Cronachesorprese

27 giugno 2007

Vai avanti tu

Filed under: cronache — cronachesorprese @

Comincia ad autodefinirsi populista. Come se fosse qualcosa di cui vantarsi.
Non vado spesso sul blog di Beppe Grillo, ma quando ci vado non vedo mai molti motivi per rallegrarmi. Vorrei, da un certo punto di vista. Perché sicuramente Beppe ha capito molto bene quanto sia importante oggi stimolare la cultura del controllo dal basso sulla politica e sulle istituzioni.
Ma il risultato qual è? Una folla osannante di fan che si identificano totalmente nelle sue battaglie, soltanto perché sono sue. Perché tutto ciò che fa e dice è (sarebbe) contro il sistema, contro le mafie.

Non condivido le crociate contro i parlamentari inquisiti. Beppe, se mi dici che molti partiti hanno candidato dei poco di buono per tirarli fuori dai casini ti dò ragione, non è una cosa bella. Come si risolve? La gente deve imparare a non premiarli elettoralmente, anche se l’attuale legge elettorale non aiuta a scegliere la persona. Non si può risolvere con una legge che impedisca agli inquisiti e ai condannati di candidarsi. Io ho molta più paura di una legge così che di un malcostume. Allora trasferiamo il problema dalle sedi di partito ai tribunali, cioé per togliere ai partiti il potere di candidare un poco di buono diamo ai magistrati il potere di scegliere chi può fare il politico e chi no. Io preferisco eccedere in garantismo che in altro. Perché bisogna demandare alla legge, o peggio ai giudici, una responsabilità di scelta che è solo nostra?

Non condivido neanche l’esecrazione dell’annunciata legge che vuole dare regole diverse per la diffusione sulla stampa dei contenuti di tutte le intercettazioni. Se non sbaglio più di dieci anni fa è intervenuta una legge sulla privacy. Forse è necessario qualche adattamento, per tutelare aspetti della vita privata e di interessi legittimi, non rilevanti ai fini delle indagini, che sono stati spesso spiattellati e offerti al pubblico ludibrio. Non sarà così difficile salvaguardare diritto di informazione e diritto alla privacy contemporaneamente, no? Girala un po’ come vuoi, Beppe, ma dietro questa levata di scudi per la libertà di informazione c’è solo una voglia di una rivalsa che va oltre la giustizia. Il calcetto vigliacco al ferito rantolante.

Insomma, ce ne sono di motivi per non essere d’accordo. Ma chi è adepto del Beppe non ha intenzione di andare per il sottile, o quanto meno nessuno lo sta aiutando a fare qualche distinzione, a variare sul menu proposto. E quindi Beppe, per corroborare questo clima emotivo che tanto è proficuo per le sue nobilissime cause, vuole istituire anche il V-day: e tutti sì, bravo, mandiamoli dove meritano.

A me non piace questo concentrare rabbia. Non è vero che fa leva sul ragionamento. Gli argomenti buoni non mancano, però sono mischiati ad altri mediocri ed emozionali, e allora perdono valore anche quelli buoni. Non mi piace che si usi tutta la propria forza di testimonial e di volto televisivo per dare alla gente una giustificazione esteriore della propria rabbia. Io non credo che tutti quelli che andranno al V-day, se mai si farà, lo faranno per una rabbia vera contro la politica.

Gratta gratta ci saranno molti che in realtà sono arrabbiati con la suocera, e non sanno quanto.

33 commenti »

  1. fenomeno da decifrare con disincanto, in effetti, il tracimare del Grillo che sfrutta la demagogia per smuovere in maniera alternativa al burocratico problemi annosi da risolvere.
    personalmente credo che stia calzando alla perfezione un ruolo tribunizio a metà tra il Giordano Brno e uno a scelta tra i gemelli Gracchi, con diverse concettualità da far valere ed esaltare all’attenzione dei pigri, ma anche con un cavalcare con mestiere comunicativo la tigre della popolarità conquistata a forza di cazzotti sotto la cintura.
    Ci credo fino ad un certo punto, insomma.
    anche se, e questo è un dato innegabile, la sete di sangue delle masse è inestinguibile e una crociata che promette sangue è sempre un successo.
    Circa il V-day: nella considerazione che buona parte della classe politica fa veramente schifo, credo che un vaffanculo sia come un piatto di minestra che non si possa negare a nessun parlamentare…;-))
    Circa le candidature con precedenti penali o in corso: mi pare che tu abbia troppa fiducia nel senso etico italiano.
    Circa l’informazione da ripensare: utopia, ché sono convinto che noi si sia tutti carne da macello, informati solo di quello che qualcuno pensa sia giusto elargire come informazione.

