Cronachesorprese

29 febbraio 2008

Febbraio 2008, statistiche

Filed under: forse cercavi — alessandro @

statistiche febbraio 2008

Questo mese ho fatto qualche esperimento di ottimizzazione sui motori di ricerca. Esperimenti da dilettante, un po’ a naso, ma che hanno portato qualche risultato già evidente dal 6,7% in più di accessi rispetto a gennaio nonostante i due giorni in meno a disposizione.

Giorni cruciali sono stati quelli attorno a San Valentino. Come ho spiegato nel post del 12 febbraio mascherato da ironico comunicato sindacale, ricevo accessi costanti durante tutto l’anno per chiavi come sorprese o sorprese d’amore. Quando tre anni fa ho visto per la prima volta nei referrer queste ricerche ho pensato a una stranezza. Ora devo rassegnarmi al fatto che molti, quando vogliono fare un regalo a una persona che amano, chiedono a google (ma vent’anni fa l’avrebbero chiesto a un commerciante di fiducia o alla posta del cuore di qualche rivista) come essere gradevolmente sorprendenti. Ovvie battute a parte, mi sembra un brutto segno: significa sentirsi deboli in ciò in cui si dovrebbe essere più forti, significa supporre che la società dei consumi conosca il cuore di una persona meglio di un innamorato.

Comunque ho pensato che sfruttando il buon posizionamento su queste chiavi potevo intercettare qualche accesso sulle ricerche dei giorni attorno alla festa degli innamorati. Ho mentito, nel post: le chiavi con “San Valentino” non mi avevano mai dato accessi, quelle con “sorprese” sì. Quindi le ho messe insieme per vedere se riuscivo a posizionarmi anche su San Valentino. Esperimento riuscito: tra martedì 12 e giovedì 14 ho avuto un aumento del 72% nelle visite e dell’85% nei visitatori rispetto alla settimana precedente. Il giorno 12 ho registrato la migliore performance per il blog nel numero di visitatori (15% in più rispetto al precedente picco del 3 dicembre 2007) e il 13 ho ulteriormente aumentato: un altro 17,2 % in più, ovvero il 30,3% in più rispetto al 3 dicembre). Lieve calo il 14, comprensibile: a quel punto i giochi erano fatti. Però accessi sempre a livello di record, e l’effetto si è mantenuto nei giorni seguenti.

Chi ha cercato? Direi soprattutto donne: “sorprese san valentino per lui” ricorre diverse volte, neanche una volta per lei.

Casualmente negli stessi giorni ho parlato di Cloverfield, e questo ha contribuito a portare altri accessi. Dopo che ho scritto il primo post sull’argomento mi sono accorto che tutti i referrer in tema erano “storia di cloverfield”: per questo ho rafforzato con il post successivo che ha come titolo proprio quella chiave di ricerca. Anche questo esperimento ha dato buoni risultati, perché gli accessi su quella chiave sono aumentati sensibilmente.

Altre ricerche divertenti del mese, con il mio commento in corsivo. Queste, giuro, sono tutte vere.

Spremuta di minchia Sanremo
Il prodotto tipico però è il frullato di testicoli

Casini vai avanti
Udc, ovvero Ultras di Casini

Maggiolini scomunica scatta
Il vescovo fluidificante

Elimina cronologia marito
O cancellalo direttamente dalla faccia della terra

Cancellare cronologia moglie marito
Non mettere il dito…

Cazzi africani
Prima di visualizzare controlla la risoluzione dello schermo

Idee per stupire un uomo
Ce n’è una non molto originale, ma funziona sempre

Concorsi pubblici per pregiudicati
Beh, questo mese ne hanno indetto uno per un posto a Palazzo Chigi

Parole che fanno rima con Luca
Ehm, s…

28 febbraio 2008

Kevin Kelly, le otto qualità generative

Filed under: il viandante digitale — alessandro @

Segnalo un articolo del 31 gennaio di Kevin Kelly, uno dei fondatori di Wired, tradotto e pubblicato da Internazionale.
L’idea di qualità generativa è interessante: poiché internet è come una grande fotocopiatrice, dice Kelly (d’accordo, non è solo una fotocopiatrice, ma non c’è dubbio che la copia di un contenuto non è mai stata così facile), nel tempo diventerà valore ciò che non può essere copiato o replicato ma deve essere “generato, fatto crescere e coltivato”. Una riflessione che abbiamo fatto più o meno tutti, ma l’analisi di Kelly si spinge a ipotizzare quali saranno questi valori. Sono cose molto fisiche, non vi sembra? O meglio, cose che riguardano la real life più che la virtual life che a questo punto, davvero, non so più cosa sia. O ancora meglio: la virtualità sta rivelando la sua vera natura, un’autostrada per parti di realtà che non avresti mai raggiunto in altro modo.
Provo a sintetizzare le otto qualità in altrettante battute. Ma ne parlerò ancora molto, qua e là, per tutto il 2008.

