembra vero. Poi, che l’uso del preservativo vada associato a una coscienza maggiore della sessualita’, o a una cultura del rispetto delle donne, ovviamente non possiamo che essere d’accordo. Magari si dovrebbe puntare piu’ su questo, in un messaggio al popolo africano piuttosto che dire “il preservativo non serve, anzi”, anzi che, cosa? Incoraggia la diffusione dell’Aids? Ma via… Avra’ detto anche altre cose, lo so che lo ha fatto, ma e’ proprio questo il problema, le altre cose sono messe in ombra da un’affermazione scorretta.
    Non siamo cosi’ stupidi da credere che la Chiesa sia responsabile del contagio dell’Aids in Africa, e dei gruppi su facebook me ne frego, ma il contagio in Africa va fermato, e questi discorsi non aiutano. Ritengo anche che ci siano molte piu’ persone di quello che pensi che valutano l’informazione criticamente, ma sono comunque imbarazzate da quello che e’ successo in Africa.

    Comment by teresa — 27 marzo 2009 @

  6. l’articolo di avvenire non dice “il preservativo non funziona”. dice che non è uno strumento perfetto di prevenzione. e per dirlo non fa altro che riportare le conclusioni di un certo numero di studi scientifici. sono tutti citati. e sono cose note da un bel po’. l’affermazione del cardinale non è corretta ed è facile smentire un “inevitabilimente”. quella del papa invece è corretta ed è sostanzialmente diversa. e per smentirla devi smentire anche le conclusioni scientifiche che la supportano.
    nessuno può sostenere che i preservativi sono sicuri al 100%. e nessuno può sostenere che le strategie di prevenzione con ordine CBA funzionino. i fatti invece (ad esempio i dati sulla diminuzione del contagio in uganda) dimostrano che la strategia ABC in africa funziona.
    ma per l’appunto, la chiesa punta proprio su ciò che dici. che ci può fare il papa se i giornalisti occidentali montano un caso assurdo su una frase? una frase non scorretta, peraltro, ma se ha avuto molta più eco di quello che doveva avere, e se veicola messaggi sbagliati (cioé di demonizzazione del preservativo, che non è nelle intenzioni né del papa né degli operatori sanitari cattolici sul campo) è colpa unicamente dei giornalisti occidentali e del loro senso della notizia distorto dal bisogno di confermare i pregiudizi prevalenti (come dice molto bene pansa), non del papa.
    tu sicuramente non sei così stupida da pensare che il papa sia responsabile del contagio dell’aids in africa. ma i giornalisti inglesi che nel 2005 hanno chiesto una corte internazionale contro il papa per crimini contro l’umanità sono, evidentemente, abbastanza stupidi. e ancora oggi ho sentito e letto di diverse persone che hanno ripetuto acriticamente quell’idiozia. così vanno le cose.

    Comment by alessandro — 27 marzo 2009 @

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