    Comment by cybbolo — 28 giugno 2007 @

  2. troppa fiducia? può darsi. comunque sia, io vorrei essere libero anche di votarlo, un inquisito o un condannato, se penso che sia stato inquisito o condannato ingiustamente, magari perché dava fastidio a qualcun altro. mi sembra più importante che impedire ai partiti di fare le loro gabole.
    noi siamo tutti carne da macello finché non facciamo nulla per staccarci dal menu informativo elargito. anche dai beppegrilli. bisogna cucinare un po’, non limitarsi a scongelare e scaldare pietanze.

    Comment by alessandro — 28 giugno 2007 @

  3. posso dire solo “sottoscrivo ogni parola”? :-)

    Comment by lullaby — 28 giugno 2007 @

  4. Solo qualche puntualizzazione. Secondo la legge Berlusconi sarebbe stato ineleggibile, ma la sua potenza mediatica lo ha dipinto come vittima, e gli altri politici hanno timidamente accettato lo stato delle cose.
    Come fa la gente a sapere chi è pregiudicato e chi no, se le informazionei che arrivano sono così deviate?
    Meglio risolvere il problema a monte, che rischiare di votare pregiudicatei solo perchè non sia ha la possibilità di conoscere la loro fedina penale.

    Tutto comunque parte dalla possibilità di poter votare il candidato, che ora non c’è.

    Il V Day sarà una manifestazione curiosa, che sta ancora nascendo, quindi aspettiamo di vedere come sarà e come verrà organizzata prima di fare facili previsioni.

    Comment by Tony |F — 28 giugno 2007 @

  5. Caro Tony, mi sembra che sia proprio questo il populismo denunciato dal post. Berlusconi è ineleggibile, la gente non sa e/o non capisce. Poco importa se c’è una apposita commissione a Montecitorio che per due volte, a maggioranze opposte, ha respinto quasi all’unanimità i ricorsi sull’ineggibilità del cavaliere: si sa, i politici sono timidi. Ora, la Costituzione ci dice che la sovranità appartiene al popolo, senza fare distinzioni tra quelli che leggono il blog di Grillo e quelli che non sanno neanche leggere: si vota con la croce. Si chiama democrazia: un uomo, un voto. Non è il sistema perfetto, ma è preferibile a qualsiasi governo dei sapienti, per quanto illuminato.
    Poi Grillo è bello che ci sia, perché la satira spesso ci aiuta a capire meglio il mondo in cui viviamo. Ed è bello anche che ci sia la libertà di spernacchiare i parlamentari. Ma che spazio c’è per la satira fuori dalla democrazia?

    Comment by searcher — 28 giugno 2007 @

  6. lull: e no, non puoi dirlo, se no poi mi gaso e divento un capopopolo come il grillo… ;-)

