Cronachesorprese

16 gennaio 2008

Laicità l’è morta

Filed under: ratzie stories — alessandro @

Ci sono alcuni fatti e alcune logiche conseguenze di quanto successo in questi giorni alla Sapienza di Roma che sarà bene tenere a mente. Provo a fare un elenco minimo.

L’Università nega se stessa
I professori promotori dell’appello sono ebbri di ideologia al punto da mettersi sotto le scarpe le basi deontologiche della loro professione. Se rimanesse loro un briciolo di dignità, ora che hanno ottenuto il loro squallido scopo, dovrebbero ritrattare e scusarsi. Non con il papa, ma con i loro studenti per la pessima lezione impartita. Stamattina in un giornale radio ho sentito una studentessa della sapienza che diceva più o meno: “una vittoria, abbiamo tenuto la religione fuori dall’Università”. Avete tenuto la cultura, il dialogo e il pluralismo fuori dall’Università. È di una tristezza mortale che uno studente non se ne renda conto. Ma se non se ne rende conto è colpa, prima di tutto, dei suoi insegnanti, che non hanno esitato a divulgare uno studiato fraintendimento di un articolo e delle affermazioni di un loro collega, uno che ha titoli accademici come loro. Se questo fatto così grave per un luogo di trasmissione della cultura è finito in secondo piano rispetto alla polemica che ha innescato e al fumo che ha prodotto, è dovere di chi ha gli strumenti per capire e la voglia per approfondire denunciarlo e tenerlo bene a mente, perché nessuno possa pensare di riprovarci senza subire le giuste conseguenze di screditamento da parte della comunità scientifica.

Laicità anno zero
Ratzinger poteva tenere la lezione introduttiva dell’anno accademico senza scandalo per nessuno. Si è cominciato a sbagliare davvero e a compromettere il principio di laicità quando si è scelto di derubricare una lezione a un saluto. Se si vuole parlare davvero di laicità, la posizione correttamente laica era andare a sentire ciò che voleva dire, poi concordare o confutare. Non c’è altra possibilità. Bisogna piantarla di far credere che laicità vuol dire impedire alla Chiesa e ai suoi rappresentanti, a qualsiasi livello, di partecipare alla vita pubblica. Non c’è possibile accordo su questo: i laicisti prima o poi dovranno abbandonare questa pretesa insostenibile e odiosa. E non confidino di trovare sempre minore resistenza con l’avanzare del processo di secolarizzazione: se conoscessero la storia della chiesa saprebbero che vitalità ed efficacia nella società delle comunità cristiane sono variabili indipendenti dalla numerosità del loro insieme.

Una questione di libertà
Diventa sempre più evidente che la discriminazione verso i cattolici sarà nei prossimi anni una questione di libertà fondamentale. Se accade che l’annunciata presenza del papa provoca queste tensioni, significa che il livello dell’intolleranza si sta alzando inesorabilmente a livelli pericolosi. Diventerà sempre più evidente che difendere il diritto dei cattolici alla presenza, alla partecipazione alla vita pubblica, al dibattito delle idee è una questione di libertà per tutti, è una (nuova?) frontiera dei diritti. Perché se passa il principio che può parlare soltanto chi già concorda con i tratti di fondo di un’ideologia antireligiosa e scientista che si arroga il diritto di dare patenti di laicità, allora oggi tocca ai cattolici ma domani può toccare a chiunque. Quindi mi auguro che l’episodio della Sapienza rimanga isolato e che se si dovesse verificare qualcosa di analogo chi tiene alla libertà di tutti reagisca come è giusto reagire. Senza violenza, con la forza delle idee e della presenza. Ma con la fermezza che le questioni di principio richiedono.

