Cronachesorprese

4 aprile 2007

Dove osano i parenti

Filed under: barcamp — alessandro @

I barcampers raccolgono per vocazione istanze diverse da quelle adatte soltanto a riunioni esoteriche tra geek, ne siamo consapevoli già da un po’. Ma questa idea di Biccio & friends è davvero trasgressiva, infrange l’ultimo tabù del computer come strumento principale di un generation divide che è un aspetto non secondario del digital divide.
Ecco l’ultima vera frontiera del social web. Tuo padre non capisce una mazza di computer, ti telefona perché non riesce a giustificare il testo dal menu formattazione di word, continua a confondere i concetti di “sito” e di “mail” anche dopo la trecentesima e paziente spiegazione? Niente paura, portalo al ParentsCamp! Chissà se si arriverà a farlo davvero. Mio padre dovrei trascinarlo, ma chissà, alla fine potrebbe anche essere contento :-)

3 aprile 2007

Penne a blogosfera

Filed under: chiedici le parole — alessandro @

Attualmente non guardo tutti i giorni i blog sulla scrittura. Non è il mio modo di bloggare, ma mi piace. Rimango più o meno agganciato a questa blogosfera attraverso i post e i rimandi del resuscitato alias Lao, alias Caino, alias altro che neanche ricordo, del quale conosco e apprezzo l’impegno a “essere”, più che a “diventare”, scrittore: il tipo non è volubile su questo impegno come lo è sui nomi e sui nick… ;-)

Il blog è naturalmente un ottimo strumento per chi scrive, per chi racconta. Si può sperimentare, si possono avere dei feedback utili da chi legge, oppure si può meditare sull’assenza di feedback. Poi ci sono degli abusi, e ora Lao e altri ne stanno discutendo.

Il tema è enorme e non si esaurisce nel confronto tra chi pensa che sia buono e giusto spingersi, nel raccontare, fino a un privato quasi insopportabile, e chi, pur non avendo in linea di principio nulla in contrario a un “denudamento”, a una “immolazione”, a uno “scarnificarsi” (tutti termini usati), vorrebbe sgombrare il campo da un equivoco: lasciare sempre ben distinguibili voglia (urgenza) di scrivere e sperimentazioni più o meno tattiche per arrivare a una pubblicazione.

Alcuni noti casi di successo sono ascrivibili a una fase di esplosione delle blogosfere italiane ormai passata. Però hanno messo in guardia chi usa sinceramente lo strumento blog per scrivere, riflettere sulla scrittura e condividere tutto il condivisibile da chi vuole soltanto parassitare. Una comunità di scrittori o di amatori fortemente motivati che trasferisce parte del suo lavoro nei blog è chiaramente un valore da difendere da strumentalizzazioni. Seguo dunque la discussione con interesse e invito a fare altrettanto.

2 aprile 2007

Attivo, attivissimo, praticamente umano

Filed under: forse cercavi — alessandro @

Non ci posso credere, anche Paolo c’è cascato :-D
Vuol dire che il pesce d’aprile di Google era davvero ben congegnato, e che Paolo non è un alieno, cosa che non fa che aumentare la stima e il rispetto che ho per lui e per il suo lavoro.
Da utente di gmail avevo notato anch’io la cosa, e l’avevo data per buona. Però avevo pensato: “mi sembra un po’ cervellotico. Ci scriverò qualcosa”. Pensavo che probabilmente c’erano degli aspetti che non avevo ben considerato.
Non è l’unico pesce d’aprile di google, c’è anche quello del wireless nel WC, che non avevo visto, decisamente più goliardico. Che siano stati ispirati dal meme di Mia? :-)

aggiornamento: Paolo nei commenti, che non avevo ancora letto, sostiene di non esserci cascato e di aver solo “inoltrato” lo scherzo di google. Sì, i commenti sono di ieri e non di oggi. Però, mah… il dubbio rimane :-)

1 aprile 2007

Ritalia Camp, prime idee

Filed under: barcamp — alessandro @

Come dice giustamente il Goetz, i giudizi sull’utilità della giornata è meglio rimandarli. Io vado un tantino oltre e dico che è meglio rimandare la stima esatta di quanto sia stata utile: se tanto o solo un po’. Nessuno pensava che il Ritalia portale sarebbe uscito dalla giornata del RitaliaCamp magicamente, bello fatto e infiocchettato: che dunque la giornata sia stata utile, anche per misurare le difficoltà, per me non è in dubbio.