    tony: come giustamente dice searcher, il caso di berlusconi era diverso perché la giunta delle elezioni respinse l’ipotesi della sua ineleggibilità non come imputato o condannato, ma come titolare di una concessione di stato. ci vorrebbe un’altra legge per attualizzare e rendere la norma del 1957 non interpretabile su questo punto, ma da tredici anni nessuno vuole farla e governi ne sono passati, non solo quello di berlusconi.
    alle informazioni “deviate” si sopperisce con una diversa cultura dell’informazione. grillo in questo fa la sua parte, ma poi rovina tutto con queste campagne populistiche che semplificano indebitamente un problema che è di formazione della classe dirigente e di cultura politica degli elettori. come fa la gente a sapere? cambia il modo di scegliere i suoi rappresentanti. ma poi dico, grillo denuncia carenza e storture di informazione e poi mette insieme problemi così distanti tra di loro. un conto è la presenza di inquisiti in parlamento, un conto è la legge elettorale. che va cambiata, sono d’accordo; ma cosa impedisce anche adesso a un elettore di informarsi su chi è stato candidato dal partito che vorrebbe votare nel suo collegio? se giudica il candidato impresentabile per qualche motivo: non vota per quel partito; dirotta il voto su un altro partito o schieramento; vota scheda bianca o nulla; e ad ogni modo uscito dal seggio va alla sede più vicina del partito e pianta un casino. il diritto di voto presuppone il dovere di informarsi e di scegliere a ragion veduta. questo dovere (e qui sta l’inganno della scorciatoia populistica) non viene tolto o reso più leggero da una legge che impedisce agli inquisiti di candidarsi. quindi non “risolve il problema a monte”, come dici, anzi crea un problema più grosso, perché per mettere maggiori vincoli al potere legislativo si assegnerebbe al potere giudiziario la facoltà di decidere se uno può candidarsi o no. ti pare fantascienza una denuncetta, magari ben costruita, quattro o sei mesi prima delle elezioni per impedire a qualcuno di candidarsi? e un magistrato compiacente che procede con zelo? a me no.
    perché dovrei dare maggiore fiducia ai magistrati che ai politici? anche loro sono un potere dello stato che va controllato e tenuto nei suoi confini.

    Comment by alessandro — 28 giugno 2007 @

  7. A proposito dell’orribile legge elettorale, segnalo questa petizione:

    http://www.unparlamentodicittadini.net

    alla quale ho aderito con convinzione.
    L’idea è che, al di là del sistema elettorale prescelto, ci possa essere un maggiore libertà di scelta dell’elettore: tornando alla preferenza, nel caso di proporzionale; in caso di uninominale, dando la possibilità di candidarsi in un singolo collegio con la raccolta di (poche) firme, fuori dal sistema dei partiti.

    Comment by searcher — 30 giugno 2007 @

  8. [...] Le premesse sono grossomodo quelle di Beppe Grillo e della sua iniziativa sull’epurazione dal Parlamento degli inquisiti: non sono d’accordo e ho già spiegato perché. [...]

    Pingback by Cronachesorprese » Fenomenologia di un blogger d’assalto — 12 luglio 2007 @

  9. In linea di principio, sono d’accordo con l’idea che la scelta di chi debba essere votato vada lasciata, in un regime di vera democrazia, al popolo e non demandato ai giudici.

    Ma bisogna ammettere, tristemente, che è una posizione solamente ideale. Perché? Perché la vera democrazia si può avere solo quando si è completamente e correttamente informati. Per poter scegliere chi votare anche in base alla pedina fenale del candidato, ammesso che per me sia una discriminante, c’è bisogno che io sia a conoscenza di quella fedina penale.

    La realtà è che tali informazioni scarseggiano, i fatti dicono che le persone NON SANNO che ci sono tanti pregiudicati in parlamento, e quando glielo si dice molti NON CI CREDONO.

    Ieri ero in piazza del Plebiscito, a Napoli, ad intervistare la gente. Avevo una domanda alla quale non trovavo risposta, ho sperato di poterla ricevere, la risposta, dalle persone che avevano deciso di muoversi in massa per ascoltare le parole del loro, lui sì, capopopolo. Alla fine di ogni intervista, abbiamo distribuito un volantino con la lista dei parlamentari pregiudicati. Immancabilmente, chi leggeva la lista o cadeva dalle nuvole o ci tacciava di essere “comunisti bugiardi che falsificano le informazioni”. Oppure si indignavano perché la foto di Dell’Utri era più grande delle altre.

    La verità, è che non siamo in una vera democrazia, perché non c’è vera informazione.

    Ed allora ben venga una legge che impedisca ai condannati di candidarsi, perché altra soluzione, mi spiace, non la vedo. Almeno fino a quando si consentirà ai politici di possedere le televisioni, ed almeno fino a quando esisteranno i finanziamenti pubblici ai giornali di partito. Almeno fino a quando i Piero Ricca di turno verranno censurati.