Chi ha portato la pace
Non è corretto parlare di censura. L’ha fatto anche Radio Vaticana, ma non condivido. Ratzinger poteva intervenire e parlare, ha scelto di non farlo. Tutto sommato però le “ragioni di opportunità” per rinunciare c’erano. La rinuncia non è un evangelico porgere l’altra guancia, perché sottintende una distanza polemica e sottolinea senza sconti l’atto di intolleranza che ha preso come bersaglio il pontefice; però è anche una scelta non violenta, perché si è scelto di non soffiare sul fuoco, di non alimentare una tensione. Questo almeno va riconosciuto al pontefice e, pare, al cardinal Bertone. Visto che ogni giorno c’è chi vorrebbe insegnare al papa a fare il papa (sapete quel qualunquismo ben noto: ma non faccia politica, si occupi della pace nel mondo, dei poverelli, venda la cappella sistina e mandi il ricavato in Uganda… and so on), almeno qualcuno di questi aspiranti trainer pontifici potrebbe riconoscere che in questa circostanza è stato il papa il portatore di pace. Almeno una lezione c’è stata, nonostante tutto.

19 commenti »

  1. resta il fatto che il papa ha negato agli studenti la libertà di manifestare il loro dissenso. eppure nessuno ha negato al papa la libertà di parlare. nessuno ha cacciato via il papa. è lui che ha scelto di non partecipare perchè si rischiavano i fischi.

    e non si pensi che sono un mangiapreti…

    Comment by impiegato — 16 gennaio 2008 @

  2. non si rischiavano solo i fischi. e non parlo della sicurezza (dò per buone le rassicurazioni del viminale). si rischiava il montare di una tensione del tutto ingiustificato rispetto all’occasione. una tensione che non serve a nessuno, e che distrae dalle cose davvero importanti.
    mi sembra singolare la tua posizione. gli studenti manifestano da giorni. cosa avrebbe negato loro ratzinger?

    Comment by alessandro — 16 gennaio 2008 @

  3. ha negato la sua presenza. come è ovvio, nessun uomo politico serio avrebbe prestato il fianco a provocazioni e contestazioni. nemmeno lui che serio lo è davvero.
    la cosa ridicola pero’ è stato il fuoco di sbarramento di tutta la curia parlamentare italiana, mussi compreso.
    sembra che veramente gli abbiano impedito di parlare, che sia stato censurato, che il povero papa sia agli arresti domiciliari al vaticano. questo è ridicolo e strumentale. poveri fessi i contestatori che si sono messi di traverso in modo cosi’ maldestro.

    Comment by impiegato — 16 gennaio 2008 @

  4. mah, non so. allora non ha deciso lui ma qualcun altro. sarà.

    aggiorno il commento

    scusa, avevo frainteso il senso della tua frase, l’ho letta troppo velocemente.
    ok, hai ragione, tutti i politici che hanno parlato di “censura” hanno fatto fuoco di sbarramento. sarà che non riesco a dare loro troppa importanza. mi preoccupo molto di più del coro che vedo in molti blog, perché parto dal presupposto che sono cose che qualcuno pensa veramente. e se ratzie non è stato censurato, i presupposti culturali per limitare la presenza (che è cosa ben diversa dalla visibilità, sulla stampa e non) di soggetti sociali e politici di un certo tipo si intravedono.

    Comment by alessandro — 16 gennaio 2008 @

  5. La laicità in Italia non c’è mai stata. Ci sono i mangiapreti che si definiscono laici e ci sono i laici che sono baciapile.
    I veri laici sono seri e non confondono le idee agli altri a suon di manifestazioni perchè hanno loro le idee confuse.
    L’episodio dell’Università “La Sapienza” di Roma che è stata fondata da un papa (Bonifacio VIII, se non ricordo male) e che impedisce ad un papa di parlare è emblematico dell’insipienza dei protagonisti di questo gesto: si definiscono laici, ma sono solo mangiapreti. Cioè sono solo persone che non tollerano punti di vista diverso dal loro. Essi posseggono la Verità e ogni altra Verità non è vera, anche se fanno professione di liberismo ed apertura mentale. Non conosco tutti i firmatari della petizione, ma uno mi ha sorpreso molto: Asor Rosa.
    Lo ritenevo più libero ed aperto.
    ernesto da como

    Comment by Ernesto Miragoli — 16 gennaio 2008 @

  6. ernesto: sì, a mio parere l’intolleranza dei promotori dell’ostracismo verso il papa è sufficientemente dimostrata dalla pretestuosità della motivazione. detto questo, occorre precisare che tecnicamente non è stato impedito al papa di parlare.
    non sono molto d’accordo con la definizione di laico = uno con le idee confuse :-)
    per me laico è uno che ha delle convinzioni ma è in continua lotta contro i pregiudizi. i suoi, intendo: perché la tendenza al pregiudizio bene o male è in tutti. per questo è importante ascoltare sempre. anche il papa, quando capita che ti faccia visita.