Immediatezza
Se non ora, quando?
Personalizzazione
Ehi amico, dici a me? Ma proprio a me?
Interpretazione
Mozart in fondo faceva grandissime cover (se avete in mente una certa scena di Amadeus sapete di cosa sto parlando).
Autenticità
Mi viene in mente un riquadro di Alan Ford. Il Numero Uno che usa un asciugamano con su scritto: “Rubato all’Hotel Astoria”.
Accessibilità
Sono abbonato alle albe e ai tramonti da una vita.
Corporeità
Via con l’evento.
Mecenatismo
Il cantante di strada non aspetta che io lo paghi per suonare. Perché gli U2 non dovrebbero fare lo stesso?
Reperibilità
Non sei solo tu che cerchi lui. Anche il contenuto che cambierà la tua vita sta cercando te.

Sempre a proposito di rivoluzioni gratuite future, anche Chris Anderson sta cercando di spingere lo sguardo ancora più avanti. La coda è lunga e bisogna ingannare l’attesa ;-)

27 febbraio 2008

I furbetti dell’iceberghino

Filed under: semiminime — alessandro @

Non temo chi riuscirebbe a vendermi un frigorifero al polo. Temo chi riuscirebbe a vendermi un frigorifero al polo rubandomi la stufetta.

26 febbraio 2008

Vespa, quel fastidioso ronzìo

Filed under: cronache — alessandro @

Molti stanno parlando dello sconcertante Bruno Vespa. È un bel po’ che non mi capita di guardare Porta a porta: vedere gli estratti riportati sui diversi blog e su youtube dopo tanto tempo mi aiuta a valutare meglio il potenziale ottundente di quel linguaggio, di quel modo di fare giornalismo televisivo. Finché Vespa fa parlare i politici e si dimostra più o meno condiscendente con loro, è un conto: in fondo cede la parola ad altri e ognuno può farsi un’opinione.
Ma questo modo di usare gli esperti o i sedicenti esperti, questa insistenza a ripetere le domande che sono giudizi, e giudizi pesanti e senza appello, tutto questo è semplicemente violento.
Tralascio le odiose affermazioni della Graziottin che si commentano da sole. Considero la semplice struttura dell’intervista: riporto una dietro l’altra le domande e le interruzioni di Vespa.

- “Io sono nato alcuni secoli fa… ma è abbastanza normale che a quell’età si abbia un sito… su internet, nel quale scaricare tutte le proprie… boh, non so che cosa, confessioni, voglie, desideri, anomalie…”

- “Ma perché?”

- “È una tragedia…”

- “Io ho detto, io mi meraviglio dal’alto della mia età secolare che sia così frequente (e siccome arriviamo tardi in America avranno cominciato prima) esporsi in pubblico in maniera così abituale, come se fosse la cosa più normale…”

- “Posso chiedere al papà di Raffaele Sollecito la sua impressione da padre su questo mondo che io, ripeto sono un retrogrado, ma francamente ne ho scoperto l’esistenza soltanto da poco tempo…”

- “Ma perché questi ragazzi hanno bisogno del blog per realizzarsi, non lo so… perché? Che spiegazione si dà lei che conosce perfettamente suo figlio, così lei dice…”

- “Scusate, non stiamo mescolando niente, stiamo dicendo che c’è… forse non sono riuscito a spiegarmi all’inizio… qui ci sono due binari totalmente diversi. C’è un binario di una gioventù sconosciuta e c’è un binario invece criminale del quale non sappiamo ancora niente e del quale poi si occuperanno nel bene e nel male i magistrati. La cosa che ci stupisce non è che sia stata uccisa una ragazza, ne vengono uccise tante… perché qui se ne occupa la televisione americana in prima serata? Perché è una storia particolare nata in una città di giovani, in un ambiente torbido, con un uso di droga francamente superiore a tutte le attese e allora noi che non abbiamo l’ammirevole serenità del dottor Sollecito ci chiediamo: ma i nostri figli chi sono? Questa è un’altra storia, e quindi hanno i loro blog, hanno le loro storie… questo con il crimine non c’entra niente tanto è vero che in questo servizio di Valeria D’Onoifrio veidamo appunto questo uso, questa abitudine al sesso e alla droga nei giovani universitari. Non solo a Perugia, naturalmente”.

Queste domande, questo modo di indirizzare la discussione non serve ad approfondire, serve a ripetere dei giudizi, ad accostare concetti negativi a ciò che si vuole condannare e a cercare una sintonia con una paura, in questo caso la paura del genitore non più giovane e non molto preparato culturalmente che viene indotto ad associare una serie di cose, realtà di cui sa poco o nulla, con la paura dei pericoli che può correre il figlio. E questo indipendentemente dalle scuse che si possono avanzare a livello logico (stiamo parlando di due “binari” diversi… appunto, stai facendo andare in parallelo due cose, per associarle).

25 febbraio 2008

Aborto: correggetemi se sbaglio

Filed under: cronache — alessandro @

Allora, mi sembra di poter sintetizzare lo stato dell’attuale dibattito in questi pochi punti.

