Cronachesorprese

31 maggio 2007

Google è paragnosta

Filed under: forse cercavi,il viandante digitale — alessandro @

Non è la prima volta che mi capita. Un giorno parlo di una cosa che manca a google e il giorno dopo scopro che ce l’ha già o che l’ha appena annunciata.

Ieri parlavo con un mio collega di Google reader. Io uso quello come feedreader perché sono sempre connesso con adsl, a casa e in ufficio. Se avessi bisogno di leggere i feed offline userei un altro feedreader.

Poco fa un amico, rigorosamente su gtalk, mi scrive: l’hai già visto Google gears?

No, l’avevo soltanto sognato ieri :-)

Insomma, vado sul mio reader e vedo la vocina offline in alto. Forse l’avevo già notata ma era rimasta a livello subliminale. Da lì posso installare Google Gears, che scarica e immagazzina i feed in locale, permettendo di leggerli offline.

Ma è solo il primo servizio ad essere fruibile attraverso gears: presto seguirà, naturalmente, la posta di gmail, ma l’aspetto potenzialmente esplosivo di Google gears è che è un software open source che può essere adattato dagli sviluppatori per altre applicazioni web offline. Gears fa funzionare il PC come server locale e installa un database che si aggiorna attraverso il browser.

Non lo installerò per il momento, per lo stesso motivo per cui non ho ancora installato il pur utilissimo Google desktop: non ne ho stretto bisogno essendo quasi sempre connesso, e per il momento mi piace che la grande G non vada a sfruculiare sul mio computer, se non nelle cartelle che riesce a raggiungere attraverso il mio uso del browser. Da questo punto di vista gears è sicuramente meno invasivo del desktop, ma per ora mi piace pensare che quando sono offline non sono per niente gugolizzato.

Una pia illusione, visto che ho appena sperimentato che la G sta anche dentro a paraGnosta. Ma che volete farci, lasciatemi divertire ancora un po’ :-)

30 maggio 2007

La sindrome della barra bianca

Filed under: forse cercavi — alessandro @

Ultimo referrer:

Non voglio vedere le ricerche nella barra di google

Un po’ di fantasia e ci vedi quello che vuoi. È uno spazio bianco, in fondo. Come il foglio di carta per lo scrittore. Anche la sindrome del foglio bianco doveva aggiornarsi, prima o poi :-)

Vabbé, ho capito (spero): menu di explorer – strumenti – opzioni internet – contenuto – completamento automatico (nella parte informazioni personali) – leva la spunta a moduli.

29 maggio 2007

A merenda con cavoli e Pinochet

Filed under: cronache,ratzie stories — alessandro @

Se oggi cerco su google Welby e Pinochet insieme, quaglio la bellezza di centotrentottomila risultati. Ci vorrebbe qualcuno che se ne intende per spiegare queste dinamiche virali luogocomuniste.
Pinochet è morto per eutanasia? O magari si è più brutalmente suicidato? Che io sappia, no. Allora perché viene paragonato a Welby? Boh. Carino però, guardate: ci sono più risultati su google per Pinochet e eutanasia che per Welby e Pinochet. Variante mutagena del virus?

Provo a sintonizzarmi con questo ragionamento rudimentale (ma progressista, eh?) e vedo cosa ne posso tirare fuori con i miei decadenti pensieri che non si rassegnano a diventare deboli.

Pinochet era cattivo? Sì. Welby era cattivo? No. Quindi il rudimentale ragionamento vuole che sia contraddittorio per la chiesa il funerale religioso a un cattivo e la negazione dello stesso a un buono. Poco importa che la decisione non abbia questo valore: alcune scelte individuali (che non coincidono con i delitti più gravi) come il suicidio equivalgono a un chiamarsi fuori. Conseguenze come il non avere funerale in chiesa o l’antica negazione della sepoltura in terra consacrata non sono una sanzione, sono volute, determinate dalla libertà individuale. Il giudizio avverrà in altre sedi.

Eh ma bisogna essere chiari, oggi la comunicazione non può basarsi su queste sottigliezze. Svecchiare, modernizzare. Qualcosa che capiscano tutti subito, anche gli amici della De Filippi, anche Boselli. Sei buono? Hai diritto ai funerali in chiesa. Sei cattivo? Non ne hai diritto.

Io speravo che quest’epidemia del “Pinochet si, Welby no, non ci sto” si arrestasse dopo qualche giorno, invece a tutt’oggi trovo contagiato almeno un blog su cinque di quelli che bazzico stabilmente o casualmente, e in aggiornamenti anche recenti. Allora è giunto il momento di far notare ai luogocomunisti che, come spesso accade, perdono l’occasione per intavolare buoni argomenti.

Intanto hanno di molto sottovalutato la posizione di Sandro Maggiolini, un vescovo tutt’altro che progressista, che ha sollevato qualche obiezione sulla scelta di Ruini di negare i funerali religiosi a Welby. Stranamente, però, Maggiolini non ha parlato di Pinochet: si vede che non è aggiornato in Teologia dell’ultim’ora, non ne conosce le ultime acquisizioni scientifiche.
Che caro che sono a usare le loro categorie, non so se si è notato: lo so che vescovo progressista o vescovo conservatore sono frasi senza significato, ma è per andare incontro a loro: sono davvero buono, mi merito un funerale.