    Sul conflitto di interessi e sulla ineleggibilità di Berlusconi, guardate questo video, ed inorridite.

    http://www.youtube.com/watch?v=swntE1iWB5Y

    Comment by Fabio — 13 luglio 2007 @

  10. se in linea di principio sei d’accordo, allora sei d’accordo anche sul resto. io in linea di principio non sono d’accordo che la legge stabilisca, nei termini proposti da grillo e dagli altri, chi può candidarsi e chi no.
    ciò che dici mi conferma nella mia convinzione. il problema è la cultura politica, la consapevolezza degli elettori. l’urgenza è *solo* questa. sarebbe un grave errore pensare a misure legislative secondo logiche d’urgenza solo perché qualche stressato non dorme la notte al pensiero che in parlamento ci stanno una ventina di pregiudicati. dopo che per decenni montecitorio se ne sono viste di tutti i colori, dalle pornostar agli ex terroristi.
    sia chiaro comunque che secondo me, in linea di principio, dei pregiudicati in parlamento ci possono stare, se vengono eletti. preferirei che fossero eletti da elettori consapevoli, e spero che in tempi non biblici questo possa avvenire.

    Comment by alessandro — 13 luglio 2007 @

  11. Alessandro,

    l’ho già scritto: fino a quando potrà entrare in politica chi detiene il monopolio dell’informazione non ci sarà vera democrazia. E se non c’è vera democrazia, ogni discussione sui “principi” diventa puramente accademica.

    La realtà è ben diversa. Con questa realtà, quella in cui viviamo, bisogna confrontarsi e sì, purtroppo vige l’urgenza di contrastare quello che si sta defilando come un golpe bipartisan. Legge elettorale che non consente d’eleggere chi si vuole, condannati che non potrebbero fare neanche i bidelli ma che fanno le leggi del paese in cui NOI viviamo. E’ un’emergenza, va affrontata come tale.

    Passata la bufera, se mai si riuscirà a farla passare, si potrà pensare a come fare per instaurare una democrazia che SIA VERA.

    Ciò non toglie, ovviamente, che noi che possiamo, che sappiamo, dobbiamo fare informazione. E che non si limiti ad internet, ma che esca fuori, che vada in piazza, tra la gente. Anche a beccarsi gli insulti di chi l’informazione proprio non riesce a digerirla.

    Solo così si potranno cambiare le cose… non con l’accademia, ma con le azioni. Dirette. Perché mentre noi stiamo qui a parlare, c’è qualcuno, lì a Roma, che decide PER TE, ma soprattuto CONTRO DI TE.

    Comment by Fabio — 13 luglio 2007 @

  12. penso che non ci sia attualmente nessun limite reale all’esercizio della democrazia oltre alla scarsa cultura democratica e alla poca volontà dei cittadini di esercitarla. non siamo in emergenza. io rifletterei piuttosto sul fatto che in italia si è cominciato a parlare di conflitto di interessi soltanto quando ha cominciato ad essercene uno veramente enorme e spettacolare. l’illusione vera è che, tolto quello (magari in forza di una legge che, chissà perché, ancora non c’è), tutti gli altri silenziosi e sottotraccia spariscano come d’incanto.
    in democrazia bisogna *sempre* lottare contro dei conflitti di interesse. è naturale.

    Comment by alessandro — 14 luglio 2007 @

  13. Una legge elettorale che non consente di far scegliere il proprio candidato di preferenza ti pare una legge democratica? Non è in antitesi, piuttosto, al concetto stesso di democrazia?

    E comunque, non è paradossale che uno come Dell’Utri non potrebbe accedere a concorsi pubblici ma sta lì a fare il parlamentare?

    Se passa il concetto che tutti hanno diritto ad una seconda chance, che scontata la pena si può tornare a fare qualsiasi lavoro, bene, allora si aboliscano TUTTE le restrizioni in tal senso. O deve, anche questo, essere solo uno dei tanti privilegi che i parlamentari si concedono?

    Comment by Fabio — 14 luglio 2007 @

  14. anche a me non piace l’attuale legge elettorale, ma non mi pare proprio “antitetica” alla democrazia. le leggi elettorali possono cambiare, e cambieranno ancora, una cultura democratica matura si adatta di volta in volta alle regole di rappresentanza fissate dalle leggi, ne coglie le occasioni e ne denuncia i limiti.
    non è paradossale che dell’utri sia parlamentare. è stato candidato e votato. se fosse stato condannato ingiustamente io vorrei avere la possibilità di votarlo, nel caso decidesse di presentarsi alle elezioni. così non è, e allora il problema è che qualcuno lo vota e premia il partito che lo candida. il problema *deve* essere solo questo.
    non si tratta di seconda chance, si tratta di dare all’elettorato la garanzia dell’ultima parola, anche rispetto alle sentenze dei magistrati.

