Cronachesorprese

29 novembre 2008

Dodicesima colletta alimentare

Filed under: cronache — alessandro @

colletta alimentare 2008Oggi partecipo alla Colletta del Banco alimentare, come altri centomila volontari in tutta Italia. Io sono in servizio a Genova nella Coop di via Pra’ 24.
Credo che siano pochi ormai gli italiani che non sanno nulla della colletta, che in dodici anni ha raggiunto risultati straordinari e la cui utilità è riconosciuta da tutti. Rimando chi vuole avere qualche informazione in più alle dritte di Galliolus.
Ci sono tanti modi per partecipare. Io ho partecipato a quasi tutte le edizioni, compresa la prima, e non me ne sono mai pentito. Della colletta mi piace la semplicità del gesto, la bellezza di prendere dallo scaffale del supermercato il cibo per porgerlo direttamente a chi ne ha bisogno. Mentre divido negli scatoloni la pasta, i legumi, l’olio, il tonno, gli alimenti per l’infanzia che centinaia di mani di sconosciuti mi hanno appena consegnato, immagino che milioni di mani contemporaneamente stanno facendo la stessa cosa e vedo una pace attuale, un metodo che funziona, non un’utopia. Constato che se si dà la possibilità alla gente di rispondere puntualmente e senza possibilità di errore a un bisogno primario, la gente risponde. Vi sembra poco?

27 novembre 2008

Jimmy della collina

Filed under: lo spettatore indigente — alessandro @

jimmy della collinaJimmy scappa. Non ne ha fatta una giusta, e anche questa fuga che finora non gli ha dato molti vantaggi ha l’aria di una sfida, non di un calcolo. Si ferma di fronte al mare di Sardegna, e guarda qualcosa. Forse sotto, forse dentro, forse oltre. Forse guarda in faccia davvero per la prima volta la sua libertà, e comincia a capire cos’è.

Enrico Pau è uno dei tanti sardi che hanno a che fare con Genova. Da bambino e da ragazzo stava nel quartiere del Carmine, quando Don Andrea Gallo era viceparroco. Oggi fa l’insegnante e il regista. Non sa quale, di questi due mestieri, ami di più. Se mette nell’insegnamento la stessa passione, la stessa onestà intellettuale e la stessa umanità che mette nella regia il suo dilemma è più che comprensibile. Il suo Jimmy della Collina è uno dei frequenti casi di buon film italiano con tanti riconoscimenti, premi e pacche sulle spalle che fatica a trovare una distribuzione adeguata. Io l’ho visto ieri alla prima serata genovese del Missing Film Festival, per dire…

Il libro di Massimo Carlotto da cui è tratto, ha spiegato Pau al termine della proiezione, ha un finale un po’ diverso. Ma Carlotto ha pienamente approvato il progetto del film, finale compreso, tanto da accettare di comparire in una breve scena, e proprio verso la fine.

Pau è andato oltre Carlotto: e non soltanto perché ha raccontato una storia di minorenni in carcere mischiando gli attori con veri detenuti o ex detenuti e facendo diventare inchiesta il casting e il set. Ma anche perché ha avuto il coraggio di cambiare (nonostante l’avesse già girato) un finale che sentiva inutilmente consolatorio, scegliendo invece di buttare la domanda di Jimmy addosso allo spettatore. Senza violenza o distruttività gratuite, che sarebbero state tanto inutili quanto la scelta consolatoria. Non un finale alla Thelma & Louise, per intenderci.

Per tornare all’approccio del regista alla realtà del carcere minorile di Quartucciu (Cagliari), Pau ha incontrato davvero i ragazzi, li ha scelti, li ha fatti protagonisti e testimoni delle riprese, ha cercato di adattare le sue esigenze di narratore, ha lasciato che quella realtà raccontasse il più possibile. E così le idee e i fatti del soggetto hanno trovato una carne che forse non speravano di trovare. Sono cose che più o meno si possono immaginare. Ma raccontarle da dentro, chiedendo ad attori e operatori di adattarsi, è un’altra storia. Succede che nascano amori tra un detenuto e una volontaria che assiste i carcerati? Succede. Si verificano episodi di autolesionismo al limite del suicidio, che a volte finiscono male per i classici errori di chi non sa in che altro modo chiedere aiuto? Si verificano. Capita che qualcuno tenti di fuggire contro ogni ragionevolezza, magari quando ha ancora poca pena da scontare e le attività di socializzazione e avvio al lavoro stanno andando bene? Capita.