    Comment by alessandro — 16 gennaio 2008 @

  7. Il fatto che qualcuno abbia firmato un documento in cui “auspichiamo che l’incongruo evento possa ancora essere annullato” non è proprio un invito a parlare comunque. Piuttosto disarmante invece che le motivazioni che hanno spinto a questa richiesta siano alla fine state snobbate. Il che secondo me sta a significare che, come al solito, c’è stata solo una grande strumentalizzazione tesa a creare soddisfazione da una parte, indignazione dall’altra, lasciando forse gli stessi firmatari delusi dal risultato finale. A questo punto forse avrebbero davvero fatto meglio a chiedere formalmente al rettore di poter avere spiegazioni riguardo alle affermazioni citate, seppur vecchie di vent’anni

    Comment by Robi — 16 gennaio 2008 @

  8. robi: snobbarle è stato in realtà il modo più gentile di trattarle, visto che erano totalmente pretestuose.

    Comment by alessandro — 16 gennaio 2008 @

  9. Concordo con quanto hai scritto.

    Comment by Piergiuseppe — 17 gennaio 2008 @

  10. Ma perchè nessuno capisce che le proteste sono state fatte da una così piccola proporzione dell’Università che potevano benissimo essere ignorate in realtà? 67 professori su MIGLIAIA e centinaia di studenti su MIGLIAIA. Nessuno se n’è accorto perchè quelli che non stavano con gli anticlericali non hanno parlato, impegnati a studiare piuttosto che a promuovere manifestazioni cazzone. Continuate pure a credere ancora alla televisione.

    Comment by Alea — 17 gennaio 2008 @

  11. alea: purtroppo non sono state ignorate. nel momento in cui tutti i media ne parlano e tutti prendono posizione il fatto assume inevitabilmente una dimensione diversa; la percentuale di studenti e professori responsabili dell’iniziativa sul totale di docenti e discenti della sapienza è un elemento di cui tenere conto per il giudizio, per capire il fatto originario, ma che dice poco sul resto.
    non è una novità che in un ateneo certe minoranze riescano a far credere di parlare per tutti e a nome di una maggioranza che non hanno. ai tempi della pantera ho visto con i miei occhi l’arroganza di una minoranza davvero esigua che si autoproclamava “assemblea degli studenti”. sono dinamiche ben note.
    comunque ieri i media hanno cominciato a occuparsi anche di andare a sentire il resto della sapienza, la maggioranza. e quello che hanno raccolto a microfoni e telecamere aperte è abbastanza confortante. mi dispiace che per qualche giorno “i professori della sapienza”, “gli studenti della sapienza” siano stati soltanto quelli che hanno scritto questa pagina di intolleranza.

    Comment by alessandro — 17 gennaio 2008 @

  12. Non so che interviste tu abbia visto, ma quelle che mi sono capitate sotto gli occhi a me, erano tutte volte a sottolineare il fatto che gli studenti erano sdegnati che il papa non avesse POTUTO (scusa il caps, ma voglio sottolineare questo concetto fondamentale) parlare alla loro università e finchè non si chiarisce il fatto che è stato il papa a declinare l’invito non forzato da nessuno, anche le interviste ai Papa Boys non sono null’altro che strumentalizzazione.