    Comment by alessandro — 14 luglio 2007 @

  15. Il paradosso non sta nel fatto che è parlamentare, ma nel fatto che non potrebbe fare neanche il bidello, ma fa il parlamentare.

    Un pregiudicato che decide le leggi di questo paese. Dico, ti sembra normale? Ti sembra sensato?

    In piazza, giovedì, la gente NON MI CREDEVA quando gli dicevo che Dell’Utri è un pregiudicato, oppure lo riteneva un perseguitato. Dell’Utri sarà stato pure votato, ma chi l’ha votato secondo te sapeva che è un pregiudicato?

    E per quanto riguarda la legge elettorale, come fai a dire che non è in antitesi alla democrazia? Certo che le leggi si possono cambiare, ma questo non è il punto: il punto è che le leggi se le fanno loro, non le facciamo noi, e loro tendono a farsele in modo da tutelarsi da noi. Ricordi perché è stata fatta l’attuale legge, immagino: così che la gente NON potesse scegliere, in modo da tentare di NON perdere le elezioni.

    Fino a quando in parlamento siederanno criminali, il parlamento non farà mai i tuoi interessi, ma gli interessi dei criminali. E’ lapalissiano.

    L’obiettivo ora è elininare i criminali dal parlamento, tout-court. Se non possono fare i bidelli, non devono poter fare neanche i parlamentari.

    Comment by Fabio — 14 luglio 2007 @

  16. l’obiettivo ora non è eliminare i pregiudicati dal parlamento, l’obiettivo è far crescere la consapevolezza dell’elettore. quello che dici riguardo ai tuoi incontri in piazza, oltre a non stupirmi, mi conferma in questa opinione. ma tu ti stupiresti, probabilmente, se ti dicessi che sei stato sfortunato a parlare solo con chi non sa che dell’utri è un pregiudicato. il punto è che molti elettori di dell’utri lo sanno, e ritengono tuttavia giusto eleggerlo. che sia colpevole o no, ritengono che il suo contributo sia politicamente importante. io non condivido la loro opinione, ma non posso fare altro che provare a convincerli del contrario. non vorrei proprio una legge che impedisse loro di votarlo. perché in questo caso sono abbastanza sicuro di non sbagliarmi, ma in altri potrei anche sbagliarmi.

    ho già cercato di spiegarlo più volte, vedo che è un punto di vista che è duro da comprendere. “comprendere”, non accettare.
    lo ripeto ancora: io penso che in una democrazia matura l’elettore debba avere la possibilità di dire l’ultima parola sull’operato di un politico. una parte politica può ritenere opportuno candidare un pregiudicato, e l’elettorato può ritenere quel candidato degno di essere eletto. “pregiudicato”, dal punto di vista politico, vuol dire tutto e niente. bisogna che l’elettore sia lasciato libero di andare oltre le sentenze. è *solo* un problema di cultura e di maturità politica che lo faccia nel migliore dei modi. io una legge che tolga all’elettore questa possibilità di scelta non la voglio.

    Comment by alessandro — 15 luglio 2007 @

  17. Alessandro, premetto che io comprendo il tuo ragionamento, come ho anzidetto, ma per farti comprendere la mia posizione sposto il discorso su un altro piano.

    Ci sono moltissime persone in Italia che evadono le tasse, ritenendole un sopruso o semplicemente non ritenendo un problema l’evasione fiscale.

    Se queste persone potessero votare per il non pagamento delle tasse, lo voterebbero.

    Eppure, esistono delle leggi che puniscono chi evade le tasse. A questi elettori che evadono le tasse qualcuno ha proibito di evaderle.

    Perché, in questo caso, è giusto limitare la libertà di qualcuno mentre non è giusto nel caso di cui stiamo parlando?

    Io ho interesse a che in parlamento non ci vadano i criminali. Per me, per me, questa è l’urgenza. E’ un’urgenza. Non ho tempo di aspettare di convincere gli italiani, e non ho voglia di subire le decisioni di una maggioranza – se di maggioranza si tratta – di persone che o sono ignoranti, o badano ai loro interessi personali o – secondo il mio punto di vista – sono delle imbecilli.

