Cronachesorprese

27 agosto 2008

Non datemi del cinico

Filed under: cronache — alessandro @

labrador Tobia è il cane di A. Tobia è un labrador, ed è uno stupido cane.
È un bellissimo labrador beige come quello in foto, forse un tantino più bolso di quello in foto. Ma è uno stupido cane. Come chiamare altrimenti un cane che non mangia se non in presenza di A.; che quando A. non c’è non mangia, beve a malapena qualche goccio d’acqua giusto per non disidratare al sole d’agosto, nonostante abbia la ciotola piena e vicini amichevoli che gli fanno compagnia e lo esortano a mangiare?

Tobia è uno stupido cane. Talmente stupido che quando A. arriva fa naturalmente le feste di rito, e salta a quattro zampe e lecca le mani di A. gemendo felice. Però siccome ha anche una fame bestia non sa decidere quale sia l’impulso piò forte in quel momento, e corre incessantemente da A. alla ciotola, un po’ mangia e un po’ adora, un po’ adora e un po’ mangia.

Non datemi del cinico, sono soltanto sincero: io non lo sopporterei. A. lo trova commovente, io non saprei cosa fare. Non ho bisogno di essere adorato. Io che appenderei per le palle quelli che abbandonano il loro cane per una stupida vacanza estva, non potrei farcela a vedere ogni giorno scene così, e quindi non mi ci metto nemmeno. Non credo che tutti i cani siano così stupidi, ma soltanto il rischio di avere a che fare con un comportamento del genere mi fa desistere dall’idea di avere un cane.

Anche gli umani indulgono talvolta in comportamenti atti a generare sensi di colpa negli altri per presunte mancanze nei loro confronti. Io li ho sempre tagliati, si può fare, si può ragionare. Ma a un cane che cosa dici? Puoi addestrare un cane a cercare tartufi, a scovare droga nelle valigie, a correre più veloce di altri cani in un cinodromo, a fare piroette o giochi di palla, a fare il guardaspiaggia. Ma puoi addestrarlo a non coltivare comportamenti così scopertamente ricattatori? Se avessi un cane so che tenterei di addestrarlo in questo senso. Sarebbe una pretesa stupida, dite? Eccheccazzo, solo gli stupidi cani possono fare cose stupide? Poiché 99 su 100 sarebbe una partita persa, non mi ci metto nemmeno. Gli direi: stupido cane, se trovo la ciotola piena al mio ritorno te la sequestro. Cane d’un cane, vivi con me da quando sei nato, sai che non c’è giorno che Dio manda in terra in cui non ritorno a casa. Di che cavolo hai paura? Stupido cane, lo capisci che la dipendenza ontologica è una cosa seria, non puoi ridurla a questi teatrini? Leggi Tommaso D’Aquino, se no niente crocchette.

Poi vai a sapere cosa succede, tra un uomo e un cane.

25 agosto 2008

Some travel chips

Filed under: cronache — alessandro @

Biglietti, fogli, spiccioli della valuta estera che non sono riuscito a spendere, scontrini e ricevute di ogni genere. Dai bagagli debordanti, fatalmente più voluminosi di quanto erano alla partenza, sono queste le prime schegge a scappare. A modo loro raccontano. Anche gli abiti, nel loro breve attimo di libertà tra un giorno di compressione in valigia e la bocca vorace della lavatrice che li inghiotte subito (non ho niente da mettere se non fondi d’armadio improponibili, se domani vorrò uscire sembrerà che abbia raschiato il fondo dello staccapanni della Caritas) fanno in tempo a dire ancora qualche parola in inglese.

I pantaloni beige sono impastati della pioggia e della terra della penisola di Gower in Galles. Hanno sfidato una marea e ne sono usciti, diciamo, vincitori. Le snickers marroni con le stringhe che non stanno mai allacciate si sono letteralmente consumate sull’asfalto londinese, e dovrò buttarle. Ma hanno combattuto la buona battaglia e, imbarcate con le punte un po’ all’insù, stasera sembrano quasi sorridere. Le due Lonely planet sono punteggiate da macchie di caffé e di birra, oltre che delle impronte delle dita che avevano sempre da tenere qualche segno, ostinatamente, anche mentre si correva per prendere un bus o si frugava nelle tasche o nel portafogli per cercare money, tickets o qualsiasi altra cosa.

Nei prossimi giorni pubblicherò qualche post retrodatato, trascrizioni o poco più del sempre utilissimo blog analogico. Ho bisogno di riorganizzare impressioni e materiali di questa vacanza piena e complessa, che ha aumentato la curiosità per Londra e per la Gran Bretagna.

Ma le schegge sono i primi, preziosi spunti. Sono immediate e sincere. Mi fido di loro, tengono i ricordi meglio di me. Non le lascerò andare via senza che abbiano raccontato la loro storia.

Grazie a tutti. All’insostituibile squilibrata che ha reso possibile e facilitato questo bel viaggio con tutte le sue forze, alla sua amica Kiko che mi ha dato la soddisfazione di usare la sua cucina linda e perfetta per i miei terronissimi e caotici sfornellamenti, ai due genovesi che mi hanno fatto passare una bella serata e ai quali devo una cena, a Frank e M.me “Jaspary” che mi hanno fatto compagnia negli ultimi giorni (non ingannino i nomi, sono italiani…), al manipolo di avventurieri che insieme a noi hanno sfidato la pioggia e il fango di Rhossili e dintorni.
Un grazie particolare a tutti i londinesi che hanno interagito con me e hanno sopportato le mie incertezze linguistiche. Nessuno escluso, perchè ho trovato soltanto cortesia e disponibilità.

