Cronachesorprese

30 agosto 2007

Franco Carlini

Filed under: cronache — alessandro @

A volte accadono cose che costringono a riconnettersi in fretta. Mi dispiace, molto. Anche se spesso non ero d’accordo con quello che diceva, in particolare sul mondo dei blog che non ha mai amato. Il web, però, l’ha capito e l’ha amato tra i primi, in Italia. Due anni fa ho avuto il piacere di fargli una lunga intervista sull’e-democracy, di cui conservo la registrazione; ma soprattutto ho avuto la fortuna di seguire le sue lezioni all’università di Genova tra il 1995 e il 1996, cioé nel momento in cui internet muoveva i primi passi come fenomeno di massa anche in Italia. Erano lezioni belle e chiare. Carlini aveva un talento didattico e divulgativo fuori dal comune. E, nonostante il carattere non proprio facile, era spesso sorridente e ironico.
Ho trovato sempre molto utili le sue rubriche sul Manifesto e sull’Espresso, e i suoi frequenti articoli su altre riviste e altri quotidiani: a volte la sua voce era l’unica che mi aiutasse a entrare dentro a fenomeni che vedevo ma di cui non capivo la portata globale. Poi, grazie anche al suo lavoro di semina, il web è diventato esperienza quotidiana per molti e sono nate tante altre voci. Ma se oggi c’è polifonia, lo si deve anche all’efficacia dei suoi assoli in un periodo in cui il web in Italia era per molti un grande boh, per altri un territorio vergine da colonizzare secondo piani di conquista fortunatamente vecchi e inadeguati, come se la rete fosse una delle tante ricchezze da mettere sotto chiave a esclusivo vantaggio dei soliti noti. Carlini è sempre stato puntuale a raccontare queste e altre cose. Mi mancherà.

25 agosto 2007

Again disconnected

Filed under: cronache — alessandro @

Chiudo nuovamente il blog per un po’, a tempo indeterminato. A risentirci.

Le principe de la morale

Filed under: semiminime — alessandro @

Travaillons donc à bien penser: voila le principe de la morale” (Blaise Pascal).

23 agosto 2007

Si-Sdelinki!

Filed under: forse cercavi — alessandro @

E va bene, non lo faccio più. Nel post che ho dedicato al libro di Calabresi mi ero permesso di fare un link diretto a un’immagine trovata in rete della famosa foto simbolo della P38. Non ho visualizzato l’immagine sul mio blog, mi sono limitato al link, che rimandava alla foto isolata.
Non mi sono accorto che il sito in cui risiede l’immagine è nientemeno che quello del Sisde, che presenta come home page la versione online di Gnosis – Rivista italiana di intelligence. Rivista non male peraltro, con articoli e interviste a personalità di primo piano (Cossiga, Pier Luigi Vigna nel numero attualmente in vendita nelle “librerie dello Stato”…) e dati interessanti, come la cronologia del terrorismo dal 2004 a oggi.
Non male, sì, però… i link diretti alle immagini non si possono fare. Da qualche giorno l’Url che avevo selezionato non rimanda più all’immagine della P38, ma a un messaggino non proprio rassicurante: “La pagina richiesta non esiste o non è consultabile. Si consiglia vivamente di non effettuare ulteriori tentativi di accesso ad aree riservate“. In background lo stemma del Sisde, con il motto “Per aspera ad veritatem”.

Ora, che dire… chiedo umilmente scusa :-)
Gli hacker naturalmente darebbero un occhio per defacciare il sito del Sisde: posso capire che un servizio di intelligence sorvegli a dovere i suoi server. Dico, se non lo fanno loro… Ma un messaggio così, a mio parere, è sbagliato. Le regole della comunicazione esistono per tutti. Perché non posso fare un link diretto a un’immagine pubblicata, regolarmente presente sulle pagine di un sito? O meglio: l’immagine era a tutti gli effetti una pagina, aveva una sua Url. Quel link non era un “tentativo di accesso ad aree riservate”. Se un’immagine è pubblicata gli accrocchi per nasconderne la Url, oltre ad essere facilmente aggirabili (al limite me la risalvo con uno screenshot, la qualità non sarà certo molto diversa), sono un ostacolo alla disponiblità di una risorsa che si è deciso di rendere pubblica. Porre questioni di proprietà intellettuale è già discutibile; ma porre addirittura questioni di riservatezza per cose pubblicate mi sembra non solo poco netwise, ma anche contraddittorio.
Per me è una regola di buona comunicazione e, se vogliamo, di cortesia sul web. Dovrebbe valere per tutti. Impedire un link è la negazione di internet, e non c’è Sisde che tenga.

22 agosto 2007

Tutto questo

Filed under: cronache — alessandro @

Vedo che Beppe Grillo sta usando, come uno dei tanti promo del suo V-Day, anche la sequenza di Quinto potere con la famosa arringa televisiva: “sono incazzato nero e tutto questo non lo sopporterò più”.
Mi sembra una conferma di ciò che penso da tempo: Grillo punta a un’aggregazione populista di “incazzati”. Eppure la bellissima scena del film denuncia i limiti di questa strategia, nel momento stesso in cui ne descrive il successo e la capacità di penetrazione. L’incazzatura è, sì, un’energia subito disponibile. Se sei bravo a evocarla (e Grillo lo è) hai in mano un, diciamo, “potere”. Ma questo potere è la somma di tante incazzature che hanno tante origini diverse. Il predicatore televisivo le catalizza dando solo l’illusione di decodificarle, di individuarne una radice comune: che non esiste. “Tutto questo non lo sopporterò più”. La formulazione è perfetta, geniale. Nel “tutto questo” c’è tutto, ci sono tutte le paure, i rancori e le insoddisfazioni di tanti individui, che ritengono, erroneamente, di aver trovato nel capopopolo uno sfogo, un’espressione adeguata e unificante. Ma si vede così bene, nel film: tutte quelle persone che si affacciano alle finestre hanno tantii motivi diversi per ripetere quella frase. Tutti motivi validi, che andrebbero ascoltati per quello che sono. Ma l’anchorman in realtà li ha ignorati, li ha calpestati tutti. Le voci si uniscono, ma ognuno, dalla propria finestra, rimane da solo con la propria rabbia.
Grillo al V-day, se l’iniziativa riuscirà, si troverà in mano questa roba, Né più né meno. Non faccia finta, o non si illuda, di aver suscitato un vero movimento.

Pagina successiva »

Powered by WordPress. Theme by H P Nadig