E poi hanno insistito con questo menello demenziale del dittatore funeralizzato tralasciando del tutto un argomento che avrebbe avuto dignità di dialogo e che avrebbe innescato una riflessione interessante: a molti suicidi, direi a tutti o quasi, vengono concessi i funerali religiosi. Se la scelta di negarli a Welby può costituire un’eccezione, è per questo motivo e per nessun altro. Sarebbe stata messa a tema la differenza tra eutanasia e suicidio; e il valore esemplare che Welby ha voluto dare alla sua scelta, che ha prodotto una risposta esemplare (che, ripeto, non ha valore di punizione) da parte della Chiesa. Ma, per quanto di attualità, e per quanto non rimandabile all’infinito, la discussione sarebbe stata su categorie e concetti troppo demodé, troppo retrò, troppo cattolici. E l’utente medio di Repubblica e Radio Radicale non l’avrebbe retta. E poi non si dialoga con la Chiesa, checcazzo: se no qualcuno potrebbe accorgersi che è più dialogica e ragionevole di quel che deve apparire. L’ultima moda è categorica: quando si parla di Chiesa, è trendy solo l’Indignato Permanente.

Occasione persa, pazienza. Per recuperare si potrebbe ripartire da Rondoni su Avvenire, che rimette qualcosina a posto: il funerale non è un sacramento, e questo lo sanno anche i bambini del catechismo; il funerale non è un giudizio (neanche la scomunica, tanto per estendere un po’ anche a un altro concetto molto frequentato e molto frainteso), e questo lo capisce o lo accetta soltanto chi riesce a restare immune dal moralismo luogocomunista. E lo so che è dura.
Apprezzo molto tutto ciò che dice Rondoni, ma preciso che sono pienamente d’accordo con Maggiolini: era meglio celebrare funerali religiosi per Welby.

27 maggio 2007

Parla come ingerisci

Filed under: chiedici le parole,news factory — alessandro @

Barbara Palombelli nella sua rubrica sul Tg5 (Travaglio stai bbono, nun c’è probblema, semo tutti professionisti, ahò…) riceve una richiesta disperata di una giovane telespettatrice: l’estate è alle porte, devo perdere peso, non ho soldi per andare dal dietologo, o dolce Palombella rosa aiutami tu, intervista per me il dietologo più cool che trovi mentre ti abboffi di tartine nei salotti romani, così io vado in forma bikini guardando soltanto il tuo tiggì.
Detto fatto. “Allora caro dottor nonmiricordo, vogliamo aiutare la nostra giovane amica in ambasce? Per perdere velocemente tre o quattro chili cosa dobbiamo ingerire?”

Mangiare, cavolo, mangiare. Con gusto, possibilmente, anche se con qualche caloria in meno. Che già ingerisco senza gusto, per non dir peggio, medicine, veleni e tiggì.

26 maggio 2007

Il sonno del cronista

Filed under: news factory,spider report — alessandro @

Interessante a metà, a volte sì, a volte no. Il sonno del cronista, blog dedicato a sviste ed errori curiosi, ma anche a notizie molto curiose apparse sui giornali, si è guadagnato una segnalazione sulle Internet news dell’Ansa. I blogger che lo curano sono veneti e dedicano giustamente molta attenzione ai quotidiani locali, ma non mancano svarioni e curiosità da Corriere della Sera, Repubblica e compagnia stampante.

Sono andato indietro di una ventina di post e ho trovato scelte molto interessanti e altre che mi lasciano perplesso. Interessanti le differenze nei conteggi dei partecipanti al corteo delle prostitute di Padova. E non solo, aggiungerei: ogni articolo si sofferma su aspetti della manifestazione molto diversi eppure macroscopici. Molto Interessante il clamoroso errore di uno tra due quotidiani, Gazzettino o La nuova Venezia, che mandano assolto o condannato lo stesso imputato nello stesso processo.

Meno azzeccate altre scelte. Le notizie curiose sono oro per i quotidiani, che devono alternare fatti importanti a cose minime ma notevoli. Per chi, come Il sonno del cronista, fa delle sviste e delle curiosità sui giornali un criterio di selezione, questi minimalia devono essere davvero insoliti (e magari impreziositi, come spesso accade, dal modo in cui sono presentati) per fare notizia come notizie. L’aggressione di un’oca con epilogo in traumatologia, per dire, è un fatto degno di cronaca ma non di una cronaca alla seconda, a mio parere. Allo stesso modo la svista su una didascalia, “parmiggiano” invece di “parmigiano”, non mi sembra epocale. Per inciso, sul dizionario non si trova come variante ma credo che la g doppia sia almeno arcaica o dialettale, insomma usata: Boccaccio nel Decamerone usa “parmeggiano”.

Ad ogni modo apprezzo e auguro buon lavoro, e nessuna svista, ai due blogger.

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