Cronachesorprese

25 marzo 2008

Blogbabel

Filed under: il viandante digitale — alessandro @

L’idea che ci sia qualcuno che pensa davvero di fare causa perché non è contento di come appare su Blogbabel mette alla prova il mio normale ottimismo sulla bellezza e la grandezza della rete.
Vorrei non parlarne, ma Blogbabel a me serve. E non per specchiarmi nella posizione in classifica, ma per la prima pagina dei meme e per la ricerca sui contenuti dei blog, che è insostituibile.

O meglio, potrebbe anche essere sostituibile. Ed è proprio questo il punto. Se ci sono tanti che non sono contenti di Blogbabel, perché non fanno un altro memetracker che gli vada a genio? Blogbabel non ha la licenza in esclusiva nazionale. Ne facciano un’altra, e non pretendano di dare regole su come debbano essere letti e interpretati i loro feed pubblici.

Che tristezza.

aggiornamento delle 17.30

Radiouno ha intervistato Ludo.

24 marzo 2008

L’Angelo Schienadritta

Filed under: cronache — alessandro @

angelo cattedrale parmaAnnunciatore, vabbé… capiamoci.

Per i nostri colleghi uomini il difficile è verificare. Per noi il problema è inverso, ma il compito non è meno duro: guardiamo la verità nuda e splendente e dobbiamo vestirla di parole, immagini e significati sensibili, per non accecarvi e confondervi. Come questa storia del Cielo, ad esempio. Un colpo di genio di un caporedattore arcangelo di grande esperienza, un maestro: è ormai diventata un classico, tanto che l’anno scorso è stata inserita in un protocollo ufficiale di comunicazione con gli uomini. Sei in cielo, discendi dal cielo, eccetera. In effetti, è una delle migliori che abbiamo trovato. Per ora.

Ma sia chiaro, questo potete capirlo: nessuno passa veline, “lassù”. Siamo spiriti anche noi, fino a prova contraria. Non marionette né maggiordomi. E neanche ambasciatori. Qualcuno fa il portavoce e lavora negli uffici stampa istituzionali (sono Tre i principali), ma solo per facilitare il compito a noi, che stiamo in prima linea e abbiamo bisogno dei loro comunicati. Io ho un contratto da inviato, ma decido io dove andare. Se una storia mi intriga, parto.

E credete che ci sia la ressa, attorno a questo sepolcro? Per ora sono arrivato solo io. Non sono più i tempi delle press conference spettacolari a cui invitavamo eccezionalmente anche il collega Isaia. Uscivi e il pezzo era già pronto, perfettamente chiaro in testa: Incipit quasi obbligato (Sanctus, Sanctus, Sanctus) e poi via di esperienza. No, ora che i tempi sono maturi il mestiere è cambiato. Qui non ci sono le schiere delle grandi occasioni a contendersi il particolare o la dichiarazione esclusiva. I colleghi prendono tempo. Grandi discussioni, negli ultimi tre anni. Come raccontare questo nuovo corso? Sono arrivati esposti a pioggia al Consiglio dell’Ordine, dopo i primi miracoli. C’è chi solleva eccezioni deontologiche e fa pressioni enormi. Si sostiene che i miracoli (e soprattutto le resurrezioni: non vi dico la bolgia, nel dopo Lazzaro…) non si possono raccontare in maniera troppo diretta. Dicono che si devono usare forme diverse dalla cronaca, generi un po’ datati come “visioni mistiche”, “locuzioni interiori”, “intuizioni spirituali” o addirittura “miti” e “leggende”. Bah! Volete sapere che ne penso? Balle da pennivendoli. La sindrome di Lucifero non è mai scomparsa del tutto. “Per rispettare la natura umana”, dicono. Ma sono tutte scuse. Forme subdole, “moderne”, ripulite, “culturali” di invidia angelica. Nel rapporto con gli uomini si è fatta più scaltra. Vuole anzi sembrare più realista del re, vuole dettare le regole, cosa e come si deve comunicare, cosa si deve dire e cosa non si deve dire.

Io me ne fotto, mi denuncino pure al Consiglio: rispondo alla mia coscienza. Ecco che arrivano le donne. Sì sì, è vuoto, proprio vuoto. Guardate pure, non c’è proprio nessuno. Risorto, vi dico. Ri-sor-to. Se consultate l’archivio capirete, dalle ultime dichiarazioni ufficiali, che potevate anche aspettarvelo.

Vivo. Alive and kicking. Andate a dirlo ai vostri amici. Resteranno basiti ma poi capiranno. E anzi, sto pensando: non è che alcuni di loro, magari i meno cagasotto, hanno voglia di diventare colleghi?

23 marzo 2008

Resurrezione non bussa

Filed under: cronache — alessandro @

L’esperienza di oltre duemila primavere è forse nulla rispetto alla storia del mondo, ma è molto di più di un simbolo. Non è la primavera che ha suggerito la Pasqua, è la Pasqua che ha smascherato la primavera.

22 marzo 2008

Resistere

Filed under: reading — alessandro @

antelami particolare giuseppe d'arimatea

“…Bisogna sempre un giorno chiedere qualcosa alle potenze.
Quando si è vivi le si sfida.
L’eroe, il santo, il martire le sfida.
Ma quando si è morti.
Gli altri non le sfidano per voi quando si tratta della sepoltura.
Giuseppe d’Arimatea non aveva paura di andare dalle potenze.
Di parlare alle potenze.
Sapeva parlare. Sapeva esprimersi.
Era evidentemente un uomo che sapeva parlare.
Sapeva che dire.
Non aveva paura.”

Charles Peguy, Il mistero della carità di Giovanna d’Arco

21 marzo 2008

Blog Wars – Nelle tue mani

Filed under: lo spettatore indigente — alessandro @

nelle tue maniSeconda puntata delle Blog wars di Mentelocale. Come nota Giorgio, questa volta sono l’unico dei quattro ad aver gradito.
Boh, forse i tre pallini in effetti sono generosi. Però ho apprezzato davvero. Generalmente un film riesco a giudicarlo meglio il giorno dopo, dopo averci dormito su una notte. Se mi rimane “attaccato”, per così dire, cioé se mi capita di ripensarci, è generalmente un buon segno.
Nelle tue mani l’ho apprezzato per la capacità di rappresentare l’incidenza su un rapporto di coppia di una situazione psicologicamente precostituita. In qualche modo è inevitabile che accada ciò che accada, nonostante il legame forte tra i due protagonisti. Che se la cavano egregiamente, soprattutto Kasia Smutniak.
Poi è vero che il film non ha una grande storia come dice Estrellita, e che la catena di sfighe ha dell’improbabile, come dice Tambu. Ma se questo è improbabile, che vogliamo dire delle Onde del destino, ad esempio? Ed è vero, come dice Redpill, che il film non è un grande godimento. Però personalmente mi è rimasto addosso e mi ha fatto riflettere un po’. Forse più per una mia esigenza personale che per qualità artistiche indiscutibili, non lo so.

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