Cronachesorprese

31 luglio 2007

Ecchekkeyword!

Filed under: forse cercavi — alessandro @

Quinto, eccheccazzo! :-D

30 luglio 2007

Un twitter di trenta chili

Filed under: il viandante digitale — alessandro @

C’è un twitter di trenta chili sul ramo laterale del mio blog.
E cosa fa?
CIIIIIIIIIIIIP! (Adriano Celentano in Innamorato pazzo, 1982).

Ok, ho deciso di sperimentare questo badge, che dei tre disponibili è il più grosso e invasivo. Vengono visualizzati gli ultimi venti messaggi mandati dagli iscritti di cui ho scelto di essere follower. Come avviene nelle community online, alcuni li conosco, in altri ho incocciato un po’ casualmente. Mi hanno incuriosito per qualcosa che hanno scritto, anche solo un post o un commento. Sono solo i primi, altri ne seguiranno, perchè twitter comincio a usarlo davvero soltanto adesso.

Questa scelta segue all’aggiunta dell’autoroll: un widget di Criteo che aggrega più o meno casualmente a ogni refresh dieci tra i blog iscritti. Anche per questo servizio ho scelto la modalità più vistosa.

La sidebar è una finestra sulla rete. Che sia aperta, e su cosa guardi, dipende da me, dalla mia selezione; ciò che succede fuori però non può dipendere da me. Cronachesorprese è aperto strutturalmente al confronto. Ciò che succede nella sidebar è sostanzialmente fuori dal mio controllo, perché voglio che sia così. Per il momento, almeno.

Nella rete si naviga. Quando si naviga si controlla una direzione ma ci si affida un po’ anche all’instabilità dell’acqua e delle correnti. Sono immerso e accetto di farmi portare. Penso di sapere dove andare, ma non posso controllare tutto. So che la fluidità dell’elemento è un’opportunità di viaggio e di esperienza, e quindi la accetto, con i suoi rischi. I flutti che si frangono a tribordo non sono fatti della stessa materia del mio scafo, sembrano opporsi al suo movimento ma in realtà gli danno stabilità e, insieme, energia cinetica. Se ogni tanto qualcuno dei miei passeggeri rimane ipnotizzato a guardarli non farà proprio nulla di male, e avrà modo di apprezzare la bellezza del viaggio, i paesi che si vedono e si annusano, da vicino o da lontano.

29 luglio 2007

Transformers

Filed under: lo spettatore indigente — alessandro @

Seguo il menu del sito ufficiale e propongo anch’io due opposti approcci al film.

Protect
Cinque buone ragioni per andare a vedere Transformers

bumblebee

1 – La scena del primo attacco in Qatar, con l’evidente allusione all’angoscia che vivono quotidianamente i soldati americani in Iraq.
2 – La cura degli effetti sonori, che a differenza di quelli visivi vanno oltre il virtuosismo e diventano una delle emozioni più convincenti del film.
3 – Gli automezzi antropomorfi dei transformers sono in giro da più di vent’anni in forma di giochi o di cartoni animati. Hanno lasciato traccia un po’ ovunque, anche nella pubblicità (penso allo spot della Citroen C4 di qualche tempo fa). Potrebbero rifarsi dunque soltanto al loro stesso immaginario (come avviene ad esempio per il primo, ottimo Spiderman), ma nel momento in cui diventano film non tralasciano altre suggestioni cinematografiche e tornano indietro, non genericamente ma con citazioni precise, almeno fino alla serie tv Mamma a quattro ruote attraverso Cars, Toy story, il secondo Terminator (quello cattivo era praticamente un transformer), Duel, Il maggiolino tutto matto … oltre a chissà quanti altri che non mi vengono in mente. La caratterizzazione della scassatissima Chevrolet Camaro che diventa misteriosamente amica e complice di un ragazzo non è originale ma è giocata bene, e genera una delle poche battute carine del film: “Ecco, hai visto? Me l’hai fatta incazzare! È un’auto sensibile!”. Chi non l’ha mai pensato, di una sua vecchia auto?
4 – John Turturro, che con il suo personaggino risolleva di molto il bilancio globale delle interpretazioni. Ma anche il protagonista Shia Labeouf non se la cava male.
5Megan Fox. È splendida, ammesso che sia autentica e non transformata anche lei, con quegli occhi che sembrano due fanali. E tralascio altre analogie da “sirventese elettromeccanico”, come direbbe Gadda…

