Cronachesorprese

3 giugno 2005

Il refrain più bello della canzone italiana

Filed under: le specie musicali — cronachesorprese @

piri piri pirippiri piri piri pirippiri piri piri pirippiri piri piriii, pi…enzo jannacci compie oggi 70 anni

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Giovanni telegrafista era la canzone che faceva da b-side nel 45 giri della ben più famosa e celebrata Vengo anch’io, no tu no. La mettevo nel mangiadischi di plastica verde. Sentivo il fruscio della puntina. Poi quella voce piena, squillante e al tempo stesso malinconica, introduceva un bambino di sei anni alla complessità del mondo senza turbarlo, perché gli suggeriva che tristezza e ironia, purezza di cuore e consapevolezza critica, eccentricità e concretezza possono stare nella stessa persona senza renderla schizofrenica, annichilirne l’umanità, toglierle il sorriso.



70 anni senza andare fuori tempo. Auguri, Enzo.

5 commenti »

  1. Non ero così evoluto da possedere un mangiadischi. Il mangiadischi (plastica celeste) arrivò qualche anno dopo, insieme al 45 giri di E la vita, la vita. Possedevo invece un registratore Geloso – per i più giovani: niente cassette, due bobine separate, niente doppia piastra, niente radio, unica utilità registrare le esibizioni dei figli nella poesia di Natale o similari. Io e mio padre registrammo Vengo anch’io, no tu no. Una elementare jam-session: lui diceva Vengo anch’io, io rispondevo no tu no. La cosa interessante era che sul perché no finale esibivo la mia erre nuova di zecca, perfetta anche se un po’ ostentata. Quella canzone mi ha iniziato alla musica, insieme a Pietre di Antoine, Stasera mi butto di Rocky Roberts, Vorrei la pelle nera di Nino Ferrer: ancora oggi non so resistere ad una sezione fiati accanita.

    E poi, Bartali l’ho sentita prima da lui che da Paolo Conte. Ho un amico che mi ha fatto piangere cantando Giovanni telegrafista, ma ero più grande. Ho un amico che mi fa ridere ogni volta che intona Il taxi nero. E’ l’unico motivo per cui ogni tanto in questo paese ci si ricorda ancora di Beppe Viola.

    Auguri, Enzo. Quello che Dario Fo gli ha fregato il Premio Nobel.

    Comment by searcher — 6 giugno 2005 @

  2. :-)) mitica questa del premio nobel. e troppo vera. cosa sarebbe stato dario fo senza il manipolo di pazzi geniali milanesi che l’ha accompagnato per un bel pezzo di strada?

    Comment by cronachesorprese — 6 giugno 2005 @

  3. Nella vecchia fattoria

    L – O. tu hai l’età di mia madre… dovresti ricordartela… ma sì forse te la ricordi… sai come fa la canzone Giovanni telegrafista?

    O. – Ma certo! fa così “pulipulipu fa il tacchino qua qua qua qua l’ochetta e.. e..” e cavolo non mi ricordo come fa giovanni il telegrafista…

    L – :DD

    @cronache e searcher

    E poi mi domando da dove origini la “profondità e originalità” dei vostri interventi!Il buongiorno si vede dal mattino… la prima canzone che ricordo io è “Sereno è” lla lla lla uuhhh

    besos a tutti e due

    Ludi

    Comment by utente anonimo — 21 giugno 2005 @

  4. [...] Un referrer di poche ore fa ricorda: “Auguri a Paolo Conte, compie 70 anni”. Avendo già celebrato quelli di Jannacci, non potevo evitare di fare gli auguri anche a lui. L’ho visto suonare l’ultima volta a febbraio dell’anno scorso al Carlo Felice. Due anni fa allo Smeraldo di Milano. E quattro anni fa a Viareggio, d’estate. E spero di vederlo ancora tante volte. Spero anche di vedere presto online versioni attendibili dei testi delle sue canzoni. Da quando, insieme al mio amico Kammamuri abbiamo notato che non esiste su internet una versione corretta del testo di Genova per noi, le cose non sono cambiate. Googlare per credere: il verso corretto “Genova, ai giorni tutti uguali” ricorre una sola volta, in un blog. Risulta ben 84 volte, invece, la versione sbagliata che non riporto per non fare 85. Non mi stupisce che il nostro astigiano non abbia la percezione di questo problema: è uno che suona in smoking, che dice che il novecento sì, è stato bello, ma vuoi mettere l’ottocento? Insomma il Paolo è programmaticamente e deliziosamente demodé. Non starò certo a chiedere a lui come fare a porre rimedio a un equivoco che non è da poco. Ma è grave che quelli della Warner music non siano consapevoli del problema e impongano, a lui e agli altri artisti per i quali fanno siti in serie, l’assenza dal sito ufficiale dei testi per obsolete ragioni di difesa del copyright. Questo arroccarsi irragionevole su posizioni anacronistiche di difesa di proprietà intellettuali di dubbia definizione in realtà danneggia l’artista. Perché tutti ormai usano internet per trovare i testi delle canzoni. Se chi è interessato non ha la possibilità di trovare i testi corretti, il messaggio dell’artista può essere danneggiato. Se non conoscessi bene la canzone in questione e avessi la curiosità di leggere il testo attentamente, a fronte di una schiacciante maggioranza di 84 a 1 dovrei concludere che è la versione più ricorrente quella esatta. [...]

    Pingback by Cronachesorprese » 70 anni nei tuoi sandali — 6 gennaio 2007 @

  5. [...] forse una delle cause delle incessanti ricerche) non compare nel testo di un post ma soltanto in un commento a un post di tre anni fa, e non è stato mai più [...]

    Pingback by Cronachesorprese » Pulipulipulipu celebration — 29 maggio 2008 @

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