C’erano una volta le partite in differita. Ora è quasl impossibile vedere una partita alla TV se non in diretta e in orari sempre diversi. Il campionato di serie A è sempre più spalmato in più giorni e orari e ancora i signori del pallone non sono soddisfatti: è di qualche giorno fa la proposta di spalmare ancora di più. Non basta: le immagini in chiaro, gli highlight delle partite saranno spostati sempre più in là. Una delle ultime tradizioni rimaste, quella di fiondarsi a casa dopo la partita della domenica pomeriggio per vedere le prime immagini disponibili da tutti i campi, rischia di essere cancellata. Ma tanto, lo sappiamo, è stato eutanasizzato già da tempo, nel nome dell”infotainment, lo spirito di quell’esempio di giornalismo sportivo asciutto e godibile che era Novantesimo minuto.
Già, da tutti i campi: da quanti? Se rimarranno due o tre partite alla domenica pomeriggio sarà festa grande. E addio dunque anche all’insostituibile Tutto il calcio minuto per minuto, alla sua sintassi narrativa fatta di continue interruzioni e colpi di scena.
Ma dicevo delle differite. Quando ero bambino c’era la leggendaria “sintesi di un tempo di una partita di serie A” che andava in onda sul secondo canale dopo che sul primo canale era finito Novantesimo minuto. Poche cose avevano il sapore malinconico della domenica sera come quella telecronaca monotona e cantilenante. Non si chiedeva molto di più, all’epoca: sembrava già un miracolo avere queste finestre di calcio una o due volte alla settimana. Più avanti negli anni fu possibile vedere una differita intera al lunedì. Ma la differenza la fecero le TV private: fino a quindici anni fa le partite delle squadre locali erano ampiamente disponibili nella programmazione delle TV private per tutta la settimana. Se per qualche motivo perdevi la partita alla domenica non avevi da fare altro che scegliere la sera o il pomeriggio più comodo per vederla in differita.
Ora è impossibile, perché le televisioni possono far vedere in chiaro soltanto gli highlight e solo da una certa ora. Anche durante la settimana la regola non cambia: se una TV vuol far vedere tutta la partita della squadra locale la deve pagare cara. Qui a Genova non la trasmette più nessuno, neanche le emittenti più organizzate.
Insomma, se non ci fosse internet dovrei sorbirmi ore e ore di discussioni allucinogene tra commentatori rincoglioniti, assatanati e bavosi per vedere o rivedere qualche azione. Invece per fortuna qualche benemerito dedica un po’ del suo tempo libero a mettere su youtube tutto quello che può.
Merita un monumento, ad esempio, questo Levla che ha youtubizzato tutto il derby della lanterna di domenica. In undici spezzoni, eccoli qua:
Uno Due Tre Quattro Cinque Sei Sette Otto Nove Dieci Undici.
Ma questo è niente rispetto a quanto sta facendo Bluecircled (a cui si deve il video riportato in cima al post). Un vero eroe. I sampdoriani che ancora non lo conoscono vadano a vedere cosa sta raccogliendo. Qualche esempio?
Tutti i gol dello scudetto, uno dietro l’altro.
Toninho Cerezo, “la suadade è già finita, il Brasile è anche un po’ qua…”
Il gol di Dossena al Malines, nello stadio mezzo cantierato per Italia 90, con la telecronaca originale…
Un impressionante gol di Pietro Vierchowod al Nottingham Forest, in un torneo estivo del 1992… E questo era uno stopper, non so se mi spiego.
Tutte le più belle coreografie, con il sottofondo di Lettera da Amsterdam. Alla fine c’è quella di Sampdoria – Inter di due anni fa, che è sicuramente la più bella di tutte quelle che ho visto.
Udinese-Sampdoria 4-5, tripletta di Mancini e doppietta di Montella. Era il 1997. Questi e gli altri gol realizzati dalla Samp al Friuli negli ultimi dieci anni.
La prima coppa Italia del 1985, il servizio realizzato dalla sede regionale della Rai.
Il cinque maggio. E non dico altro.
Chi si ricorda il gol di Alessandro Orlando al Parma?
Tutti i gol di Flachi. Guardarli in sequenza fa riflettere. Questo ci ha salvato dalla C e ha portato per mano la squadra nei momenti più difficiil della sua storia. Facendo vedere a tratti numeri che si sono visti raramente a Genova. Il suo gol in rovesciata contro la Salernitana del gennaio 2002 è una delle cose più belle che abbia mai visto in uno stadio.
Alviero il marziano castiga il Milan nell’anno di (loro) disgrazia 1980/81.
Il Pd di Veltroni va da solo. La sinistra Arcobaleno di Bertinotti di conseguenza anche. Il Pdl di Berlusconi sancisce il matrimonio Forza Italia – Alleanza Nazionale con la Lega a fare da testimone ma, contemporaneamente, sancisce il divorzio dall’Udc di Casini che sarà candidato premier, come del resto addirittura la Santanché che si è messa a capo di una robaccia così a destra che meno destra (per come dovrebbe essere la destra) non si può. La Rosa bianca di Tabacci non si accorderà (almeno da quello che dicono oggi) né con Casini né con Mastella, che vagherà come leone ruggente cercando chi divorare fino alla vigilia del voto.
Se c’è una cosa che mi piace di Nanni Moretti è la sua capacità di farmi ridere dall’interno di qualunque storia. Certo non si ride sempre, dall’inizio alla fine di ogni film. E non si ride con la grassa risata, né con la risata nervosa da intellettualoide. È il suo modo di stare nelle storie che mi fa ridere, perché mi piace, perché lo trovo familiare. Anche nelle storie tristi. Se la vita fosse un testo, le presenze ripetute di un attore -amico come Moretti sarebbero come i segni di punteggiatura tra le parole. Anche i gatti mi fanno ridere così, e altri animali che attraversano le situazioni umane dando l’llusione di indossarne o interpretarne qualche aspetto. Sono punteggiature, coadiuvanti del senso senza pretendere un senso tutto per loro. 