    Per questo sono d’accordo con quella proposta di legge.

    Oppure, Alessandro, apriamo TUTTI i lavori ai pregiudicati. A questo punto, al “paradosso”, stai evitando di rispondere.

    Comment by Fabio — 15 luglio 2007 @

  18. no, al paradosso ho risposto, perché la rappresentanza politica è quel livello in cui l’elettore dice la sua, anche sull’operato dei magistrati. non si possono fare le elezioni dei bidelli :-)

    tu vuoi che quella legge sia approvata e ti impegni perché così avvenga. libero di farlo. io ti ho spiegato le ragioni per cui ritengo il tuo un punto di vista parziale, che impedisce una reale maturazione dell’elettorato. che gli dà l’illusione di avere solo rappresentanti onesti, e di evitare i conflitti di interesse.
    la democrazia è una continua lotta contro gli interessi particolari. non puoi evitarlo. e l’elettore deve essere sopra tutti i poteri dello stato, magistratura compresa, almeno una volta ogni cinque anni.

    Comment by alessandro — 15 luglio 2007 @

  19. Il bidello non posso eleggerlo, ma questo non giustifica il fatto che un pregiudicato non possa fare il bidello.

    La domanda da porsi è: perché ai pregiudicati è proibito l’accesso ai concorsi pubblici?

    La risposta non è “perché non sono eletti” ma, evidentemente, il perché risiede nel fatto che non si ritiene che certe persone abbiano la necessaria dirittura morale per ricoprire cariche pubbliche. E’ una giudizio arbitrario, certamente, ma fondato su rischi certi e, comunque, arbitrario quanto tanti altri.

    Non si capisce, a questo punto, perché proprio il parlamento dovrebbe essere zona franca.

    Guardiamo alla realtà dei fatti: in parlamento siedono 25 condannati in via definitiva. E’ un caso più unico che raro. Unico al mondo, che io sappia. Ai miei occhi è un problema, che va affrontato, ma su più fronti.

    E’ utopistico immaginare di poter cambiare le cose SOLO informando le persone. Se a te sta bene vivere in questo stato di cose aspettando che cambino da sole, a me non sta bene e farò di tutto per accellerare il cambiamento.

    Può un parlamento con una così alta percentuale di pregiudicati legiferare per il tuo e mio bene? La risposta è no.

    Comment by Fabio — 16 luglio 2007 @

  20. “accellerare” vorrebbe una elle sola.
    :-)

    Comment by lapina — 16 luglio 2007 @

  21. “zona franca”? non ci siamo capiti. non voglio difendere privilegi, ma una carica elettiva è diversa da un qualsiasi incarico amministrativo. se l’elettorato fa quello che deve fare, non sarà facile per un pregiudicato arrivare in parlamento. però non voglio escludere in linea di principio che questo possa avvenire, perché “pregiudicato” vuol dire molte cose e l’elettore deve avere la possibilità di distinguere, se dovesse essere necessario.

    sarà utopistico cercare di cambiare solo informando, ma tu cosa stai facendo? stai aderendo a una campagna informativa che ha lo scopo di sensibilizzare. a me sta benissimo che per la prossima campagna elettorale questo tema sia all’attenzione di tutti. se la guardia è alta, non sarà facile per un partito scegliere candidati che abbiano avuto problemi con la giustizia. se lo faranno, dovranno dimostrare che è proprio il caso di farlo. cosa che può anche essere, mentre tu vuoi escluderla.

    sarà un caso unico al mondo, non lo so. ma in altri paesi, come gli stati uniti, molti politici, ben più di venti, non saranno pregiudicati ma sono garanti di interessi particolari e lobbistici. bush non sarà un pregiudicato ma difende gli interessi dei signori del petrolio e dei mercanti di armi. se fai una legge che impedisca ai pregiudicati di essere eletti, oltre a limitare il potere dell’elettore sposti soltanto il problema che vuoi risolvere, perché chi vuole tutelare interessi privati fregandosene del bene comune si organizzerà ugualmente per mandare in parlamento chi può fare al caso suo. questo è il vero problema. si può affrontare solo con l’informazione e la consapevolezza. e non puoi mai risolverlo del tutto. devi sempre stare accorto. è illusorio pensare a leggi o a liste di proscrizione esemplari che raddrizzino la situazione una volta per tutte. questo è davvero utopistico.