Ci sono state due presentazioni, quella di Ottolini e quella di Ibm (quest’ultima persa stupidamente, perché ho capito troppo tardi che sarebbe stata in quell’aula, in quel momento…) che servivano a mettere a fuoco il punto di partenza. Cosa abbiamo. Perché Italia.it ce l’abbiamo, e spegnerlo, come ha detto giustamente Ottolini, significherebbe molto probabilmente non riaccenderlo più. A meno che, noto, non si spenga perché si deve immediatamente accendere, sotto lo stesso dominio, qualcosa di completamente diverso, che è quello che tutti ci auguriamo.

Sia Ottolini, sia Previtera di Ibm hanno avuto coraggio, anche se per motivi diversi, e personalmente ho apprezzato molto il fatto che fossero presenti. Ottolini è stato criticato per i contenuti, giudicati da molti generici, ma credo che la sua intenzione fosse dare delle coordinate per aiutare la discussione e lo sviluppo di altri temi che lui non aveva intenzione di introdurre. È critico anche Nicola Mattina, nel suo ottimo post che consiglio di leggere perché fa il punto su alcune questioni fondamentali; osservo pèrò che Ottolini non ha detto che lo Stato potrebbe vendere pacchetti turistici: ha detto che il portale potrebbe essere anche usato come strumento per far vendere pacchetti turistici a chi li deve vendere. Ed è logico che sia così: se ho un database che contiene tutte le informazioni sugli alberghi fino al booking, manifestazioni, itinerari e quant’altro, perché non dovrei fornire un carrello elettronico per metterli tutti insieme? Poi non sarà lo Stato a vendere il pacchetto, ma mettere a disposizione tutte le informazioni sui pacchetti potenziali (e, perché no, rimandare anche agli operatori che possono effettivamente vendere quei pacchetti) è un buon modo di rispondere ai compiti di promozione del turismo che sono propri delle regioni. Saranno probablimente gli operatori a riempire il carrello, non gli utenti. Qualcosa di analogo già succede in alcuni portali regionali.

Da altre presentazioni, come quella di Wikipedia e quella di Beniamino Pagliaro, e soprattutto dalle tante parole in libertà e nelle discussioni fuori dalle aule, è emerso un problema fondamentale: quale deve essere il ruolo dei contenuti generati dagli utenti? Ritalia, se si propone di rifare Italia.it e non qualcosa d’altro, deve essere progettato come un portale istituzionale. C’è chi pensa che informazioni istituzionali e user generated content possano essere affiancati (pare che lo pensi anche Ibm… ma sarà vero?), c’è invece chi tende a rimuovere il problema della convivenza delle due fonti e pensa, per il momento, a fare un progetto centrato sull’aggregazione dei contenuti di provenienza social, e il resto si vedrà. A mio parere il successo del progetto alternativo dipende molto da un’integrazione di fonti diverse, comprese quelle istituzionali, in una logica, per cosi dire, di sussidiarietà. Ma è importante che le fonti diverse siano identificabili chiaramente, senza creare confusione nell’utente. Però devo capire senza possibilità di equivoco quando parla un albergo, quando parla uno Iat o un Comune, quando parla uno del posto o un turista soddisfatto o meno.
L’importanza dei case study la vedo invece secondaria: se il portale è aperto e efficace nell’aggregazione plurale di contenuti, il grosso dell’esperienza la fa da solo. Sarà perché non sono abbastanza markettaro :-)
Cercherò di tradurre queste e altre impressioni in un contributo, come è stato richiesto alla fine della giornata.

credits
grazie a tambu per la compagnia nel viaggio di andata e per l’assistenza “telefonica” durante la giornata; grazie alla sconosciuta che ha sopportato, durante una delle presentazioni, i miei andirivieni che l’hanno costretta ad alzarsi più volte; grazie a Tiziana per aver fatto una buona domanda durante la presentazione di Wikipedia, domanda che avrebbe potuto essere mia e che cercherò di tenere presente nel preparare il mio contributo; grazie ad Antonio Ldf per aver sostenuto anche la mia curiosità in una, come dire, “long tail” a evento ultimato; grazie alla splendida compagnia non-blogger della sera al Tex Mex.

Un po’ di zuccheri prima di ragionare

Filed under: il consumatore non consumato — alessandro @

san-lorenzo.com, biscotti alle nocciole delle langheCronachesorprese si fa dolcemente corrompere e dedica un post spudoratamente pubblicitario ai biscotti alle nocciole delle Langhe della San Lorenzo. Ne ho preso un pacco al RitaliaCamp in cambio della promessa di parlarne. Un croccantino di nocciola che imprigiona senza scampo gocce di cioccolato, costrette ad adeguarsi e a dare il meglio rinunciando a pretese tiranniche. Sono buoni, c’è poco da dire ;-)

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