    Comment by Alea — 17 gennaio 2008 @

  13. io ho visto e sentito studenti che in modi diversi dicevano che loro ratzie l’avrebbero ascoltato volentieri… e non so se fossero “papa boys”, comunque avevano due gambe e due braccia come tutti :-)
    per me il fatto che il papa non abbia VOLUTO parlare è chiarissimo, e credo che lo sia a tutte le persone che non hanno considerato distrattamente questa vicenda. tra i distratti “interessati” ci sono probabilmente molti politici che cercano sempre, in queste occasioni, di strumentalizzare la reale popolarità del papa. non riesco a dar loro importanza, sarà un mio limite. poi guardo poco la televisione. ho visto solo qualche telegiornale, mi sono perso porta a porta, ferrara e altri. non so se dalle loro presentazioni emerge solo una ipotetica “censura” e nient’altro. io insisto su un punto: il fatto veramente grave è la presa di posizione dei 67 professori. vorrei che emergesse la loro disonestà intellettuale e che tutti ricordassero questo, in primo luogo, quando parleranno dei fatti della sapienza del gennaio 2008.

    Comment by alessandro — 18 gennaio 2008 @

  14. Vergogna

    http://blog.stefanoepifani.it/2008/01/16/La+Sapienza+Mancata.aspx

    Comment by mfp — 20 gennaio 2008 @

  15. Alessandro, ma tu hai sentito quel pezzo di trasmissione radiofonico pubblicato sul blog di silvia?
    Come si fa parlare con un ente che parla così. vai a sentire ti prego.
    Salutissimi da Milan.
    Jane

    Comment by Jane — 21 gennaio 2008 @

  16. jane, l’ho sentito. prima che lo pubblicasse silvia perché è rimbalzato su molti altri blog.
    quale “ente” parla così? se vogliamo parlare del “caso clinico” di radio maria parliamone, ma non c’entra nulla con l’”ente” di cui forse intendi parlare. non c’entra nulla con ratzinger, non c’entra nulla con la fede cristiana ben fondata, e per ciò di cui stiamo parlando è soltanto fuorviante. parliamone, ma in un altro contesto. in questo post l’argomento è: come dei professori hanno scordato le basi della loro professione pur di affermare una visione ideologica, e per nulla laica, della scienza, della cultura e del ruolo dell’università.

    Comment by alessandro — 21 gennaio 2008 @

  17. Vorrei precisare ad Alessandro che non penso che un vero laico abbia le idee confuse. Mi riferivo a quei laici che in nome della laicità hanno inscenato manifestazioni per impedire al papa la prolusione all’anno accademico. Oggi leggo che anche Rita Levi Montalcini si sarebbe associata, ma non l’ha potuto fare perchè è membro dell’Accademia Pontificia delle Scienze.
    Rifletto: perchè il papa non può esprimere il suo pensiero? Perchè uomini di pensiero e di scienza (Flores d’Arcais, Montalcini) sono concordi nel riprovare la presenza del papa in un’università?
    Non me lo spiego. Li rispetto, ma rimango dell’avviso che un vero laico non teme il confronto con nessuno e dialoga con tutti.

    Comment by Ernesto Miragoli — 23 gennaio 2008 @

  18. ok, grazie per la precisazione.
    che dire, non me lo spiego neanch’io. ho letto la lettera aperta di flores d’arcais a napolitano. e ho letto anche delle cosiddette “rappresaglie” verso qualcuno dei magnifici 67.
    possibile che nessuno di questi luminari, compresa la cotonata premio nobel, arrivi a ipotizzare che si poteva tranquillamente protestare contro la decisione del rettore (che probabilmente è stata davvero un po’ esagerata o quantomeno noncurante verso certe sensibilità) senza mettere in dubbio il diritto del papa a parlare in quel contesto e senza tirare in ballo galileo in quel modo così dilettantesco e imbarazzante?

    Comment by alessandro — 23 gennaio 2008 @

  19. [...] vespai suscitati contro Ratzie in occasione del discorso di Ratisbona e della mancata visita alla Sapienza, ma è comunque indicativo di una mentalità diffusa, che vuole a tutti i costi la [...]

    Pingback by Cronachesorprese » Del “rispetto” delle parole altrui — 8 aprile 2008 @

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