    Comment by alessandro — 16 luglio 2007 @

  22. Non sono d’accordo con te sui questi punti:
    1) l’eccesso di garantismo è preferibile alla limitazione delle scelte del cittadino. Non sono d’accordo perché penso che debba essere chiaro che la gestione della cosa pubblica è roba per persone ONESTE. Quindi se è riconosciuto da un tribunale che hai rubato allo stato, hai ammazzato o quant’altro, **non puoi** accedere alle cariche pubbliche. Ci sono reati che ti tolgono il diritto di voto o no? E allora deve esserci anche il contrario. Sei mafioso? Non puoi essere eletto. Il fatto che poi ci si organizzi in un’altro modo non cambia la natura del messaggio. Accettare che un criminale mi governi perché tutti lo votano (magari è un calciatore popolare, o una stellina del cinema, o semplicemente ha carisma) lancia un messaggio chiaro: tutto quello che conta è il voto, non la tua moralità, caro eleggendo.
    Il che non vuol dire “dare il potere ai giudici”, ma lanciare un messaggio ai politici: moralizzatevi. Da soli. Fateci vedere che ci possiamo fidare.

    2) Che poi il Grillo ci marci sopra e si faccia “bandiera” è vero. E sappimao che sotto una bandiera c’è spazio per tanti. Non mi sembra un vessillo immacolato, ma certamente più gradevole di altri.

    3) veicolare rabbia è pericoloso. C’hai ragione. Da vendere. Non voglio dire che un V-Day sia come una marcia su Roma, o una discesa di Leghisti, o Una discesa in piazza di Napoletani, o dei Vespri Siciliani (perché la gente, si incazza da tutte le parti), però va gestita. Io spero che il Grillo tenga fede a un suo vecchio principio, che per far scendere dal piedistallo un governatore che si sente intoccabile, non c’è nulla di meglio di una pernacchia. Detto questo (e spero di non scatenare flame) non vorrei vedere di nuovo una situazione da G8…

    Comment by Ruggero — 22 luglio 2007 @

  23. 1 – io invece preferirei che fosse l’elettorato a moralizzare. da solo. anzi, non vedo altra strada praticabile: le alternative hanno troppi inconvenienti. un tribunale può anche sbagliare, o essere in malafede. io non me la sento di escluderlo, e non mi pare un rischio minore. un tribunale ha detto che sei mafioso? potrebbe non essere vero.
    ma andando al limite, io ritengo (e capisco che qui la posizione diventa più personale e non mi stupisco se è meno condivisa) che anche un pregiudicato vero, uno che ha scontato una condanna o che la sta scontando giustamente, possa essere eletto. mi sembra che se non è così cade il principio dell’elettorato al di sopra dei poteri dello stato. poi il principio può essere temperato in tanti modi, e commisurato alla gravità del delitto. ma in generale la non candidabilità e la non eleggibilità le vedo più come limiti posti all’elettore che come limiti posti al candidato.

    Comment by alessandro — 23 luglio 2007 @

  24. Io penso che, tanto per fare un nome, Adriano Sofri potrebbe essere un deputato migliore di tanti onestissimi che lo fanno per davvero. Migliore addirittura di Enzo Tortora.
    E se il popolo e’ cosi’ bue da mandare in parlamento le stelline, il lavoro da fare e’ sull’educazione del popolo, non sulla restrizione del diritto di voto.

    Comment by searcher — 23 luglio 2007 @

  25. perfetto searcher, è proprio l’esempio giusto.

    Comment by alessandro — 23 luglio 2007 @

  26. [...] solo oggi da un osservatore attento come Sofri. Vabbé; vuol dire che ogni tanto anche a me capita di dire qualcosa di sensato [...]