Ed è la drammatizzazione di questa irragionevolezza il risultato più notevole del film. Pau ha la sensibilità e l’esperienza per riconoscere che il motivo per il quale Jimmy diventa rapinatore e finisce in carcere non è originariamente un “disagio”, ed è inspiegabile.

Non lo dico io, l’ha detto lui.

25 novembre 2008

Youtube s’allarga

Filed under: il viandante digitale — alessandro @

Youtube ha allargato i video.

Mi sono sempre chiesto perché, nella pagina web di un servizio di video sharing, lo spazio dedicato alla visualizzazione fosse così piccolo in proporzione al resto. Oltre alle ovvie considerazioni sulla necessità della bassa risoluzione (per esigenze tecniche e di eventuali problemi di copyright che, anche se esclusi a parole dalla policy, non mancano mai) mi sono sempre dato questa risposta: in Youtube non è la qualità del video che conta, ma la quantità di informazione che il video veicola, richiama e genera. Veicola: le informazioni contenute nel video. Richiama: le informazioni che il video richiama per analogia, per ricordo, per associazione a precedenti esperienze di fruizione. Genera: le informazioni generate dalla fruizione nel web, dalla sua condivisione, dal suo passaggio virale da navigatore a navigatore, dalla libera e creativa associazione di quel contenuto con altri contenuti nella rete.

Naturalmente tutto ciò continua a essere vero: non sarà l’attribuzione di qualche pixel in più ai video a cambiare questa situazione. Ma Youtube da una parte viene incontro alle molte richieste, da un’altra parte vuole diminuire lo scarto tra la qualità del materiale inviato e la qualità della versione pubblicata. E vuole incoraggiare la vera produzione, più che il taglia incolla: “to better reflect the quality of the videos you create “.

23 novembre 2008

Il Festival dei fuori(gioco)

Filed under: cronache — alessandro @

Da non molto è uscito il regolamento del prossimo Festival di Sanremo. La formula prevede che i giovani, quelli che un tempo si chiamavano nuove proposte e ora solo proposte 2009, vengano accompagnati da un artista conosciuto che faccia loro da sponsor. Niente di strano, è successo anche in altre edizioni, mi sembra anche l’anno scorso. Ma la novità, mi spiega una “mia” fonte, è che devono essere i produttori a trovare lo sponsor all’esordiente. In particolare il regolamento dice:

Le proposte artistiche dovranno, inoltre, contenere la comunicazione del nome dell’artista italiano o straniero ospite con cui l’artista PROPOSTE 2009 si esibirà nel corso della Terza Serata e un messaggio video (supporto BETA) dell’artista ospite con annuncio dell’esibizione insieme all’artista PROPOSTE 2009.

Questo significa che le piccole case discografiche sono tagliate fuori: non hanno nelle loro “scuderie” degli artisti già affermati e riconoscibili dal telespettatore medio del Festival, e non possono permettersi i compensi che chiederebbe uno qualsiasi di loro.
Poiché mi piace in questi casi essere ingenuo (perché penso che sia un buon metodo per dare a cambiamenti o anomalie positive almeno la possibilità teorica di accadere), ho fatto alla mia fonte questa domanda:
“Ma non si trovano proprio degli artisti che accettino di venire gratis o con un rimborso spese minimo, per dare una possibilità a un giovane? Cioé che facciano davvero gli sponsor?”
Sta ridendo ancora adesso.

19 novembre 2008

Social anacronismi

Filed under: semiminime — alessandro @

Idea per un grande business, una versione ottocentesca di Facebook. Profili anticati. Stemmi nobiliari. Gruppi carbonari a inviti e a titoli cifrati, tipo Viva Verdi! Oltre alle richieste di amicizia si potranno mandare anche le sfide a duello.
Altre idee?

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