Cronachesorprese

28 settembre 2007

Soltanto quattro miliardi

Filed under: cronache — alessandro @

La Chiesa costa quanto la casta politica ma dà innumerevoli servizi. Niente male.
Andiamo a vedere nel dettaglio le voci che indica l’ articolo di Repubblica che dà inizio a un’inchiesta sull’argomento.

1 – Un miliardo arriva dall’otto per mille. Serve in parte al sostentamento del clero e ad esigenze di culto, in parte a interventi assistenziali, umanitari e caritativi. Sostenere il clero, va ricordato, significa in larga parte garantire la presenza della Chiesa nella rete capillare di parrocchie formata in millenni e strettamente intrecciata con la storia civile e culturale italiana. Tutti sanno che per molti paesi montani in progressivo abbandono la presenza di un parroco (che oggi, sia per la diminuzione del numero dei sacerdoti sia per lo spopolamento, non è più “stanziale” ma gira come una trottola da una pieve all’altra) è preziosa e va ben oltre la celebrazione della messa. Curioso voler distinguere il dato sul sostentamento del clero da quello delle classiche opere di bene. Il sostentamento del clero è condizione necessaria perché la rete di prossimità e di solidarietà funzioni. Se la chiesa valdese, furbescamente, non destina i contributi dell’otto per mille al mantenimento dei pastori e delle strutture, è solo perché è infinitamente più piccola e può permetterselo.

2 – 650 milioni servono per gli stipendi dei 22.000 insegnanti di religione. Messori dice che l’insegnamento della religione nelle scuole è “un vecchio relitto concordatario che andrebbe abolito”. Sono abbastanza d’accordo, o almeno possibilista: penso che la Chiesa potrebbe trarre molti vantaggi dall’eliminazione di questa ambiguità, sempre che un’eventuale revisione del concordato in questo senso presti attenzione a due elementi. Primo, garantire il posto agli insegnanti laici che hanno investito la loro capacità e le loro competenze professionali nelle cattedre di religione. Quelli che sono abilitati ad altre classi di insegnamento dovrebbero avere il riconoscimento del punteggio e passare quindi ad altre cattedre; quelli vicini alla pensione dovrebbero avere incentivi all’uscita prima del raggiungimento dell’età minima. Secondo, dovrebbe essere garantito dalla legge il diritto delle scuole confessionali non statali a mantenere l’insegnamento della religione.

3 – 700 milioni vanno per le convenzioni su scuola e sanità. A ben vedere sono veramente pochi, e sarebbero di più se il decreto Berlinguer non avesse costretto molte scuole non statali a chiudere (permettendo al ministro, a suo tempo, di farsi bello di una “parità” del tutto teorica: prima gambizzo quelli che già sono claudicanti, li induco al suicidio e poi distribuisco le risorse tra i forti e i sani). Spero che l’inchiesta di Repubblica, nelle prossime puntate, provi a fare un piccolo calcolo: quanto costerebbe allo Stato farsi carico dell’istruzione di tutti gli studenti che attualmente frequentano scuole cattoliche? Curzio Maltese e i suoi stretti collaboratori mi sappiano dire. E spero che nessuno se ne esca con la solita favoletta dell’”anticostituzionalità” dei contributi statali alle scuole non statali.
Sia per la scuola sia per la sanità, ad ogni modo, se un attacco a una presunta “casta” ecclesiastica mettesse in discussione il sistema di servizio pubblico integrato tra strutture statali e iniziative non statali (che, soprattutto per la sanità, non sono solo cattoliche) l’impeto “moralizzatore” credo che si infrangerebbe contro il muro della successiva finanziaria. Piangeremmo tutti, ma a me scapperebbe anche un po’ da ridere.
Per risparmiare settecento milioni, quanti ne spenderebbe lo Stato? Dieci volte di più? Grossomodo, perché lo Stato dovrebbe farsi carico degli oneri di impresa per il mantenimento di altre strutture pubbliche, quando già quelle che ci sono versano in condizioni drammatiche. E pensare che molti sono convinti che le scuole statali siano fatiscenti perché le scuole non statali prendono i contributi dallo stato. Settecento milioni. Quando questo tesoretto sarà finalmente “laicizzato” sarà meglio usarlo per comprare qualche abaco in più.

4 – 250 milioni in media vanno come contributo per il finanziamento di grandi eventi, come il Giubileo. Sono eventi, lo sanno tutti, capaci di attirare in Italia milioni di persone da tutto il mondo. Vogliamo far finta che non avvengano in Italia? Va bene. Poi però facciamo un altro piccolo calcolo: quanti turisti ha portato il Giubileo, o la semplice ordinaria presenza della Città del Vaticano al centro di Roma, e quanti ne ha portati qualsiasi altro grande evento “laico” o il nostro bel cetriolone, Italia.it.

5 – Un miliardo e 400 milioni sarebbe l’ammontare dei vantaggi fiscali concessi alla Chiesa in virtù di esenzioni di diversa natura. Vedremo come si esprimerà l’Europa, se riconoscerà una violazione della libera concorrenza o no. Credo però che la situazione sia molto complessa: se probabilmente è giusto che gran parte delle strutture ricettive e degli esercizi commerciali gestiti da religiosi non abbiano agevolazioni, applicare agli edifici religiosi la stessa aliquota Ici di un centro direzionale o di una villa sul mare è semplicemente assurdo.

Vabbé, buona inchiesta :-)

aggiornamento

per chi ha voglia di capire meglio la questione dell’esenzione Ici c’è una nota dell’avvocatura della Diocesi di Milano di due anni fa che chiarisce molte cose.

5 commenti »

  1. da dove li prendono i soldi per i processi? ;)

    Comment by FulviaLeopardi — 29 settembre 2007 @

  2. dalla tua quota, dovrebbero bastare :-P

    Comment by alessandro — 29 settembre 2007 @

  3. Da quando Benedetto XVI° è Papa, vi è un rinnovato accanimento contro la Chiesa Cattolica.

    Comment by Piergiuseppe — 29 settembre 2007 @

  4. vero, piergiuseppe. molti sono dentro a questo inganno della contrapposizione tra una chiesa “progressista” e una “conservatrice”. inganno che si ritrova perfettamente anche nell’articolo di maltese, che alla fine riporta stupito un’affermazione di ratzinger di quarant’anni fa, quando era ritenuto un “progressista”. bisognerebbe andare a spiegare, con la dovuta cautela, che ratzinger, ritenuto oggi l’emblema dei “conservatori”, non ha cambiato idea… il punto è che questo schema dialettico con la chiesa non funziona.

    Comment by alessandro — 29 settembre 2007 @

  5. I miei genitori devolvono il 5 per mille all università!!

    Vaticano S.p.A. :-)

    avevo trovato un interessante post in merito su questo sito:

    http://www.michelangelolongo.net/aumentano-di-anno-in-anno-i-privilegi-alla-chiesa-cattolica-di-roma/

    Comment by canedaguardia — 2 ottobre 2007 @

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