    Pingback by Cronachesorprese » Prepariamo il referendum abrogativo… — 26 settembre 2007 @

  27. non lo sottovalutate grillo, dirà cose populiste e demagogiche ma in realtà ci sono due fenomeni che vengono taciuti e sottovalutati.

    il primo è che dopo anni di campagne dove è stato considerato poco o nulla dai media e dalla politica, blog ha fatto una cosa che i politici conoscono e temono tantissimo. ha iniziato a contarsi. a quel punto si sono fermati tutti e hanno iniziato a prenderlo sul serio (o meglio, a temerlo) perchè in italia non conta cosa dici ma conta quanto mobiliti alle urne o quanto versi di finanziamento a questa o quella organizzazione legata ai partiti, alla chiesa o ai sindacati.

    il secondo è che ha usato internet e i blog come mai nessuno ha mai fatto in italia. e questo è ancora piu’ interessante, perchè nessun leader di partito puo’ dettare l’agenda ad un blogger cosi’ come si fa quotidianamente ad un giornalista o ad un direttore.

    il terzo è che grillo è riuscito a fare massa critica di una classe di persone che ha delle istanze che non vengono ascoltate. e queste masse hanno degli strumenti per lo scambio di informazioni che sfuggono alla comprensione e al controllo dei media istituzionali. è questo è un problema (per loro, mica per noi che li usiamo quotidianamente).

    poi che grillo chieda l’espulsione dei parlamentari condannati o la secessione della padania, quello è un qualunquismo che c’e’ sempre stato e sempre ci sarà, ma è solo un maquillage.

    Comment by impiegato — 26 settembre 2007 @

  28. non lo sottovaluto per niente. non gli avrei dedicato una decina di post da giugno in poi.
    penso che il fenomeno grillo abbia un 55 per cento di potenzialità positive da sviluppare. ma constato che finora l’aggregazione l’ha fatta grazie agli aspetti più deteriori.

    uno degli equivoci più evidenti, che corre il rischio di radicarsi nell’opinione di molti che sono giustamente scontenti della classe politica, è di confondere il livello politico con il livello amministrativo. la proposta, a mio parere inaccettabile, di non permettere ai condannati in via definitiva di candidarsi deriva da questo equivoco.

    a parte questo, che è solo un esempio abbastanza indicativo di quanto la sua proposta sul piano politico sia inadeguata alla consenso che sta ottenendo, credo che grillo si sia posizionato in una terra di mezzo tra la provocazione, su cui è sempre stato fortissimo, e la propositività politica, su cui corre il rischio di prendere delle cantonate micidiali.

    eppure la soluzione ci sarebbe. non può più essere soltanto il “comico”, il “provocatore”; non può essere, a mio parere, neanche un politico. c’è un’altra cosa che ha fatto molto bene, e su cui dovrebbe puntare: fare informazione. diventi giornalista a tutti gli effetti. è forse uno dei pochi in italia che in questo momento si può permettere di fare informazione indipendente. approfondisca questo aspetto, lo renda più evidente, contribuisca a formare e a rendere più capillare quello che manca davvero alla nostra democrazia: il controllo dal basso della politica e dell’amministrazione. lasci perdere le liste civiche, le proposte di legge e tutto l’armaentario che si porta dietro. i suoi modelli potrebbero essere woodward e bernstein, invece che cola di rienzo e savonarola. i suoi meetup, invece che nuclei di iniziativa politica, potrebbero essere punti di presenza e raccolta di informazioni alternative all’informazione ufficiale e dei media, che tanto o poco sono sempre “velinate” (un genovese dovrebbe capire il gioco di parole).

    io credo che sia questo il bisogno più urgente della nostra democrazia.

    Comment by alessandro — 26 settembre 2007 @

  29. guarda, secondo me la cosa piu’ sensata in questi giorni su grillo l’ha scritta un altro comico. Daniele Luttazzi, di cui sottoscrivo tutto, soprattutto la chiosa.

    http://www.danieleluttazzi.it/node/309

    Comment by impiegato — 26 settembre 2007 @

  30. l’ho letto, naturalmente.
    la chiosa è perfetta.
    ciò che dice prima non del tutto (non c’entra che la condanna sia definitiva o no, è proprio sbagliato il principio, a mio parere), ma nel complesso molto apprezzabile.

    Comment by alessandro — 26 settembre 2007 @

  31. [...] Se non sbaglio, il post più letto e commentato del 2007 di questo blog (che ha appena concluso un anno molto impegnativo) è stato quello che ho scritto su Beppe Grillo. [...]

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  32. [...] Discutendo a settembre dopo il v-Day avevo espresso delle critiche sul Grillo politico ma avevo ipotizzato (coomento 28) che un Grillo giornalista sarebbe stata una vera e utile novità. Beh, continuo a [...]

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