13 agosto 2008

Ancora a Londra

Filed under: cronache — alessandro @

Oggi parto per Londra per un po’ di vacanza. Starò in riva al Tamigi fino al 25, con una breve parentesi gallese. Quando questo post andrà online io sarò già sull’aereo.
Mi piacerebbe riuscire a pubblicare qualche cronaca londinese quasi in diretta, ma non so ancora. Nel caso avessi voglia potrei farlo agevolmente perché la squilibrata, che mi ospita nonostante qualche squilibrio abitativo, mi assicura connessione a go-go. Ad ogni modo almeno qualche twitterata dovrei farla.
In dieci giorni, più due a Cardiff e dintorni, dovrei riuscire a occuparmi di qualcosa di più e di diverso che scattare fotografie, correre da una parte all’altra del centro in bus e metro e mangiare :-) Non che mi sia dispiaciuto: anche in tutto quello strano e affannoso andirivieni di marzo 2007 (ho aggiunto nuovamente all’header randomizer le immagini ritagliate dalle foto scattate in quella occasione, in attesa delle nuove) nel primo wekend londinese della mia vita ho potuto constatare che Londra è almeno un curry, e non è poco. Vediamo cosa salta fuori questa volta.
Cose sicure da fare e da vedere: i musei più importanti; Portobello road; un giro a Richmond (forse con un affermato manager italiano); preparare una cena italiana (ma solo con ingredienti reperiti in loco), con minimo sindacale di pasta alla norma, per una giapponese che già se la sogna di notte; una serata alla Andy Capp in un pub con il genovese a vedere una partita della Premier League, o quello che ci sarà; perdermi nel giardino di Hampton Court; vagare sulle tracce di Chesterton (ammesso che quei miscredenti degli anglicani ne abbiano lasciata qualcuna). E il resto si improvvisa.

11 agosto 2008

I fumi di Panorama

Filed under: cronache,news factory — alessandro @

Uno spettacolare Ferrara su Panorama se la prende con la cricca antifumo e si dichiara ex fumatore già pentito dopo pochi mesi. Da leggere, anche se non si è d’accordo: e questa volta non è davvero difficile non essere d’accordo. Però meglio leggere, se non altro perché si scopre che il papà di Ferrara prendeva a cinghiate il piccolo Giuliano quando lo sorprendeva a fumare di nascosto. Si potrebbero spiegare molte cose…
Si potrebbe spiegare l’istinto di Giuliano a cercare la riprovazione, a sfidare ancora le cinghiate. Un impulso quasi irrefrenabile che lo fa rivoltare contro un’autorità paterna che lui ha identificato nel ben pensante di matrice progressista. Una scelta come un’altra: c’è chi continua a sfidare il padre nello Stato, nella polizia, nel capitale, chi nella Chiesa. Lui lo vede di volta in volta in diverse incarnazioni di perbenismo progressista: ora è il turno della immonda cricca antifumo che in vent’anni è riuscita a cambiare il paesaggio psicologico e morale dell’occidente. Sempre di robe da risolvere si tratta.

Rido a pensare a chi si scandalizzerà. Perché non condivido l’elogio del fumo, ma è indubbio che la lotta al fumo, i cui obiettivi sono condivisibili, rischia troppo spesso di usare mezzi sbagliati di condizionamento che sortiranno effetti opposti. Potrebbe diventare, come già è da tempo negli Stati Uniti, una di quelle crociate puritane, distanti anni luce dall’etica, che inquinano la convivenza umana e civile negli spazi pubblici più degli scippi e dei borseggi. Rido a pensare ai fumatori progressisti ma incalliti che troveranno scritte dall’odiato Ferrara cose che loro stessi pensano senza neanche confessare a se stessi: che cioè il fumo “si combina divinamente con il pensiero, quando ci sia”.

Ma la cosa più divertente è l’imbarazzo della stessa rivista, che induce la redazione ad aggiungere una precisazione, un atto riparatore in fondo all’articolo. In grassetto, perché si veda bene:

a pagina 122, inchiesta su come smettere di fumare“.

Che sembra tanto una di quelle scritte funeree sui pacchetti di sigarette. E se usassero la faccia di Ferrara? Una roba del tipo: “lui fuma, vedi tu”. Sarebbe un ottimo dissuasore per almeno metà dei fumatori italiani. E un’occasione di ilarità per gli altri; e l’allegria non ha mai ammazzato nessuno.

5 agosto 2008

Chi ha riso per primo?

Filed under: il viandante digitale — alessandro @

In seguito a una conversazione con la mia lurker F. (che se mi dà il permesso, magari delurkandosi per una volta o una volta per tutte, citerò per il futuro con il nome intero) ho trovato questo post che parla dell’origine delle faccine. Beh, sono vecchie quanto le prime sperimentazioni di internet, più o meno. Lo sospettavo, ma non conoscevo il fatto. L’idea originale dello smile ha dunque un papà ufficiale, Scott E. Fahlman, che racconta la nascita degli emoticon nel contesto delle prime BBS. Siamo alla preistoria di internet: la pagina è godibile e molto istruttiva, perché racconta il modo in cui una comunità online ha scoperto certe dinamiche che oggi conosciamo bene e sulle quali forse non riflettiamo abbastanza quando discutiamo di qualcosa tra un blog e l’altro, o in un forum, o in una conversazione in instant messaging.

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