Destroy
Cinque buone ragioni per non andare a vedere Transformers

megatron

1. Nella già citata prima scena, e in altri riferimenti diretti o allusioni alla cronaca dell’ultimo decennio, c’è una promessa di dramma e di mistero da svelare che non è mantenuta. Potrebbe essere un film molto diverso e molto più interessante, anche facendo salva l’esigenza di entertainment.
2 – I mega spottoni per giochi da playstation sono facilmente incongrui come film, e Transformers non fa eccezione. Cura maniacale dei particolari per inventarsi robot, scenografie, costumi, e poi tutto si risolve in pochi secondi di zuffe apocalittiche in cui l’azione si intuisce appena a grandi linee. E allora perchè passare anni a scolpire bicipiti-parafanghi e sospensioni-giunture? Perché il film è solo un pretesto e uno spot, il vero consumo del prodotto lo fanno il bambino, il collezionista e il malato di playstation che acquistano i giochi. Questa tendenza ormai consolidata della Hollywood più commerciale è una delle negazioni più estreme e radicali del cinema come arte delle immagini in movimento. Alcuni precedenti veramente artistici, come le colluttazioni del primo Alien che non facevano mai vedere completamente i mostri ed erano strettamente funzionali alla suspence, diventano clichet senza senso replicati in montaggi nevroticamente frenetici. Le placide carrellate di Kubrick sulle astronavi di 2001 Odissea nello spazio, ma anche quelle del primo Star wars, sono lontane anni luce.
3 – La sceneggiatura, all’80 per cento, è di una banalità imbarazzante. Anche gli inserti umoristici sono sciocchi e giocati da caratteri inutili (come quello dell’hacker grassone) che snocciolano battute penose.
4 – Se facessi un film sui Transformers cercherei di riflettere almeno un po’ sul rapporto uomo macchina, di dare suggestioni in questo senso. Senza appesantire, senza fare gli impegnati per forza. Invece il Megatron congelato è solo un Godzilla meccanico. Certo, nel film si dice che dall’analisi delle sue strutture sarebbero venute tutte le innovazioni tecnologiche del ventesimo secolo. E che la sonda marziana Beagle nel 1997 avrebbe avuto un incontro ravvicinato con un transformer. Si dice, ma non si mostra in nessun modo, né visuale né narrativo. E quindi che significa? Niente, è fiction mediocre, non è neanche fantascienza.
5Megan Fox. La sua indiscutibile bellezza ci guadagnerebbe se lasciata un po’ a se stessa, cioé se non fosse esibita insistentemente in pose da copertina studiate soltanto per far sbarellare quindicenni in piena tempesta ormonale.

28 luglio 2007

Articoli di fondo

Filed under: news factory,semiminime — alessandro @

Se il culo è di sinistra, anche Repubblica (Velvet) lo è…

27 luglio 2007

Vaffa al vaffa

Filed under: cronache — alessandro @

no al v-dayÈ sempre bello constatare che qualcuno preferisce ragionare che far gregge dietro ai capipopolo.
Con il Costa, al quale faccio i miei complimenti (a 23 anni un curriculum come il suo me lo sognavo), non sono del tutto d’accordo (sulle preferenze in particolare) ma è così che bisogna ragionare, è a partire da queste premesse che bisogna discutere.
C’è un moralismo montante che mi lascia perplesso, si sta forgiando questo stereotipo in base al quale se non sei incazzato come una biscia verso l’intera classe politica di ieri, oggi e domani non puoi dire di avere un impegno civile. Negli anni 70 c’era lo stereotipo che per essere colto o impegnato dovevi essere di sinistra, oggi c’è questo. Non so quale sia meglio. Per quel che mi riguarda, sono fiero di essere stato fuori, allora come oggi, dallo stereotipo prevalente.

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