Cronachesorprese

20 giugno 2005

Sinestesie

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Io ascolto.



Voce gialla, acuta, liquida e impastata, con le sillabe che si allungano, legate una all’altra.

Voce rossa, grossa e piena. Bassa e grassa. Spessa.

Voce azzurra, dalle zeta che si sgranano e si sciolgono, ronzando sbiadite, fino quasi a diventare esse.

Voce arancione, aspra come limone, aspra come un’arancia quando tira le ghiandole e brucia, dura, dietro le mascelle.

Voce viola, velata e fastidiosa, insistente come un po’ di febbre, poca, che vibra nelle ossa e non se ne va.

Voce rosa, sottile e sibilante, che striscia un po’ sul fondo della gola e scivola piano fuori dalla bocca, come se colasse, lenta, tra le labbra.



Io ascolto.

Carlo Lucarelli, Almost blue

16 giugno 2005

Blogging the Ringo experience

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I ringoboys approdano finalmente su Splinder. E niente rimarrà come prima, nella blogosfera.

11 giugno 2005

Domande da Pulitzer

Filed under: news factory — cronachesorprese @

Aeroporto di Milano, dopo l’arrivo di ieri a Roma Clementina Cantoni torna finalmente a casa. Ad attenderla la solita folla di giornalisti, che non si limitano a riprenderla mentre scende dall’aereo e ad aspettare la conferenza stampa già fissata per il pomeriggio, no. Devono interloquire, devono farla parlare.





Candidato al pulitzer n.1:



Come è andata la prima notte?



risposta:



- bene, grazie

cosa avrebbe potuto rispondere in alternativa:



- Saranno un po’ tarzanelli miei…

- Alla grande… e qui chiudo, eheheh.

- Non ho chiuso occhio ma finalmente sono riuscita a risolvere il paradosso di Fibonacci, era l’ora.





candidato al pulitzer n.2:



Sei contenta di essere tornata?



risposta:



- si, molto contenta



cosa avrebbe potuto rispondere in alternativa:



- oddio, a Kabul trovavo parcheggio anche in centro…

- dipende, cosa ha fatto il Milan a Istanbul?

- adesso facciamo un gioco, visto che sono in mondovisione chiedo a Timor Shah di rapire te e di tenerti 24 giorni, poi quando arrivi all’aeroporto vengo a sgambettarti in fondo alla scaletta, ti piazzo un microfono davanti a quella faccia di cazzo che ti ritrovi e ti faccio la stessa domanda, ok?





Dai Clementina, forse oggi riesci a spararti una pisa sul divano di casa. Comunque ho capito perché hai già detto che tornerai in Afghanistan.

9 giugno 2005

Camaleonte pride

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camaleonteDicono che un camaleonte su un panno multicolore, non riuscendo a decidere a quale dei colori adattarsi, impazzisca. O addirittura esploda. Ma ciò avviene soltanto perché viviamo in una società repressiva, che non accetta la diversità dei camaleonti.

Il mondo sarà migliore quando i camaleonti su un panno multicolore smetteranno di vivere una bugia, e faranno serenamente outing.

3 giugno 2005

Il refrain più bello della canzone italiana

Filed under: le specie musicali — cronachesorprese @

piri piri pirippiri piri piri pirippiri piri piri pirippiri piri piriii, pi…enzo jannacci compie oggi 70 anni

piri piri pirippiri piri piri pirippiri piri piri pirippiri piri piriii, pi…




Giovanni telegrafista era la canzone che faceva da b-side nel 45 giri della ben più famosa e celebrata Vengo anch’io, no tu no. La mettevo nel mangiadischi di plastica verde. Sentivo il fruscio della puntina. Poi quella voce piena, squillante e al tempo stesso malinconica, introduceva un bambino di sei anni alla complessità del mondo senza turbarlo, perché gli suggeriva che tristezza e ironia, purezza di cuore e consapevolezza critica, eccentricità e concretezza possono stare nella stessa persona senza renderla schizofrenica, annichilirne l’umanità, toglierle il sorriso.



70 anni senza andare fuori tempo. Auguri, Enzo.

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