Cronachesorprese

23 novembre 2007

PD, Partito Diabetico

Filed under: cronache — alessandro @

Non voglio fare troppe considerazioni sulla grafica del nuovo simbolo del nuovo partito dei nuovi politici della nuova sinistra: per questo mi limito a riportare la segnalazione di Sofi, che rimanda ai “cattivi” di SocialDesignZine. A qualcuno non dispiace, ad altri piace, ad altri ancora fa orrore. Poiché guardo dall’esterno, l’orrore mi sembra un sentimento troppo forte e mal speso: preferisco riservarmelo per altre spiacevolezze che mi toccano più da vicino. Noto solo che il simbolo è quanto di più neutro potessero pensare, e se deve essere neutro allora si poteva quasi evitare di presentarlo, bastava farlo trovare nell’uso, come un dato di fatto.
Degno di nota è invece il commento di Ermete Realacci, responsabile della comunicazione del PD: “E’ il simbolo di un grande partito che guarda al futuro e vuole bene all’Italia. Il partito del patriottismo dolce. Noi saremo così”. Mi ricorda un po’ un’intervista a un pedofilo che ho letto una decina di anni fa (dieci anni fa esatti, a pensarci: era l’agosto del 1997) sul Manifesto. “Sono un pedofilo dolce”, diceva, come se fosse una declinazione dell’essere pedofilo che cancellava completamente il male.
Fatte le dovute differenze (non sto dando del pedofilo a nessuno, ovviamente) il ragionamento di Realacci può essere analizzato allo stesso modo.
Prima domanda: il patriottismo in sé lo ritiene un valore o un disvalore? Se è un valore che bisogno c’è di addolcirlo?
Seconda domanda: che zucchero usa? Lo zucchero sicuramente può modificare il gusto, ma non al punto da far diventare commestibile qualcosa che non lo è. Nella marmellata bisogna mettere tonnellate di zucchero ma per conservare il sapore della frutta oltre i limiti del suo naturale deperimento, non per annullarlo. Il caffé amaro è un ottimo caffé, anzi c’è chi lo beve solo amaro. E gli italiani sono molto suscettibili sul caffé. Realacci, cosa te ne importa se a qualcuno il patriottismo piace amaro?
Come ho già notato per le avance veltroniane a Veronica, questa “dolcezza”, questo savoir faire del belino rischia di diventare la feature più indigesta della nuova formula ad alta digeribilità del nuovissimo partito. Rischia di far ammalare di diabete i suoi elettori.

3 commenti »

  1. il problema è che la vaselina non è dolce. e allora un esperto di comunicazione deve fare il suo lavoro…

    Comment by impiegato — 23 novembre 2007 @

  2. d’accordissimo: lo sai, sono per la difesa di antichi steccati.
    Epperò tutto ha una sua coerenza che ci passa sopra le testoline: te ne accorgerai quando Veltrusconi, figura mitologica-politica di attuale nascita, ci dirà, riguardo a tante sgradevolezze comuni nel sentire di destra e di sinistra, che Cristo è morto di freddo.

    Comment by cybbolo — 23 novembre 2007 @

  3. a me non piace proprio, per non dire di peggio

    Comment by FulviaLeopardi — 24 novembre 2007 @

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