1 - Non esiste nessun attacco diretto o indiretto alla 194 da parte dei cattolici o delle gerarchie ecclesiastiche. Nonostante ciò per tutta la campagna elettorale, con punte di alta insopportabilità intorno all’otto marzo, si leverà sempre più alto il chiasso sulle offensive clericali sul corpo della donna, e molti saranno sinceramente convinti che la Chiesa abbia avviato un’azione specifica su questo tema da qualche anno a questa parte, mentre la posizione della Chiesa è sempre la stessa (bella questa espressione di Monsignor Sgreccia: considerare l’aborto una faccenda privata “è uno sfrondone”): sono i termini della questione che cambiano, come è logico, con il tempo e i progressi della medicina. Ed è anche logico, e augurabile, che i progressi riducano le occasioni e la necessità di ricorrere all’aborto, e non le aumentino.

2 - Esiste un attacco ad alcuni punti qualificanti della 194 da parte di radicali, sinistra più o meno dura e pura, una parte dell’ordine dei medici che ha cercato un pretesto per parlare a nome di tutti i medici, strumentalizzando un’occasione ufficiale. Gli aspetti della 194 maggiormente sotto attacco sono il diritto all’obiezione di coscienza e l’obbligo ad abortire soltanto in strutture ospedaliere, anche quando saranno disponibili farmaci che creano l’aspettativa non fondata di evitare l’ospedalizzazione.

3 - Un altro aspetto della legge è applicato da sempre in modo discutibile ed è la tutela della salute fisica e psichica della donna, ma non se ne può parlare se no si viene accusati di attaccare la 194. Se si andasse davvero ad analizzare cosa succede negli ospedali si scoprirebbe probabilmente che sono molte le interruzioni di gravidanza praticate dopo i novanta giorni con criteri “larghi”, come ammesso pubblicamente da Silvio Viale. Allora torno a domandarmi chi è che sta davvero attaccando, e non da oggi, la 194. Sono anni che faccio questa domanda e nessuno mi dà risposte soddisfacenti. Forse a trent’anni dal referendum si verificherà questo paradosso: i cattolici a difendere l’impianto della legge, altri a demolirlo al grido di “ci vogliono togliere la 194″. Barrare la casella corrispondente con una crocetta: chi sarà chiamato oscurantista e chi progressista?

4 - Si tace su ciò che succcede da trent’anni negli ospedali ma si dà ampio risalto ad alcuni fatti spiacevoli successi negli ultimi mesi per far credere che esista un attacco subdolo e incrociato alla possibilità di ricorrere tout court all’interruzione di gravidanza.
Ferrara purtroppo fa gioco a chi vuole presentare i fatti così: nella sua personale campagna per una moratoria sull’aborto mischia ottime domande a provocazioni e argomentazioni risibili, violente e gratuite, che non aiutano ad affrontare razionalmente la questione. Sinceramente preferirei che tornasse a fare il giornalista a tempo pieno, cosa che sa fare bene e che non gli impedirebbe di occuparsi anche di questioni etiche.
Però sono convinto che parlare della realtà dell’aborto (che è l’uccisione di un uomo), come sta facendo Ferrara, non equivalga a bollare le donne che lo praticano come assassine. L’aborto è configurato dalla legge come legittima difesa: esiste l’eccesso anche in questo, ma è diverso dall’eccesso di un omicida. Io credo che un paese maturo e non oscurantista possa accettare che si parli dell’aborto per quello che è. Voglio la libertà di parlarne e non voglio bollare nessuno con marchi di infamia. Abbiamo bisogno di discrezione e sensibilità, ma anche di passione per la verità.

5 - Binetti ha parlato di obiettivo zero aborti ed è stata chiamata utopista integralista. All’integralista c’è abituata, all’utopista un po’ meno, ma non so quale delle due etichette sia più offensiva. La senatrice ragiona e ragiona bene, l’ha dimostrato in più di una occasione. Sui fatti di Napoli ad esempio ha criticato il comportamento della polizia: se la parola integralista ha un senso univoco (ho i miei dubbi in proposito), lei non lo è. Ad ogni modo è comodo bollare la sua posizione come utopica: permette di sdoganare altre posizioni né utopiche né accettabili, oserei dire oscurantiste, che tendono a negare umanità al concepito (e, come detto, ad andare contro la 194). Con queste posizioni è davvero difficile entrare in dialogo; con altre, come quella del sindaco di Genova Marta Vincenzi, forse è possibile, anche se non condivido l’idea che il feto sia “soltanto” una cosa sola con la madre. Naturalmente la madre non è solo un contenitore, ma il concepito non è soltanto un contenuto. Ammesso che il traguardo indicato dalla Binetti sia irreale e utopico, purtroppo non è irreale e utopica l’ispirazione eugenista di tante prassi sanitarie ed esortazioni più o meno pressanti a non portare a termine gravidanze che poi saranno “pesi per la società”. Allora, rischio per rischio, preferisco l’utopia binettiana.

Aggiiornamento del 27 febbraio

Radiowaves replica a questo post, io controreplico nei commenti.

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