Cronachesorprese

8 aprile 2008

Del “rispetto” delle parole altrui

Filed under: cronache,ratzie stories — alessandro @

Sarà un caso, ma pare che la Chiesa non possa più permettersi di fare delle citazioni nei suoi documenti ufficiali perché viene sistematicamente fraintesa. Forse c’è un motivo profondo se la malevolenza dei suoi critici diventa così spesso cattiva interpretazione e condanna sbrigativa. Il caso di Malvino che tenta di strapazzare maldestramente un documento dell’Agenzia Fides è sicuramente meno grave degli indecenti vespai suscitati contro Ratzie in occasione del discorso di Ratisbona e della mancata visita alla Sapienza, ma è comunque indicativo di una mentalità diffusa, che vuole a tutti i costi la marginalizzazione culturale e sociale di una posizione, quella della Chiesa, che per molti intellettuali non deve avere più diritto di cittadinanza. E ogni occasione è buona, ogni mezzo è lecito.

Non voglio dilungarmi, la questione è molto semplice e chiunque è in grado di tirare le giuste conclusioni leggendo il documento originale. Ancora una volta, è da rimarcare, il critico dimentica di citare la citazione: il citato è Francois Dumont, professore alla Sorbona. E non solo si attribuisce all’Agenzia Fides il giudizio di un altro, ma si omettono anche maliziosamente (difficile pensare altrimenti) delle virgolette che danno un senso del tutto diverso alla frase incriminata. Copio e incollo dal testo:

La tradizionale struttura fatta da un padre che lavora e provvede ai bisogni economici, una madre educatrice ed una prole numerosa, è quasi del tutto scomparsa in Europa, per fare posto a forme cosiddette moderne, che hanno origine nell’Europa del Nord, basate sul ‘rispetto’ per le scelte individuali dell’altro, sull’uguaglianza dei ruoli tra uomo e donna, sul sentimento come base della formazione delle coppie e del rapporto tra genitori e figli; è una trasformazione sostenuta ed accompagnata dalla rivoluzione femminista.

La parola “rispetto” tra gli apici (apici semplici, perché sono già dentro a una citazione!) rende inequivoco il senso della frase: Dumont (e non l’Agenzia Fides) ritiene che il “rispetto” che questi modelli di convivenza rivendicano solo per sé non sia in realtà loro appannaggio esclusivo. E non c’è nessun giudizio negativo dell’uguaglianza tra uomo e donna, del sentimento come base del rapporto di coppia, eccetera: è la constatazione di un passaggio culturale avvenuto in Europa, è considerato come dato di fatto.

Malvino invece cosa legge? Toglie apici semplici e doppi perché così la sua tirata malevola viene meglio:

Basta con “il rispetto per le scelte individuali dell’altro”? Basta con “l’uguaglianza dei ruoli tra uomo e donna”? Basta con “il sentimento come base della formazione delle coppie e del rapporto tra genitori e figli”? Ma sì, basta. Meglio non dirlo in modo esplicito, però: non suona bene.

Meno male che c’è Malvino che “esplicita” (ci sono le virgolette qui, non dimenticatele) e fa dire agli altri quello che non dicono e non si sognano di dire.

2 commenti »

  1. Lei si arrampica sugli specchi, perciò è costretto a premettere che “il caso di Malvino [...] è sicuramente meno grave, ecc.”. Le affermazioni di Francois Dumont sono fatte proprie “in toto” dallo stesore del documento, che infatti le riprende per mostrarle in perfetta sintonia con le affermazioni di Benedetto XVI (Congresso Comece, 24.3.2007). Le virgolette messe a “rispetto” hanno lo scopo di introdurre polemicamente un dubbio sul fatto che quello verso l’individuo (e non già verso la persona) sia “vero rispetto” (come poco oltre è per “vivaci”, usato per definire le famiglie nelle quali si “pretende” [le virgolette, qui, sono mie] di applicare il principio del rispetto verso l’individuo). Lei, gentile Alessandro, si arrampica sugli specchi, ma ha ventose assai imperfette.

    Comment by malvino — 14 aprile 2008 @

  2. si figuri, gentile malvino, quale interesse posso avere ad arrampicarmi sugli specchi su una questione sollevata da lei. chi ha scritto il documento usa le affermazioni di dumont per i dati che contiene a sostegno delle affermazioni di benedetto XVI, non le fa proprie “in toto”. è vero, le concedo, che non c’è segnalazione di distonia tra le due posizioni; ma questo non basta per riportare le frasi del dumont come se fossero integralmente di chi ha scritto il documento, come fa lei. è quanto meno poco elegante. mi fa piacere comunque che lei abbia finalmente considerato il significato delle parole tra virgolette: nel suo commento l’aveva del tutto omesso. spero che le sia valso come esercizio a leggere con minore prevenzione i documenti di provenienza a lei non gradita: come può constatare quelle virgolette, una volta considerate, dovrebbero impedirle di tirare le conclusioni perentorie che lei ha tirato (“basta con il rispetto?…” eccetera). con stima e cordialità.

    Comment by alessandro — 14 aprile 2008 @

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